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di Filippo Vernetti Anche la moda strizza l’occhio all’ecologia. Progetto apripista di questa nuova tendenza è l’iniziativa “Cittadellarte Fashion - Bio Ethical Sustainable Trend”, una mostra-evento fortemente voluta da Michelangelo Pistoletto, uno dei protagonisti del movimento dell’arte povera in Italia, e da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia. Il laboratorio, ospitato a Biella, città simbolo del tessile, nella sede della Fondazione Pistoletto, vuole connettere creatività e produzione industriale, lusso e rispetto per l’ambiente attraverso la presentazione di capi sostenibili, disegnati da stilisti emergenti. “L’ecologia - ha spiegato Franca Sozzani - è ancora un termine poco presente nel mondo del fashion: la moda è immagine, consumo, le persone guardano il prezzo, il taglio dell’abito, il nome dello stylist ma quasi mai si interrogano su come nasce un vestito. Dietro la moda eco-sostenibile c’è un messaggio etico, un impegno a lungo termine. L’utilizzo di materie prime naturali non è che il primo passo di un ciclo organico, che deve proseguire con una manifattura a impatto contenuto e concludersi con il riciclo del capo finito. Uno dei miei obiettivi è sensibilizzare i lettori, spingerli ad andare oltre il glamour: la moda sostenibile crea un bene superiore, aiuta a salvare il pianeta dove viviamo”. Seguendo la via tracciata da Slow Food anche il fashion pare puntare a una produzione di “qualità, pulita e giusta”, che si distingue per una lavorazione attenta alla creatività, alla natura e alle dinamiche del mondo del lavoro. “L’industria del lusso - ha spiegato Walter Santagata, docente di Finanza pubblica e economia della cultura dell’Università di Torino, intervenuto durante la working conference di presentazione - non è sempre rispettosa di regole fair sui mercati. Capita di riscontrare fenomeni come occupazione minorile, bassi salari, esposizione a materiali dannosi,... I consumatori che scelgono i prodotti eco-sostenibili preferiscono invece il naturale all’artificiale, l’equità allo sfruttamento, lo sviluppo equilibrato dei Paesi più deboli invece del dominio delle società multinazionali”. Durante l’evento Charlotte Casiraghi ha presentato in anteprima assoluta il primo numero di “Ever Manifesto”, nato con la collaborazione della photo editor Alexia Niedzielski e della giornalista Elizabeth von Guttman. Un magazine di 20 pagine, distribuito gratuitamente, legato ai temi della sostenibilità ambientale. “Manifesto - ha spiegato la giovane principessa monegasca - vuole ispirare un cambiamento positivo nel nostro modo di vivere, suggerendo quei comportamenti per proteggere il nostro pianeta e conservarlo per le generazioni future. Questi comportamenti possono essere applicati subito. Attraverso varie iniziative, Manifesto intende stimolare il pensiero, il dibattito e l’azione. Ogni numero tratterà un tema specifico, facendo interagire le scienze e le arti. Centrale sarà sempre la questione della sostenibilità ambientale. Useremo inoltre la potenza del web per interagire con persone di tutto il mondo che condividono i nostri principi, generando così una forte voce collettiva. Insieme con la rete dei sostenitori vogliamo diventare una forza trainante per generare un cambiamento positivo e sostenibile”. La principessa, in elegante abito nero, ha poi assistito alla sfilata dei capi “eco-chic” creati dagli undici stilisti selezionati: Silvio Betterelli, Osman Yousefzada, Roberta Furlanetto, Marco De Vincenzo, Siri Johansen, Mary Katrantzou, Mark Fast, Marta Forghieri, Jose M. Numes da Silva Giralt, Matthew Ames e Sandra Baucklund. La mostra, aperta fino al 28 febbraio 2010, nasce sotto il segno del Terzo Paradiso, il marchio di Cittadellarte Fashion Best, disegnato da Michelangelo Pistoletto: “Nel primo paradiso - ha spiegato l’artista - la vita sulla Terra era totalmente regolata dalla natura. Il secondo è un mondo artificiale, creato dall’intelligenza umana, con bisogni, prodotti, comodità e piaceri artificiali. È un mondo che inquina, ammorba e corrode il pianeta ingenerando processi irreversibili di estinzione. Il pericolo di una tragica collisione tra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo. Il progetto del Terzo Paradiso vuole condurre la scienza, la tecnologia, l’arte e la cultura a restituire vita alla Terra. È un passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. È il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale”.
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