Il punto - La rivista di Torino e provincia: moda, sport, appuntamenti enogastronomici a Torino, arte, design, dossier, eventi a Torino, interviste a cantanti e attori famosi

     
Marina Massironi
di Filippo Vernetti
Interrotta, ma non conclusa, la collaborazione con Aldo, Giovanni e Giacomo (i bomber della risata sono impegnati sul set de “La banda dei Babbi Natale”, in uscita nelle sale a dicembre) Marina Massironi ha sparigliato le carte, mettendo sul tavolo il volto di attrice volitiva.
Diretta da Silvio Soldini, uno dei registi “impegnati” del panorama nazionale, ha conquistato il David di Donatello e il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista in “Pane e Tulipani”.
A teatro come sul grande schermo si muove orizzontandosi seguendo l’ago magnetico dell’ironia e delle leggerezza, esplorando ruoli apparentemente opposti al suo personaggio. In “Due partite”, di Enzo Monteleone, ha vestito i panni della mamma borghese di tre figli nell’Italia anni Settanta.
In autunno la vedremo su Rai Uno nella miniserie “Le ragazze dello swing”: la fiction, prodotta da Casanova Multimedia per Rai Fiction, sul Trio Lescano, la prima “band” femminile di casa nostra. La storia ripercorre la folgorante ascesa delle tre sorelle olandesi (interpretate da Andrea Osvart, Elise Schaap, Lotte Verbeek) diventate beniamine nell’Italia del Ventennio. Una notorietà presto cancellata dalle leggi razziali: causa l’origine ebraica della madre vengono estromesse da ogni programma radiofonico. Arrestate, imprigionate nel carcere di Marassi, saranno costrette dai nazisti ad assistere, come traduttrici, all’interrogatorio dei partigiani. “Interpreto - spiega la Massironi - Aldina, una prostituta che vive in una casa chiusa di Torino. Una donna tenera, ambiziosa, mossa da velleità artistiche, legata all’impresario che lancerà il Trio. Era la mia prima volta da prostituta... abbiamo girato alcune scene nella casa di caccia del re a Venaria, luogo ispiratore di numerose trecce amorose. Era anche la prima volta che venivo diretta da Maurizio Zaccaro, ha un modo “fisico” di girare, ha sempre la telecamera in spalla, ti segue ovunque”.
Come mai le canzoni del Trio Lescano continuano ad essere di moda? “Comunicano un senso di leggerezza, di esotico, i motivetti sono orecchiabili, sono fatti apposta per restarti impressi. Recentemente La Pina su Radio Deejay le ha rilanciate, facendole scoprire anche ai giovanissimi. È bello che continuino a girare in radio: nell’Italia degli anni ‘30 e ‘40 erano la colonna sonora delle giornate”.
La fiction è girata a Torino. Che città ha trovato? “Torno a Torino ogni 5-6 anni e ogni volta trovo una città diversa. Mi piace più di Milano (Oddio questo non dovevo dirlo!). È stimolante, la qualità della vita è ottima e anche i torinesi sono riservati ma gentili”.
La musica sembra occupare una parte importante nella sua carriera. È stata la protagonista del musical “Bulli e Pupe” della Compagnia della Rancia. Che esperienza è stata? “Una delle più energetiche della mia vita, una vera cura anti età. Ho una voglia di rimettermi le scarpe da tip tap e ripetere i passi... Anche se non sono mancate le paranoie: avevo il terrore di perdere la voce, di ritrovarmi rauca da un momento all’altro. Portavo sempre il foulard attorno al collo per proteggermi dalle correnti d’aria”.
Con “Pane e Tulipani” di Silvio Soldini ha abbandonato il genere comico. Possiamo parlare di bilanci? “No, quelli si fanno a fine carriera mentre io ho continuamente bisogno di stimoli, di mettermi alla prova. La leggerezza e l’ironia restano nel mio dna: sono infatti fermamente convinta della forza comunicativa della risata. In una battuta si possono far passare messaggi duri, terribili, che, prima o dopo, colpiscono l’orecchio dell’ascoltatore”.
Cosa le ha lasciato quel film? “L’affetto delle amicizie che durano ancora oggi. Vivere tutti assieme in un palazzo, immerso nell’atmosfera complice della laguna di Venezia, con Bruno Ganz che ogni tanto appariva come un fantasma è stata un’esperienza viscerale. Quello di Soldini è il modo migliore di fare cinema: nei suoi lavori non ci sono personaggi secondari, su ognuno costruisce una storia, un reticolo di emozioni”.
I prossimi progetti nel mirino? “Il sogno nel cassetto di una vita è la regia di uno spettacolo teatrale, un linguaggio che conosco bene. Ma è da un po’ di tempo che sto anche pensando, studiando, scrivendo (più altri gerundi che in questo momento non mi vengono… ) un monologo. Se tutto va come nei programmi dovrei partire con la tournée per la primavera del prossimo anno. Non vedo l’ora di “giocarmela” con il pubblico. Non sarà una storia comica ma improntata comunque sulle note della leggerezza”.
Com’è nata la sua verve comica? “Ho cominciato come animatrice nei villaggi vacanze, un’attività iniziata per gioco e per sbarcare il lunario. Poi ho collaborato con altri artisti: Aldo, Giovanni e Giacomo, Marco Pagani, la Gialappa’s. È un mestiere che è cresciuto quasi a mia insaputa, col tempo ho scoperto che mi piaceva farlo. È dire che il primo provino che ho fatto a teatro è stato “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, di Giacomo Leopardi...”.
Tornerà a lavorare con Aldo, Giovanni e Giacomo? “In questo momento il rapporto è sospeso, non abbiamo litigato ma volevamo evitare il rischio di ripeterci.
Abbiamo pensato che fosse giusto concentrarci su altri obiettivi”.
Donne e cabaret: il rapporto con i colleghi maschi resta minoritario. Come mai? “Non so se sia dovuto al fatto che sono gli uomini a scegliere chi far salire sul palcoscenico o sono le donne che non hanno voglia, o paura, di proporsi. Noto però che nelle fiction c’è una crescente presenza femminile mentre è andata calando nelle commedie brillanti, dove si sente la mancanza di una Monica Vitti ma anche di una vera commedia all’italiana. Le donne, non dimentichiamolo, durante i provini devono superare anche la prova del lato estetico. Il lato B, purtroppo, conta. Nonostante una non sappia cantare, ballare, recitare ha possibilità di ottenere dei ruoli. È il segno del nostro star system, bacato e regressivo. Negli Stati Uniti non accade, bisogna dimostrare di avere comunque delle capacità”.
Dov’è che il talento viene fuori? “A teatro, un ambiente sano dove è impossibile barare. Il pubblico è il giudice più severo e vero”.
Da artista poliedrica ha anche una lunga esperienza come doppiatrice. “Ho doppiato una lunga serie di cartoni animati giapponesi, una faticaccia, occorre lavorare molto sulle “sporcature”, urlando per coprire i versi dei personaggi. Poi ho fatto “Sentieri”, ma il mio personaggio è morto dopo quattro puntate... Mente mi sono molto divertita a doppiare Daria, la cinica adolescente della serie trasmessa da Mtv”.
Un personaggio a cui impresterebbe volentieri la voce? “Cate Blanchett, un’attrice che adoro”.

