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Dopo il secolo breve il nuovo Millennio si apre mostrando i muscoli della tecnologia. Ma neppure i microchip della scienza riescono a soddisfare le domande dell'uomo. Per questo in tanti hanno scelto di sostare davanti all’Uomo della Sindone. Quel Volto sofferente, e silenzioso, dà risposte più convincenti ai dubbi della nostra epoca.
IDENTIKIT DEL PELLEGRINO
E' previsto l'arrivo di oltre un milione e mezzo di persone. Già a marzo le prenotazioni avevano superato quota un milione: 1.107.000 dall’Italia, 77 mila dall’estero. Il milionesimo pellegrino è di Landriano, cittadina del Pavese. La regione “capofila” (i dati sono riferiti al 13 gennaio 2010) è il Piemonte con 216.087 pellegrini, seguono Lombardia con 135.623, Lazio con 37.433 e Veneto con 36.719. Fanalino di coda è il Molise con 653 prenotati. L’Ostensione è anche un “mappamondo” di lingue e popoli: sono ben 73 nazioni le nazioni rappresentate. Capofila è l’Europa: in testa ci sono 9.242 francesi, poi i tedeschi (6.614) e gli spagnoli (4181). Dall’Africa giungeranno in 120: 4 dalla Nigeria, 6 dal Burkina, 4 dall'Etiopia, ben 90 dal Libano. Ma è dai Paesi più lontani, con culti maggioritari non cristiani, che arrivano le sorprese: in 3 si metteranno in viaggio dall’Arabia Saudita, 40 dalla Repubblica Popolare Cinese, 33 da Singapore, 25 dallo Sri Lanka, 117 dal Giappone, 5 dall’India, 155 dalla Malaysia, 20 da Panama, 2 dal Kossovo. Dalla Russia sono attesi in 2.134, dalla cattolicissima Polonia 3.138. Portabandiera dell’America del Sud sono gli argentini (465) e i brasiliani (133).
IL SACRO LINO RITROVATO
E’ una “nuova” Sindone quella che i fedeli contempleranno: durante i lavori di restauro, eseguiti nel 2002 da Mechthild Flury-Lemberg, esperta di fama mondiale, è stato sostituto il telo d’Olanda, applicato nel 1532 dalle suore clarisse, con uno nuovo e sono stati asportati i diversi rattoppi eseguiti duranti i secoli. “La rimozione delle toppe - spiega Bruno Barberis, direttore del Centro Internazionale di Sindologia - ha permesso di liberare alcuni pezzi di tessuto, aumentando così la superficie visibile. Ora il Telo appare come doveva mostrarsi subito dopo l’incendio del 1532 che danneggiò la Sindone, custodita nella Sainte Chapelle di Chambéry”. I lavori, iniziati il 20 giugno e conclusi il 23 luglio, ne hanno migliorato la conservazione: durante alcuni studi, eseguiti dopo l’Ostensione del 2000, gli esperti si erano accorti che da una toppa fuoriusciva “una notevole quantità di materiale inquinante costituito soprattutto da residui di tessuto carbonizzato e polverizzatosi durante i secoli”. Ora la Sindone si presenta in una luce completamente diversa. “I buchi dell’incendio sono vuoti - ha scritto nella sua relazione Mechthild Flury-Lemberg - e suscitano l’impressione di un telo ferito. La figura di un uomo sofferente è divenuta riconoscibile in modo più pieno, perché la continuità delle linee non è più interrotta dalle toppe”. Le operazioni di restauro hanno poi "stoppato" l'invecchiamento del Lenzuolo: "L'ossidazione del tessuto di lino - conclude Bruno Barberis - rischiava, se non si fosse intervenuti per rallentarla, di rendere difficilmente leggibile l'immagine. Adesso, la Sindone è conservata nelle condizioni ottimali, in posizione orizzontale, in una teca speciale, climatizzata e saturata di Argon, gas che impedisce l'ossidazione del tessuto". Fino al 1997 era arrotolata su un cilindro di legno, all’interno di un’urna d’argento. Per salvaguardarla da qualsiasi calamità è stata costruita una speciale teca, realizzata da Alenia Spazio e Microtecnica, dal peso di 1.100 chilogrammi, ottenuta dalla lavorazione di un unico lingotto di lega leggera aeronautica, ulteriormente protetta da un cristallo antiproiettile e da un sarcofago a più strati. E' conservata nel transetto sinistro della cattedrale, monitorata da un sistema anti-intrusione, da un impianto di condizionamento e da uno di segnalazione ed estinzione automatica delle fiamme. Un computer controlla costantemente pressione, umidità, temperatura.
