Una tessitura, frutto della manualità dell’artista e della cura del lavaggio, filatura, orditura, tinteggiatura, associate alle tecniche del lavoro a maglia. Si spazia dal telaio manuale a quello libero (ottenuto dall’intelaiatura di un grande quadro a cui è stata tolta la tela) per arrivare all’off loom e, alle manipolazioni, all’uncinetto, al lavoro a maglia, al macramè, all’intreccio e all’assemblaggio dell’uncinetto, del ricamo. A lei è stata riconosciuta la paternità di quest’arte particolare: la Fiber art. Inventato questo nuovo linguaggio artistico nella metà degli anni Settanta, la Scuteri non l’ha più abbandonata, coltivandolo in tutte le sue potenzialità. Ma come è stato l’avvicinamento all’arte della tessitura? "E’ parte delle mie origini calabresi, nell’importanza che riveste per le donne della mia terra che ancora oggi sugli usci delle porte, ricamano, cuciono. Avevo fatto un corso di telaio ad Ivrea solo per il gusto di sperimentare. Poi i fatti dell’11 Settembre mi hanno turbata intimamente. Ho capito che l’uomo dalle origini non è cambiato molto. Ho mollato la pittura e sono ripartita dalle predisposizioni originarie, naturali e incontaminate, come segno di purezza e così come ho riscoperto il mio grande amore per il mare e l’ho cantato nelle mie creazioni". Che differenza c’è tra le sue opere e l’arte artigiana? "Le mie sono opere che raccontano attraverso un lavoro artigianale, ma non fine a se stesso. Ogni intreccio, colore e forma, sono l’espressione del mio coinvolgimento appassionato nelle vicissitudini delle donne. Sono uno stimolo a non fermarsi all’apparenza ma a scendere in profondità e cogliere la quotidianità di ciascuna e quindi anche la qualità della vita". ImageLe sue installazioni possono essere fisicamente indossate come degli abiti comuni? "Volendo si, perché l’opera d’arte deve essere fruita. Ho visto sfilare i miei abiti addosso a delle modelle in una manifestazione Racconti di moda. Per me è stato come dare l’indipendenza ai propri figli. Ma è giusto anche che l’artista si metta da parte". Quanto tempo impiega per la realizzazione e dove trova gli esclusivi fili di rame? "Ero partita dall’idea di realizzare anche i materiali. Poi io stessa, o attraverso amici in Italia e nel mondo, recuperiamo fili preziosi dalle colorazioni che ben collimano con le mie necessità. Ogni installazione richiede circa 1200 ore di lavoro, perché non è facile inventarsi un telaio sempre diverso su cui tessere spontaneamente". Ma una sua installazione in quale ambiente può essere contestualizzata? Quanto può costare? "Le mie opere sono presenti nelle mie esposizioni personali, in gallerie d’arte e possono essere acquistate da appassionati, intenditori d’arte e poste in ambienti privati, anche in teche vetrate. Il valore varia a seconda dell’opera potrei dire che si parte dagli 800 euro in su". |
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