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di: Mariella Valente Cosa di piace di più dei nostri luoghi? “L’orgoglio dei suoi cittadini, la bellezza dei luoghi storici e naturali, quasi sempre accessibili a tutti, l’integrazione tra il vecchio, il nuovo e lo straniero, molto spesso riuscita. La capacità di recuperare e reinventare”. In “Pulce non c’è” eri la mamma di una bimba autistica, vittima di un sospetto abuso. È stato difficile interpretare la parte? “È stato un momento molto importante per me, non solo dal punto di vista strettamente professionale, ma anche umano. Non mi era mai capitato di interpretare un “personaggio” reale. E nemmeno una vicenda familiare tanto dura e dolorosa. Mi sono sentita investita di una grande responsabilità, ma la stima e il sincero e generoso affetto che ho ricevuto da parte di tutti andava restituito con onestà e impegno. Questo è quello a cui ho pensato lavorando”. Stai girando l’Italia con la tournée teatrale “La donna che sbatteva nelle porte”, una storia sulle donne vittime di violenza domestica. Perché hai accettato questo lavoro? “Non potevo rifiutare la proposta di Giorgio Gallione. L’offerta era ghiotta: la sua regia e un testo meraviglioso di Roddy Doyle. Un monologo sul percorso d’amore di una donna, Paula Spencer, che ha sopportato diciassette anni di violenze domestiche prima di riuscire a liberarsi del marito. Una vicenda drammatica, dolorosa, complicata, emozionante. A tratti amaramente divertente. Intrisa anche un po’ di giallo e di azione. Narrata da Doyle con grande sensibilità e onestà, senza il bisogno di giudicare né di compatire. Vicina a tante donne che subiscono e non hanno il coraggio di parlare”. Dopo tanti ruoli brillanti stai compiendo delle scelte diverse e più impegnate. Una svolta decisiva o tornerai a farci ridere? “Il mio lavoro va di pari passo con la mia crescita umana. Ridere e far ridere mi piace sempre parecchio, continua a far parte della mia esistenza quotidiana e non l’ho mai escluso dai miei progetti. Ricapiterà di sicuro. Anche se forse con qualcosa di diverso”. Doppiatrice, attrice al cinema, a teatro e nelle fiction televisive. Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera? “Tutte le prime volte, non solo i debutti a teatro e i primi ciak, ma tutte le volte che ho scoperto qualcosa di nuovo di questo meraviglioso lavoro”. Natale è alle porte, cosa auguri a te stessa e ai nostri lettori? “È fin troppo facile, visto il periodo difficile che stiamo passando. Direi coraggio, generosità e lungimiranza. E leggerezza. Ci sono troppe cose futili che prendiamo troppo sul serio”.
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