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Letteralmente "Li Barmenk" significa abitanti di Balme, ma anche "selvatici che abitano le rocce", l'espressione con cui venivano chiamati, appunto, i residenti nella più alta cittadina delle Valli. Quasi uno sberleffo, certo, ma anche un richiamo immediato allo strettissimo legame che questo straordinario gruppo folk, con ormai più di vent'anni di carriera e successi macinati tra piazze, teatri, feste e sagre paesane, ha stretto con il proprio territorio. Nati nel 1986 sotto il nome di "Sounaiess", solo nel 2000 ai Li Barmenk viene riconosciuto lo status di associazione tradizionale culturale francoprovenzale. In scena portano un repertorio di sinfonie proprie della cultura alpestre dell'area nordoccidentale: note rustiche ed evocatrici di tempi antichi, danze e sinfonie - prodotte da strumenti tipici come chitarre, violini, ghirlonde e cornamuse - legate a pastori e contadini ma appartenenti ad una tradizione popolare capace di travalicare i tempi senza venirne scalfita, perché portatrice e sostenitrice di valori genuini e festosi, quali “l'aggregazione, l'accoglienza, coinvolgere la gente che veniva nelle nostre vallate nei weekend", commenta il leader del gruppo, Enea Berardo. "Il contatto umano, lo scambio di energia sono da sempre i fondamenti della nostra filosofia musicale". Quanto c'è delle vostre vallate, delle vostre montagne dentro la musica che fate? "Tutto. Noi siamo stati i primi promotori dell'identità francoprovenzale: la bandiera caratteristica è nata al bar centrale di Balme che funge da nostra sede, l'abbiamo messa su carta insieme ai rappresentanti dell'Effepi, l'associazione a capo della minoranza francoprovenzale del Piemonte. All'inizio, quando la portavamo in giro nei nostri spettacoli, la gente ci criticava, vedeva la bandiera e ci accusava di fare politica, poi ha capito le nostre reali intenzioni". Avete anche molti estimatori nel Sud Italia... "Uno dei nostri balli di punta, la curenda, ricorda molto alcune danze tipiche meridionali. Nel nostro repertorio, poi, c'è pure la tarantella. La musica del resto è un linguaggio universale, non ha confini". Una data fondamentale nella storia del vostro gruppo? "Il concerto tenuto allo Juvarra circa otto anni fa, insieme allo storico leader dei Cantovivo Alberto Cesa, scomparso lo scorso gennaio. Era una delle prime volte che suonavamo in città : lì abbiamo capito per la prima volta che la nostra musica piaceva, e aveva tanti sostenitori e appassionati". La musica è uno degli ultimi strumenti rimasti per salvaguardare le tradizioni locali? "La musica è un veicolo incredibile, l'unica che può contribuire a far vivere le piccole realtà . Nessun altro mezzo ha questo potere, perché certe melodie sono già insite dentro l'uomo. Durante gli spettacoli si fermano a vederci vecchi, ragazzi, bambini. Tutti rimangono colpiti da qualcosa. Ai vecchi la nostra musica stimola qualche ricordo dei tempi passati. Anche i giovani mostrano interesse, sentono molte analogie con la musica irlandese. E i bambini, che mai si fermerebbero davanti a qualcuno che suona rock in strada, rimangono rapiti". Quali obiettivi vi fissate per il futuro? "Crescere ancora, e convincere le istituzioni a dare più occasioni e spazi per chi vuole fare questo tipo di musica. Soprattutto in città , dove c'è maggior senso di smarrimento. Ricordo ad uno degli ultimi concerti cittadini dove la gente aveva paura a darsi la mano. E' una cosa terribile. Se non c'è contatto vuol dire che manca la fiducia, c'è paura. E dove c'è la paura non può esserci la vita".
