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di: Filippo Vernetti Con una come lei è ancora più facile innamorarsi di Torino. Non a caso Ficarra e Picone l’hanno voluta come guida turistica a bordo del bus che scorrazza i turisti tra gli angoli più cool del capoluogo. Ma Sascha Zacharias, bellezza svedese e talento da vendere, a differenza del personaggio che interpreta in “Anche se è amore non si vede”, il film firmato dalla coppia comica, nelle sale dal 23 novembre, potrebbe tranquillamente fare da cicerone. Nel film, girato a Torino, con Ambra Angiolini, Diane Fleri, prodotto da Attilio De Razza con Medusa Film, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, ha fatto il pieno di consensi. “La verità – spiega - è che con ruoli che sento vicini al mio modo di essere cerco più di vivere che recitare”. Raccontaci un episodio divertente capitato durante le riprese? “Mentre giravamo a Torino ha piovuto molto, è stato un set bagnato… l’atmosfera è sempre stata divertente, impossibile non ridere con Ficarra & Picone. Durante le riprese erano comunque molto disciplinati: oltre a recitare hanno firmato anche la regia del film. Dovevano restare concentrati al massimo”. In “Anche se è amore non si vede” interpreti una guida turistica. Com’è stato l’impatto con Torino? “Meraviglioso: a differenza del mio personaggio mi sono documentata molto sulla città, ho letto un testo di storia e due libri di Giuseppe Culicchia che mi hanno aiutata a calarmi nell’orizzonte subalpino. Un po’ assomiglia a una città scandinava: è più organizzata rispetto a Roma, dove vivo attualmente. L’architettura è bellissima, sembra di stare a Parigi, i palazzi sono quelli di una capitale. Ho abitato a San Salvario e ho apprezzato l’aria multietnica, internazionale che si respirava. Non nascondo di aver pensato di trasferirmi: se il biglietto del treno fosse un po’ meno caro farei la spola da Roma. Mi sposto sempre in treno: l’aereo inquina, ho molto rispetto per la natura, mi sono imposta uno stile di vita a impatto zero”. Come ti muovi a Roma? “Uso i mezzi pubblici e sto pensando di acquistare una bicicletta”. Sempre nel 2011 sei stata tra le protagoniste di Tatanka, film tratto dal romanzo di Roberto Saviano. Che esperienza è stata? “Positiva, ho lavorato a fianco di Clemente Russo (pugile medaglia d’argento alle Olimpiadi di Pechino 2008, protagonista del film). Mi trovo sempre a mio agio quando devo confrontarmi con degli atleti. Era già successo con Bud Spencer (ha partecipato alla fiction I delitti del cuoco, ndr), hanno una mentalità più aperta e sono abituati a lavorare in team. E poi abbiamo girato a Napoli, città che adoro. Del libro di Saviano, persona che non esito a definire un eroe, mi è rimasta impressa la frase “lottare per se stessi”, un invito a migliorarsi continuamente”. Una frase che ti si addice: hai debuttato giovanissima, già a 7 anni. C’è sempre stato il cinema in cima ai tuoi pensieri? “Sì, i miei genitori sono entrambi attori. Il clima familiare mi ha un po’ influenzata. Ma in Svezia non esiste il fenomeno delle raccomandazioni: se vuoi raggiungere una posizione devi guadagnartela da sola”. Quando hai preso la decisione di trasferirti a Roma? “A 18 anni, sono venuta in Italia per girare “Il cielo in una stanza” di Carlo Vanzina. Poi mi sono innamorata di un ragazzo italiano, è durata cinque anni poi ci siamo lasciati. Ma non mi sono disamorata della vostra cultura. Vorrei rimanere qui per sempre, molto dipende comunque dal lavoro”. Come vive una svedese in Italia? “È un posto romantico, la gente è calorosa, Roma è bellissima, anche se caotica. Se avessi dei figli preferirei spostarmi in una zona con più verde: i bambini devono poter correre liberi, sfogarsi, giocare. Ora vivo in una casa piccolissima a Trastevere, vicinissimo a Villa Pamphili, dove amo rifugiarmi per leggere un libro o camminare, all’orto botanico. È un quartiere stupendo, sembra di stare in un paesino. Amo visitare i musei, osservare le architettura, la storia secolare”. Quando è amore per Sascha Zacharias? “Adesso sono innamorata persa di mia nipotina. Per me l’amore è soprattutto dare. In un rapporto non può mancare questo atteggiamento, purtroppo gli uomini non lo capiscono”. I prossimi impegni lavorativi che ti attendono? “A Napoli girerò una mini-fiction su Caruso, sarò la moglie del celebre cantante lirico. Ho imparato a scoprire e amare l’Italia grazie alla lirica”. Un progetto che vorresti coronare? “Ne ho diversi: ho delle idee per un paio di copioni. Devo ancora affinarli con l’aiuto di uno sceneggiatore. Mi piacerebbe raccontare la storia di una delle tante persone “invisibili” che popolano le nostre città: stranieri che fanno lavori umili. Vorrei dar loro un volto, una voce al dolore spesso taciuto che hanno dentro. L’altro giorno ho conosciuto un filippino, mi ha raccontato la sua storia, la difficoltà di vivere lontano dalla famiglia, senza poter mai vedere i figli. Mi sono domandata come faccia ad andare avanti con una pena così forte nel cuore”.
Lifestyle Cosa non manca mai nella tua giornata? “Una tazza di the e leggere, sarebbe una giornata strana se non avessi letto almeno qualche pagina di un buon libro”. Scrittore preferito? “Amos Oz”. Il colore da indossare? “Il bianco, ma ho un debole anche per il rosso e il nero. Molto dipende dall’umore”. L’indirizzo dello shopping? “Nei negozi equo-solidali. Mi piace regalarmi delle piccole cose come le candele: hanno una luce bellissima”. Il film da rivedere? “Una giornata particolare di Ettore Scola. La storia semplice e commovente dell’amicizia tra Sophia Loren, una donna succube del marito violento, e Marcello Mastroianni, un impiegato che è stato licenziato a causa della sua omosessualità. Una storia comune a tante, anche oggi”. Lo sport per mantenersi in forma? “Lo yoga ma non sono una appassionata di sport, preferisco le lunghe camminate, sono perennemente in movimento”. Piatto del cuore? “Gnocchi al gorgonzola, adoro mangiare ma non la carne: gli allevamenti di bovini sono una delle cause di inquinamento”.
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