HALTADEFINIZIONE FOTOGRAFA IL TELO
Tra il 22 e il 23 gennaio 2008 Haltadefinizione, (marchio del gruppo HAL9000, azienda novarese leader nel settore della ricerca e dello sviluppo di tecnologie hardware e software applicabili all’acquisizione e alla visualizzazione di immagini di altissima qualità) ha fotografato, utilizzando un processo simile, su scala ridotta, al principio del rilevamento topografico del territorio, il Telo sindonico. I 1649 scatti, ognuno dei quali rappresenta un’area delle dimensioni di un biglietto da visita, hanno generato un’unica immagine di 12 miliardi di punti archiviata in un file di 72 Gigabytes. La risoluzione ottica è senza precedenti: ora anche i singoli elementi che compongono la fibra del tessuto, filamenti del diametro di pochi centesimi di millimetro, sono nitidamente riconoscibili.
LA SINDONE IN 3D
Si deve a Bruno Fabbiani, docente al Politecnico, tra i maggiori esperti internazionali degli elementi anticontraffatori dei documenti di valore, l'elaborazione in 3D del volto della Sindone. Ora i particolari del Volto, i segni della tortura e della sofferenza, appaiono in tutta la loro drammaticità. Il pubblico potrà osservarla in anteprima mondiale a Caselle durante le 7 mostre che compongono “Rivelazioni - La via della Carta: da Caselle alla Bibbia di Gutenberg - Ecce Homo: il Volto e la Sindone” in programma dal 16 aprile al 30 maggio presso il Centro Espositivo Multifunzionale, di via Basilio Bona 29 (ingresso gratuito, orari: 10-20). Sempre secondo le ricerche del professor Fabbiani arriverebbe da Caselle la carta che Gutenberg utilizzò per stampare la “Bibbia delle 42 righe”, primo libro pubblicato in Occidente grazie all'invenzione dei caratteri mobili. Nella prima parte del percorso espositivo, “Le cartiere e le filigrane di Caselle nei secoli XIV e XV”, viene ricostruito il passato di "città della carta" attraverso la presentazione di documenti originali dall'Archivio Storico cittadino. Nella sezione su “Gutenberg e la carta piemontese - un itinerario tra prototipografia e miniature artistiche” si ammira la pagina originale della Bibbia latina delle “42 righe” stampata nel 1455 a Magonza e quella della Bibbia latina delle “48 righe” stampata da Fust e Shoeffer, nel 1462. Si prosegue con “La Sindone negli spartiti musicali calcografici” e “Iconografie devozionali - la Veronica e la Sindone nelle immagini popolari e nelle stampe d’arte (secoli XVII-XXI)” con la presentazione, in anteprima mondiale, della macchina fotografica utilizzata nel 1931 per la prima foto a colori del Sacro Lino. Gli studi più recenti sono l’oggetto de “Le immagini sindoniche 1998-2010 - Nuovi contributi dei docenti del Politecnico di Torino” mentre nella parte su “Il primo trittico calcografico “alla maniera nera” del volto sindonico”, sono presentate tre stampe d’arte realizzate dal maestro Alberto Rocco. Il percorso di visita si conclude con i francobolli della “Filatelia religiosa”.
I CAVALIERI DELLA SINDONE
Arriveranno a Torino a cavallo, ripercorrendo il tragitto che nel 1578 i cavalieri di Emanuele Filiberto seguirono per trasportare la Sindone da Chambéry, capitale del ducato sabaudo, in Piemonte. “In 9 giorni - spiega Giorgio Sica, del Centro Ippico Federale Il Mulino di Mattie, ente che organizza la traversata - percorreremo 240 km. Ogni tappa dura circa 6 ore. Siamo un gruppo di 16 persone: 8 italiani e 8 francesi: il più anziano ha 87 anni, il più giovane 15. Con noi porteremo la copia della teca che conteneva il Sacro Lino” Come pellegrini seguiranno l’antica via Francigena: dalla cattedrale di Saint Jean de Maurienne scenderanno verso l’abbazia di Novalesa, la Sacra di San Michele, Sant’Antonio di Ranverso. “Ci fermeremo - conclude - presso i santuari e le chiese più importanti del tracciato, dove è prevista una meditazione guidata. In futuro vorremmo che questa via diventi accessibile sia a cavallo che in mountain bike. In Francia diversi itinerari toccati della via Francigena sono stati recuperate”. Il pomeriggio del 9 aprile sfileranno, assieme ad altri gruppi a cavallo, per le vie del centr oper poi essere accolti dal rettore della Real Chiesa di San Lorenzo in piazza Castello.