FRANCO BALMAMION, I 70 ANNI DEL "CAMPIONE SILENZIOSO"
C'era una volta un ciclismo fatto di eroi normali, di campioni che pedalavano "per rabbia e per amore", per dirla come De Gregori, in un'Italia in bianco e nero capace di entusiasmarsi in massa ascoltando le colorite radiocronache di imprese entrate poi nella leggenda. Franco Balmamion di questa irripetibile stagione ne è stato uno dei protagonisti: nato settant'anni fa a Nole Canavese, il suo nome è per sempre legato alla magistrale "doppietta" che lo incoronò per due anni consecutivi re del Giro d'Italia (1962 e '63), ma nel suo palmares c'è anche spazio per una Milano-Torino, un Giro dell'Appennino e un Campionato di Zurigo. Nonostante gli scandali, il ciclismo rimane sempre uno degli sport più amati. Perché? "Perché la bicicletta richiede fatica, e alla gente piace vedere un atleta faticare. Ma bisogna potenziare la lotta al doping, o la gente si disinteresserà a furia di vedere nascere tanti campioni "gonfiati". Lei ha preso parte a Tour e Giro, che differenze ci sono tra le due competizioni? "Mi sembra che in Francia ci sia più battaglia. I partecipanti duellano alla morte fin dalla partenza". Che itinerari consiglia agli amanti delle due ruote? "Nelle Valli c'è tutto quello che un appassionato può desiderare, dalle salite ai percorsi pianeggianti. Ai miei tempi però mi spingevo oltre, pedalavo per più di 200 km, ma per ovvie ragioni: più uno è vicino a casa, più ha lo stimolo di tornare indietro". Come la accoglievano i suoi compaesani dopo le vittorie? "Rimanevano in piedi fino a tardi ad aspettare il mio arrivo. Ricordo la piazza gremita, il sindaco, la gente che scandiva il mio nome. Emozioni molto forti, incancellabili". Cosa manca al ciclismo di oggi? "Un nuovo campione capace di far di nuovo innamorare la gente. Anche se l'ideale sarebbe venisse fuori anche un valido antagonista. Che bello se potessimo assistere a duelli come quelli di Bartali e Coppi". "Un campione silenzioso" è il titolo del libro, da poco ristampato, che ripercorre le sue gesta. Perché la chiamavano così? "Perché ai microfoni rilasciavo sempre dichiarazioni "normali". Non era nel mio stile parlare male degli altri ciclisti. Quindi lasciavo sempre a bocca asciutta i reporter a caccia di titoli per i giornali...".
LANZO TRA MUSICA, STORIA E NATURA
Con l'arrivo della bella stagione, Lanzo si conferma sicuramente uno dei centri nevralgici dell'offerta culturale e folcloristica delle Valli. Svettano gli appuntamenti musicali, che tanto interesse riscuotono tra gli appassionati e non solo: emozioni e suggestioni in location d'eccezione. Domenica 18 aprile, alle ore 16, presso la sala comunale ex Atl, appuntamento con le Danze nel repertorio pianistico a quattro mani. Due i concerti ospitati dalla Chiesa di San Pietro in Vincoli: venerdi 21 maggio alle 21 va in scena il Coro Polifonico cittadino con Il canto nell'anima, mentre la serata di domenica 20 giugno (sempre alle 21) è dedicata alla musica sacra del Novecento. Tutti i concerti hanno ingresso gratuito. Informazioni presso la Biblioteca Civica "Murat", tel. 0123.29331. In concomitanza con l'Ostensione della Sindone a Torino, poi, la cittadina ospita una serie di appuntamenti dedicati ai fedeli nella sala comunale di via Umberto I: si inizia venerdì 9 aprile con la Storia della Sacra Sindone, seguita giovedì 15 da un approfondimento sul Tessuto della Sacra Sindone. Venerdì 23, invece, è in programma un approfondimento sui Santuari "A' Repit" o di "Ritorno alla vita". Un giorno alla corte di Margherita è il nome dato al percorso storico-didattico che coinvolge le vie del centro storico e l'ala mercatale di piazza Allisio: informazioni presso il Comitato Ponte del Diavolo, tel. 0123.29331. Maggio è il mese dedicato alla Fiera di Primavera, la tradizionale mostra mercato che nella giornata del 10 maggio animerà il centro lanzese dalle 9 alle 19 (per i bambini, in piazza Rolle verrà allestito il Luna Park). Il giorno prima, Salotto in fiore è l'appuntamento che richiamerà i maggiori florovivaisti del territorio, oltre a un gran numero di artisti chiamati ad esporre le loro opere con tema le varietà floreali diffuse nelle Valli. A corollario dell'evento, un centinaio di banchetti e stand con l'esposizione di prodotti tipici e artigianali. La 34° edizione della mostra mineralogica di Lanzo (oltre all'offerta enogastronomica e naturalistica le Valli sono, infatti, rinomate anche per la notevole diffusione di minerali nel territorio) è visitabile il 5 e 6 giugno. Informazioni presso il Comune di Lanzo: www.comune.lanzotorinese.to.it, tel. 0123.300409.
