"E' un ballo popolare - spiega Stefano Giudice, organizzatore assieme a Marcela Guevara, della rassegna -. La coppia si muove secondo un codice di comunicazione ben preciso: è l'uomo che segnala alla donna, attraverso l'abbraccio, il movimento da compiere. E' quindi molto importante il feeling e l'affinità fisica che si crea tra i ballerini. E non è detto che il partner più adatto sia il compagno di vita". In oltre un secolo di storia generazioni di artisti sono rimasti ammaliati dalle atmosfere complici di questa musica "melanconica". Fioriscono le prime leggende come quella di Rubia Mireya, al secolo Margherita Gardier, bionda e bellissima "tanguera", forse mai esistita. Hollywood è subito stregata dalla nuova moda: Rodolfo Valentino diventa una star portando sul grande schermo il ballo che "sa di peccato". Nel giro di pochi anni le musiche del tango diventano la colonna sonora di scene cult come il memorabile duetto tra Jack Lemmon, in abiti femminili, e Tony Curtis in "A qualcuno piace caldo" o la Rita Hayworth di "Gilda", in cui l'attrice danza splendidamente "Amado mio". In Italia, nonostante gli anatemi e le scomuniche della Chiesa, schiere di appassionati si innamorano di quei passi lenti e studiati. Il nome di Astor Piazzolla, forse l’autore più famoso, incomincia a circolare tra il pubblico grazie a Mina che, nei primi anni '70, canta magistralmente una sua canzone, "Balada para mi muerte". Image Oggi il tango non fa più scandalo anzi ha saputo rinnovarsi, contaminandosi con altre sonorità. Durante la kermesse del Lingotto si potrà ad esempio assistere alla performance di Sebastian Arce e Mariana Montes, interpreti del tango elettronico, genere capitanato dai Gotan Project. Ma non mancano i maestri della tradizione come Pedro Monteleone, considerato un'icona dello stile milonguero, conosciuto nel mondo per essere stato il maestro di Madonna nel film Evita. "Il bello del tango - conclude Giudice - è che non capiterà mai di ballarlo due volte nello stesso modo. E' una danza che cambia a seconda del partner e dello stato d'animo con cui la si interpreta". Una magia che dura da più di un secolo, un intreccio di storie perennemente in bilico tra il mistero e l’amore, l’allegria e il rimpianto narrate sul filo di una fisarmonica, da vivere e assaporare fino all'ultima nota. |
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