LE MOSTRE
A Palazzo Reale viene volta esposto per la prima volta il “Tesoro della Sindone” (dal 17 aprile al 23 maggio, ingresso 3 euro). Il percorso si snoda tra la Sacrestia, la Galleria della Sindone, la Cappella Regia e le Tribune Reali. Le armadiate storiche della Sacrestia, restaurate per l’occasione, accolgono pezzi straordinari come la splendida Rosa d’Oro, il preziosissimo vaso in oro battuto, argento dorato, cesellato e sbalzato, legno intagliato e smalto, realizzato alla metà dell’Ottocento. La Galleria della Sindone ospita la "Collezione Sindonica della Fondazione Umberto II e Maria Josè di Savoia", con trenta incisioni raffiguranti le principali ostensioni svoltesi dal 1563 al 1931. Nella Cappella Regia si ammira una rara collezione di paramenti sacri mentre sull’altare verrà presentata l’antica copia della Sacra Sindone conservata a Palazzo Reale. Le Tribune Reali custodiranno l’urna processonaria della Sindone con baldacchino e portantina. Fino al 6 giugno il Museo Nazionale del Cinema ospita “Ecce Homo. L’immagine di Gesù nella storia del cinema”. Curata da Silvio Alovisio è una carrellata di oltre 200 fotografie, manifesti, libri, riviste, locandine provenienti dalle collezioni del museo, dagli archivi della Fondazione Jérome Seydoux Pathè e della Cinématheque Francaise, sulla figura del Cristo, inedito “protagonista” del grande schermo (info: via Montebello 20, tel: 011.8138560). Alle scuderie juvarriane della reggia di Venaria è allestita la mostra, curata da Monsignor Timothy Verdon, “Gesù. Il corpo, il volto nell’arte”: 150 opere che ripercorrono la raffigurazione artistica del Cristo dal Paleocristiano al Barocco. Si ammirano capolavori come il Crocifisso ligneo di Michelangelo, il Redentore del Mantegna, il Crocifisso del Giambologna (fino al 1° agosto, orari: martedì-venerdì 9-18.30, sabato: 9-21.30, domenica 9-20, lunedì chiuso, i biglietti, 10 euro, ridotto 7, consentono la visita ai giardini, info e prenotazioni: 011.4992333). Palazzo Barolo ospita, dal 10 aprile al 23 maggio, “Il Sepolcro vuoto: un percorso d’arte contemporanea intorno alla Sindone” (via delle Orfane 7, biglietti: 5 euro, l’ingresso alla mostra permette la visita del palazzo, orari: tutti i giorni 9-21, info e prenotazioni: 011.5682906). La Sala Cateriniana della chiesa di San Domenico propone, sempre dal 10 aprile al 23 maggio, “Affreschi en plein air”, con esempi di devozione popolare in Piemonte e Valle d’Aosta. Il Museo Regionale di Scienze Naturali apre le porte a "Il corpo del crocifisso. Sindone e religiosità popolare": un racconto iconografico del sudario di Gesù “colto” nelle Sacre Rappresentazioni piemontesi, negli ex voto e in affreschi di abitazioni private. All'Archivio Storico è in programma dal 20 aprile al 24 settembre "Immagini di devozione popolare nella Torino dell'Ottocento": una serie di litografie illustrano la devozione verso il Sacro Lino (via Barbaroux 32, info: 011.4431811) Anche il Museo Diocesano, recentemente ampliato, ospitato nella cripta del Duomo, merita una visita approfondita. Oltre alla collezioni di quadri e oggetti liturgici si toccano con mano le diverse "età" della cattedrale: sono visibili reperti di epoca romana, tracce della chiesa paleocristina del Salvatore, i pilastri di fondazione della cappella della Sindone... Qui, prima che venisse costruita la basilica di Superga, venivano sepolti i Savoia (orari fino al 2 giugno: lunedì-domenica 9.30-18.30, call center per prenotazioni: 011.4400155, biglietti: 5 euro, ridotto, 3,50). Nella cripta