Il punto - La rivista di Torino e provincia: moda, sport, appuntamenti enogastronomici a Torino, arte, design, dossier, eventi a Torino, interviste a cantanti e attori famosi

     
Marco Mengoni

di: Filippo Vernetti
C’è un pizzico di magia nella storia di Marco Mengoni. A cominciare dalla voglia di fare musica, avvertita prestissimo, fin da bambino: “Alla tenera ‘altezza’ di 70 centimetri - racconta - comincio ad ascoltare di tutto, dal pop all’ R’n’B, soul, rock ed inizio ad approfondire la mia cultura musicale: scopro il karaoke e comincio a cantare di nascosto, per timidezza. Poi una volta i miei per caso mi ascoltano e si convincono a mandarmi ad una scuola di canto. Da quel momento capisco che la musica non è poi così semplice come pensavo: c’era da imparare molto… tecniche di respirazione, maschera facciale, scale, vocalizzi di qualsiasi genere, per affinare la voce”.
Una scintilla che l’ha sempre accompagnato, convincendolo a partecipare a X Factor: la vittoria all’edizione 2009 del talent fa da apripista alla partecipazione al Festival di Sanremo. Tutti iniziano a conoscere la sua voce, calda, con quel timbro soul che un po’ ricorda quello di Amy Winehouse, cantante-icona per Marco. Da allora ha incasellato una serie travolgente di successi: nel 2010 pubblica “Re matto”, l’album scala le classifiche. Anche la tournée fa il pieno di pubblico. Nel team creativo del “Re Matto tour” vengono coinvolte figure come lo stilista Neil Barrett, che ha disegnato abiti per artisti come Madonna, Justin Timberlake, Brad Pitt e Johnny Depp, e lo scultore Davide Orlandi Dormino, creatore di “Opera Scacchi”, la scultura che invade il palco. Nel 2010 vince il doppio disco di platino, il 7 novembre 2010 si aggiudica, unico italiano nella storia, il Best European Act.
Una carriera in crescendo, culminata con la pubblicazione di “Solo 2.0”, un vero e proprio concept album. Per i fans l’appuntamento è per il 3 dicembre al PalaOlimpico di Torino.
Come sono nate le canzoni di “Solo 2.0”? “Sono nate un po’ durante il Re matto, il tour precedente e un po’ in studio, col mio gruppo di lavoro. È stato un lavoro duro ma gratificante, ci abbiamo lavorato per un anno…”.
Anche la tua è una vita 2.0? “Sì, è impossibile prescindere dalla tecnologia e poi lavorando full immersion in studio di registrazione, capirai, è tutto un... programma!”.
L’album ha come filo conduttore la solitudine, perché la scelta di questo tema? “La solitudine l’ho scelta come tema perché è uno stato dell’anima che mi interessa molto. Non racconto solo la mia, ma anche quella che ho visto intorno a me, ogni giorno”.
Il 3 dicembre sarai a Torino: che rapporto hai con la città? “Torino è la città della magia, prima di tutto. E poi questa città ha un pubblico musicalmente molto “avanti”, molto preparato e raffinato, evoluto direi. Per il resto non la conosco ancora benissimo, ci vengo sempre per lavoro... toccata e fuga, per restare in tema musicale!”.
Come ti carichi prima di salire sul palco? “Prima di tutto mi concentro e scaldo la voce, poi col gruppo spariamo scemenze, ci divertiamo a urlare frasi “portafortuna”.
Un portafortuna che porti sempre con te? “No, non ho nessun portafortuna vero e proprio”.
Su quale palco sogni un giorno di poter cantare? “Ogni palco è unico, ogni serata irripetibile. Ora per me il massimo sarebbe riuscire a realizzare il tour così come lo sogno”.
Oggi nella musica italiana vanno di moda i duetti: c’è un artista con cui vorresti collaborare? “Di artisti con cui vorrei collaborare ce ne sono infiniti, ma con questo disco volevo studiare, approfondire la ricerca sonora, di testi, di anima artistica. Quindi mi sono preso tutto lo spazio disponibile!”.
Dopo la vittoria a X Factor, la celebrità. Cosa non sopporti dello star system? “Non vivo lo star system, ho una vita molto normale, piena di lavoro”.
C’è il rischio di perdersi? “Credo che il rischio di perdersi ci sia ovunque. Magari il successo offre più occasioni di scelta, nel bene e nel male”.
Ti aspettavi la vittoria al Best European Act? “No, non me lo aspettavo proprio, è stata una sorpresa incredibile. Ringrazio ancora le persone che mi hanno votato, è stata una dura battaglia!”.
Parteciperai al prossimo Festival di Sanremo? “No, quest’anno è dedicato al tour. A parte una pausa a gennaio, non ci fermeremo mai fino alla fine dell’estate”.
Quali artisti non mancano mai nella tua personale tracklist?
“Ella Fidzgerald, Erykah Badu ma anche musica classica, lirica, David Bowie e musica che viene da ogni angolo della terra. È la mia fonte di ispirazione”.
Al Festival Teatro Canzone hai cantato per Amy Winehouse. Il tuo personale ricordo della cantante recentemente scomparsa? “Amy Winehouse e Steve Jobs. È una strana accoppiata forse, ma sono due persone che al mondo hanno dato moltissimo e sono volati via, come foglie leggere, lasciando un vuoto incolmabile. A modo loro, per me, due angeli. Sono così gli angeli no?”.

 

 

 

 
Ulti Clocks content
Find us on Facebook

La rivista di Torino e provincia

Il Mensile semi free press, giovane, stimolante, ricco di approfondimenti sulla città. Tendenze, reportage, sport, arte, musica, moda, eventi, appuntamenti enogastronomici, di una Torino in movimento che si scopre sempre più “GRANDE”. La rivista di Torino e provincia che sulla rete diventa Web Magazine di Torino e Piemonte, per proporre un’agenda fitta di impegni al lettore che vuole vivere una metropoli che non smette di emozionare.

PT event

PT event

 

PT event

Il Punto di dicembre

copertina il punto numero 65

Gli Speciali

Gli Speciali

Pubblicità

 

 

Il punto Torino : la rivista di Torino e provincia. Sul magazine troverete notizie su moda, sport, attori, cantanti, eventi e appuntamenti a Torino e Provincia, arte, design e eventi enogastronomici! Visitate la rivista online e richiedete la vostra copia cartacea gratis!

RocketTheme Joomla Templates