Life style
Un aggettivo per definirsi? “Boh... probabilmente essere sempre in movimento”.
Cosa cambierebbe del suo carattere? “L’irascibilità, mi capita pochissime volte ma quando succede scoppio a piangere dal nervoso. Anche se alle volte sono troppo esigente con il mondo e con me stessa”.
Cosa non sopporta? “L’ingiustizia il tradimento, i comportamenti non corretti”.
La stanza della casa dove passa più tempo? “La cucina, mi piace cucinare, soprattutto i primi di pesce: volete provare la mia pasta calamari e zucchine?”.
Sportiva? “Preferisco il divano, ma con moderazione, faccio attività fisica”.
Colleziona? “Avevo iniziato a collezionare teiere ma alla quarta ho deciso di interrompere. Una volta custodivo gelosamente tutte le locandine degli spettacoli, poi mi sono disfatta di tutto. Tendo sempre più a rinunciare all’effimero. Preferisco l’essenziale”.
Pollice verde? “Vivo in campagna, coltive delle rose e degli alberi da frutto. Il prossimo anno avrò l’orto, sto già preparando il terreno”.


 
Ulti Clocks content
Find us on Facebook

La rivista di Torino e provincia

Il Mensile semi free press, giovane, stimolante, ricco di approfondimenti sulla città. Tendenze, reportage, sport, arte, musica, moda, eventi, appuntamenti enogastronomici, di una Torino in movimento che si scopre sempre più “GRANDE”. La rivista di Torino e provincia che sulla rete diventa Web Magazine di Torino e Piemonte, per proporre un’agenda fitta di impegni al lettore che vuole vivere una metropoli che non smette di emozionare.

PT event

PT event

 

PT event

Il Punto di dicembre

copertina il punto numero 65

Gli Speciali

Gli Speciali

Pubblicità

 

 

Il punto Torino : la rivista di Torino e provincia. Sul magazine troverete notizie su moda, sport, attori, cantanti, eventi e appuntamenti a Torino e Provincia, arte, design e eventi enogastronomici! Visitate la rivista online e richiedete la vostra copia cartacea gratis!

RocketTheme Joomla Templates