TOUR IN MOUNTAIN BIKE, CHE PASSIONE
Primavera, tempo di inforcare la mountain bike e avventurarsi per i tanti itinerari studiati per gli amanti delle due ruote. Tra i più battuti c'è sicuramente quello che porta al Monte Soglio (durata complessiva, 3 ore e 15 minuti), raggiungibile da Corio, via Lanzo o Ciriè. Altrettanto suggestivo è il percorso che porta ad uno dei santuari più caratteristici delle Valli, quello intitolato alla Madonna del Ciavanis (1880 metri), con partenza da Lanzo: durata, 2 ore. Un altro itinerario consigliato è il Giro delle Miniere, che prende il nome dalla zona che attraversa le miniere di talco: partenza e ritorno a Chiaves (frazione di Monasterolo di Lanzo posta a un'altezza di 1049 metri), passando per S.Giacomo di Moia, Blinant, Cantoira e Fe'. La distanza da percorrere è di 26 km, per una durata complessiva che può variare dalle 3 alle 4 ore.
LA DIMENSIONE "VERDE" DELL'AVVENTURA
Questo potrebbe essere l'ideale slogan di accompagnamento alle numerose e originali iniziative proposte dall'associazione Arnica: escursioni montane, gastronomia, approfondimenti naturalistici. Domenica 18 marzo è dedicata alla scoperta dei suggestivi laghetti Sumiana: il programma prevede ritrovo e partenza dalla Stazione Dora Gtt, arrivo a Pessinetto ed escursione tra i boschi di faggi e larici, fino ai laghi. Costo della giornata, 10 euro. Il secondo weekend di maggio (sabato 8 e domenica 9), invece, si svolge all'insegna delle Arene dell'amore: ai partecipanti viene offerta una proiezione serale seguita da un'escursione all'alba, per ammirare le "parate nuziali" dei galli forcelli. Al ritorno, visita all'imbocco delle grotte del Pugnetto e delle miniere di rame. Il costo è di 12 euro per l'accompagnamento naturalistico e di 20 euro per colazione e pranzo. La proiezione è gratuita. I cultori del "pollice verde" non possono mancare alle giornate Andar per erbe, previste per sabato 22 maggio e domenica 6 giugno e dedicate alla scoperta delle piante spontanee commestibili: in programma, una passeggiata alla ricerca delle piante e una merenda sinoira a base di erbe spontanee e locali. Il costo è di 12 euro per l'accompagnamento naturalistico e di 22 euro per la merenda sinoira (che in caso di pioggia sarà preparata con piante già raccolte in precedenza). Sempre a giugno, domenica 13 l'Arnica organizza una gita sull'uja di Calcante, alla scoperta della fioritura dell'Euphorbia gibelliana, accompagnata da merenda sinoira al costo di 20 euro. Informazioni su www.turismotorino.org. Per gli amanti delle escursioni con le racchette da neve, invece, ad aprile sono due gli appuntamenti imperdibili organizzati dal Cai di Lanzo: domenica 11 la location "designata" è Point de La Pierre (2653 metri), uno degli scenari più suggestivi del Gran Paradiso; il 25 aprile la meta di partenza è invece fissata al Rifugio Selleries, situato nell'omonimo alpeggio nel comune di Roure. Per i partecipanti è obbligatorio dotarsi di arva, pala e sonda. Per maggiori dettagli, rivolgersi al Cai di Lanzo: tel. 0123.320117.