della chiesa del Santissimo Sudario in via San Domenico 28 si trova il Museo della Sindone. Conserva tesori come la cassetta utilizzata per il trasporto del Sudario da Chambéry a Torino e quella, splendida, in argento e pietre dure, che la custodì fino al 16 aprile 1998. Altrettanto importanti sono le lastre delle riprese fotografiche effettuate nel 1898 dall’avvocato Secondo Pia e quelle scattate nel 1931 da Giuseppe Enrie (durante l’Ostensione orario continuato 9-21, biglietti: intero 6 euro, ridotto 5). Spostandoci fuori città la galleria superiore dell'antica abbazia di Santa Maria di Caramagna, nel Cuneese, ricorda il passaggio nel 1706 della Sindone nella cittadina con l'esposizione di un prezioso reliquario contenente due sacre spine (piazza Castello, orari: sabato e festivi 9-12, 15-18, feriali su prenotazione al numero 0172.89007).
GUIDA ALL'OSTENSIONE
QUANDO
Dal 10 aprile al 23 maggio. "Passio Christi, Passio hominis" è il motto scelto dall'arcivescovo di Torino Severino Poletto, custode pontificio della Sindone, per l'Ostensione. L'ultima volta che il Sacro Lino è stato esposto al pubblico è avvenuto durante il Giubileo del 2000: dal 12 agosto al 22 ottobre, richiamando oltre un milione di fedeli.
IL PERCORSO
In viale 1° Maggio angolo corso Regina Margherita si trovano le postazioni di accoglienza e controllo delle prenotazioni. Da qui i pellegrini si incammineranno lungo il passaggio per il parco retrostante il Museo di Antichità, costeggeranno i bastioni che separano i Giardini Alti da quelli Bassi per entrare negli infernotti della Manica Nuova di Palazzo Reale e sbucare nella suggestiva area archeologica del Teatro Romano. Risaliranno fino al piazzale del campanile del duomo, dove è stato realizzato il padiglione della prelettura, con immagini e testi che preparano alla visione Telo, ed entreranno in cattedrale. Usciti si può sostare in preghiera o accostarsi al sacramento della confessione nella cappella della Penitenziaria, allestita nei locali di Palazzo Chiablese. Il percorso è completamente coperto e privo di barriere architettoniche.
I VOLONTARI
Sono un “esercito” di oltre 4 mila persone: 2 mila e 600 verrranno impiegati per il servizio d’ordine lungo il percorso esterno e in cattedrale, 800 presteranno assistenza ai disabili, 400 accoglieranno i pellegrini nelle chiese del centro, 100 verranno impiegati in lavori di segreteria, nel quartier generale di via Cappel Verde, sede del Comitato.
QUANTO DURA LA VISITA
L’intero percorso dura circa un’ora. Davanti alla Sindone si potrà sostare per un tempo che va dai 3 ai 5 minuti, a seconda dell’affluenza. In cattedrale il Sacro Lino sarà comunque visibile, ma non può essere fotografato, da tre diversi livelli. Un sistema di tornelli e telecamere termiche, posizionate all’interno della Manica Nuova di Palazzo Reale, controlla il flusso del pubblico.
GLI ORARI
Terminata la messa delle 7 il duomo accoglie i pellegrini. La visita prosegue fino alle 20 di sera. Tutti i venerdì e durante i giorni dell’ultima settimana (da martedì 18 maggio a sabato 22) l’orario è “allungato” fino alle 22.15.
COME PRENOTARE
On line, collegandosi al sito www.piemonteitalia.eu o telefonando al numero verde 0080007463663 (per i Paesi Ue), 011.4399901 (da telefono mobile). Il pomeriggio del mercoledì è riservato a malati e disabili (prenotazioni al numero 011.0204734 attivo il lunedì 14.30-17.30, mercoledì 9.30-12 e 14-17.30, venerdì 9.30-12): dal cortile di Palazzo Reale si passa al padiglione di “prelettura” per poi entrare in duomo.