RIPERCORRENDO L'ANTICO SENTIERO DEI MINATORI
Se siete alla ricerca di una meta davvero inusuale, dal fascino antico e il respiro avventuroso, ripercorrere il cammino degli antichi minatori a Vrù di Cantoira è senza dubbio il vostro itinerario ideale. Punto d'arrivo dell'escursione, organizzate dal Cai di Lanzo, è l'impianto dell'antica miniera Brunetta - oggi trasformato in un "museo di archeologia industriale" - dove, fino al 1979, una decina di persone lavorava anche fino a 12 ore al giorno, per tutto l'anno e in qualsiasi condizione climatica. L'attività mineraria nelle Valli di Lanzo ha origini antichissime (risalenti addirittura al Medioevo), ed ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nell'economia locale: ne sono testimonianza i tantissimi siti di estrazione e lavorazione del minerale presenti sul territorio, alcuni situati in luoghi quasi inaccessibili. A Vrù di Cantoria l'avvento dell'attività mineraria coincide con l'inizio del Novecento: il materiale estratto veniva trasportato a valle tramite teleferica: destinazione finale, lo stabilimento di Pessinetto, dove la materia estratta veniva lavorata per essere poi spedita per via ferroviaria, tramite la linea Torino-Ceres. Il percorso guidato proposto ai visitatori permette di addentrarsi all'interno delle profonde gallerie della miniera per oltre 300 metri (c'è anche la possibilità di effettuare l'esplorazione a bordo del divertente trenino): le condizioni ambientali degli interni della montagna sono state mantenute allo stato originario, per permettere ai turisti di immedesimarsi completamente nell'ostile scenario in cui si trovavano a dover lavorare i minatori. Va ricordato che l'accesso alla miniera (situata ad un'altezza di 1539 metri) è esclusivamente pedonale, e percorribile tramite la mulattiera che risale lo stretto vallone di Brissout. Informazioni e prenotazioni presso il Cai di Lanzo, tel. 0123.320117,
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L'ANNO DELLA BIODIVERSITA' AL PARCO LA MANDRIA
Il 2010 è stato proclamato dall'Onu "anno internazionale della biodiversità ", allo scopo di offire nuovi stimoli alla coscienza "verde" del pianeta e rafforzare la sensibilità nei confronti di tutte le forme di vita della Terra. Per l'occasione, il Parco La Mandria di Venaria propone una serie di appuntamenti e attività che non mancheranno di stuzzicare l'interesse di appassionati e semplici curiosi. Aprile si svolge nel segno degli Uccellacci e uccellini, espressione di pasoliniana memoria qui usata per denominare le tre giornate dedicate - tramite percorsi idonei e guidati - alla scoperta e alla pratica del birdwatching, l'osservazione dei volatili: A spasso con l'ornitologo l'11, "L'avifauna", ovvero una serie di approfondimenti con i guardiaparco il 18, e il trekking nel Parco con appostamenti di birdwatching il 25. Esta selva, selvaggia, aspra e forte è il fil rouge del mese di maggio, consacrato alle piante mellifere: la foresta planiziale è del resto l'ambiente più caratteristico della vegetazione de La Mandria, e la sua formazione risalirebbe, secondo molti esperti, addirittura a 12 milioni di anni fa. Gli appuntamenti in programma sono Gli odori del bosco (1° maggio), A spasso con il botanico (il 2), Ambienti e vegetazione del Parco (il 9), la Selvicoltura (il 16), per concludere con il trekking al Monte Lera per la fioritura dell'Euphorbia. Per gli appassionati delle visioni e delle creature notturne, imperdibili sono gli appuntamenti di Tenera è la notte, in programma a giugno. Si inizia il 5 con una passeggiata al chiaro di luna in compagnia dell'associazione astrofili, che aiuteranno i visitatori a riconoscere le varie costellazioni. L'incontro con l'esperto è dedicato alla figura dell'entomologo, il 6 giugno. I chirotteri (una specie comune di pipistrelli) sono protagonisti il 12 e il 19 giugno, mentre il 27 è previsto l'approfondimento sugli insetti notturni. Informazioni e prenotazioni presso il punto informativo Ponte Verde, tel. 011.4993381, e Parco La Mandria
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