LA VISITA DEL PAPA
Benedetto XVI sarà a Torino domenica 2 maggio. Arriverà a Caselle alle 9.15, da qui si dirigerà in piazza San Carlo dove, alle 10, celebrerà la messa. Al termine reciterà il Regina Caeli e proporrà un momento di riflessione. Alle 13.30 sarà in arcivescovado per il pranzo con i vescovi piemontesi. Alle 16.30 sarà nuovamente in piazza San Carlo per l’incontro con i giovani. Alle 17.30 entrerà in cattedrale, sosterà in adorazione nella cappella del SS Sacramento, dopo aver venerato la Sindone, proporrà una riflessione sul tema “Passio Christi, Passio hominis”. In duomo saranno presenti le monache di clausura dei monasteri della diocesi. Alle 18.15 lascerà la cattedrale e, in auto, raggiungerà la Piccola Casa della Divina Provvidenza per incontrare malati e religiosi. La partenza per Roma è prevista verso le 19.30.
LA CATTEDRA DEL SANTO PADRE
E’ stata disegnata da Ivan Vergendo, un architetto di Udine, la sedia che il Papa utilizzerà durante la messa di domenica. Il progetto, selezionato per il concorso dell’Asdi Sedia, è stato scelto tra 27 disegni. La cattedra, realizzata in due esemplari (una rimarrà all’Arcidiocesi di Torino, l’altra all’Asdi), è in legno, foderata in velluto rosso. Sui braccioli sono scolpiti due immagini della Resurrezione mentre sullo schienale è impresso l’Uomo della Sindone. IL BOOKSHOP
E’ in piazza Castello, nelle sale al pian terreno della Regione Piemonte. All’interno si trova uno spazio mostre e il punto filatelico delle Poste Italiane dove acquistare il francobollo dedicato all’Ostensione o chiedere l’annullo postale. Nel settore riservato all’accoglienza verranno rilasciate prenotazioni “immediate”, a seconda della disponibilità di posti, per chi arriva in città privo di prenotazione.
CHE COS'E' LA SINDONE
E' un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce, lungo 4,41 metri per 1,13. L’immagine impressa è quella di un uomo torturato, flagellato, morto dopo essere stato crocifisso. Sul Lenzuolo sono state rinvenute tracce di sangue umano appartenenti al gruppo AB, aloe, mirra, pollini.
L'ENIGMA DELLA DATAZIONE
Datare con esattezza il Telo è un enigma che gli scienziati devono ancora sciogliere. Una risposta definitiva sarebbe dovuta arrivare dalla datazione con il metodo del radiocarbonio, il C14. Il 21 aprile 1988 da una zona marginale del Lenzuolo vengono prelevate tre micro-parti di tessuto e inviate ai laboratori di Oxford, Zurigo e Tucson. “Garante” dell’operazione è il dottor Tite del British Museum. Sei mesi dopo l’allora arcivescovo di Torino Anastasio Ballestrero presenta davanti ai giornalisti di mezzo mondo i risultati: la Sindone avrebbe un’età compresa tra il 1260 e il 1390. La notizia viene accolta da un mare di polemiche: da alcune parti si chiede che il Lenzuolo, considerato un falso storico, venga ritirato in un museo. Altri non accettano il responso e attaccano duramente gli autori dell’indagine scientifica. Sulle analisi permangono alcune ombre: i tecnici che hanno prelevato il tessuto hanno dato versioni contrastanti sul peso e le misure del campione. Sulla base dei dati ufficiali si è scoperto che il campione prelevato pesava quasi il doppio di quanto avrebbe dovuto, rispetto al peso unitario per centimetro quadrato della Sindone, calcolato durante gli esami del 1978. L’ipotesi che il Telo non sia opera di un “falsario medievale” ma possa aver effettivamente accolto il corpo di Cristo è suffragata da diversi elementi: sul Lenzuolo sono stati rinvenuti dei pollini caratteristici del Medio Oriente. Fino ad oggi, anche utilizzando le tecnologie più “raffinate”, non è stato possibile replicare l’immagine. La Sindone, infine, ha sicuramente avvolto il corpo di un uomo morto dopo essere stato torturato e crocifisso: questi “segni” sono sovrapponibili a quanto narrato dai Vangeli.
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