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Alle polemiche è ormai vaccinato. Dopo aver presentato una canzone sulla “conversione”, sessuale, di un gay Povia è tornato alla carica: sempre dal palco di Sanremo ha detto la sua “verità” sul caso Englaro. Puntuale si è levata la critica, recitata come un “mantra”, di utilizzare, furbescamente, argomenti forti per colpire l’audience. Accusa che gli è costato un certo ostracismo su media e radio. Alla formula, rodata, delle canzonette (all’Ariston si è confermata, ancora una volta, vincente) il cantautore milanese preferisce il gioco, leggero, sulle parole. Come moderne filastrocche restano in testa: nel 2006, con “Vorrei avere il becco”, ha riscattato la nomea dei piccioni, tra gli animali più sfigati e osteggiati nelle grandi città. Ma già l’anno prima con “I bambini fanno ooh…” aveva ricordato, con un pizzico di nostalgia, quanto poco pesa la felicità dei più piccoli. Il 19 aprile Povia sarò in tour al teatro Alfieri (biglietti: 20, 15 e 10 euro). In “Scacco Matto”, il tuo ultimo lavoro, scrivi: “La mia vita è come una partita a scacchi, fatta di mosse giuste e sbagliate, si possono avere rimpianti e rimorsi senza i quali è impossibile crescere e migliorare”. C’è stata una mossa sbagliata che ti ha cambiato la vita? “Da ragazzo frequentavo compagnie sbagliate, avevo molta rabbia dentro: la sfogavo ubriacandomi, fumando spinelli. Nel 1990 un mio amico è morto in un incidente d’auto. E’ stato il mio scacco matto: da allora ho cambiato strada. Purtroppo è solo quando sei al limite, quando stai per morire, che ti ricordi di vivere”. La musica ti ha aiutato? “E’ stata lo strumento decisivo per incanalare rabbia e creatività”. Il disco contiene “La verità”. Perché scrivere una canzone su Eluana Englaro? “L’ho sentito come un dovere morale verso le mie figlie. La vicenda, passava tutte le sere in televisione, ha scatenato fanatismi di ogni genere: il corpo di Eluana è stato utilizzato come un campo di battaglia, per perorare ragioni ed accuse di parte. Le sofferenze del padre, l’unico ad avere il diritto di pronunciarsi, sono passate in secondo piano, eppure l’hanno addirittura accusato di aver ucciso la figlia”. Nel 2009 sul palco dell’Ariston avevi “sventolato” un cartello con su scritto “Nessuno ha sempre ragione”. E’ valido anche oggi? “Sì, le verità assolute non esistono, altrimenti non si spiegherebbero le guerre”. Cosa ti ha detto il padre Beppino? “Che ero stato grande, le parole sarebbero piaciute a Eluana”. Il commento che non ti aspettavi? “Ho ricevuto delle mail di genitori: mi hanno scritto che avevo ridato voce ai loro figli”. L’accusa che ti ha ferito? “Negli anni ’70 i cantautori toccavano spesso temi sociali importanti, se lo faccio io passo per quello “furbo” e mi massacrano… C’è un po' di ostilità nei mie confronti: le mie canzoni non girano tanto nelle radio anche se durante l’ultimo Sanremo ho riallacciato i rapporti con diversi big del settore”. Quando inizia questa ostilità? “Nel 2003 dopo aver vinto la XIV edizione del Premio Città di Recanati con il brano “Mia sorella”, dove parlavo di anoressia e bulimia. Il testo è stato anche elogiato da Alda Merini, Fernanda Pivano e Dacia Maraini”. Cosa ti è piaciuto dell’edizione 2010 di Sanremo? “Arisa e Antonella Clerici, la vera vincitrice del Festival, ha scelto di mettere in primo piano le canzoni, scelta premiata dal boom di ascolti. Il brano di Valerio Scanu non mi è invece sembrato forte”. Favorevole o contrario al televoto? "Sì, se non viene manipolato: comprar voti è legale, io sono arrivato quarto ma i miei sono voti veri". Come nascono le tue canzoni- filastrocche? "Mi piace giocare con le parole: usare un linguaggio semplice per far passare messaggi importanti" Ti ispiri a Gianni Rodari? "E' un bel paragone... mi piacerebbe che una generazione crescesse con la mia musica. Facciamo una scommessa: tra 10 anni do appuntamento a tutti per un concerto allo stadio di San Siro". Hai un sogno da realizzare? "Veder crescere le mie figlie in salute". La prossima canzone che le dedicherai? "L'ho già scritta: si intitolerà mattone su mattone". Sei impegnato in campagne di solidarietà. Il prossimo progetto che porterai avanti? "Ogni Natale pubblicò un disco i cui ricavati vanno a favore dei bambini. Dai proventi sulle percentuali della vendita del singolo "I bambini fanno ooh..." abbiamo contribuito alla costruzione di due scuole-ospedali in Africa. Sono un privilegiato, faccio un mestiere che mi fa guadagnare qualche soldino in più rispetto alla media della gente. Fare beneficenza è come un obbligo morale e mi fa stare bene". Se non avessi fatto il cantante? "Avrei continuato a fare il cameriere: una volta consigliavo e servivo piatti, oggi servo emozioni".
TRA PALCO E FAMIGLIA
La prossima vacanza: in camper o in bicicletta? "In macchina, così arrivo prima al mare". Il regalo che devono ancora farti? "Una Harley Davidson, non so andare in moto ma è un oggetto che esteticamente mi attira: è bella anche solo da guardare". Meglio giudice a X Fator o insegnante ad Amici? "Insegnante ad Amici". Il prossimo Sanremo: in coppia con il principe o con Morgan? "Non ci sarò: sarebbe la terza volta, dopo un po' mi rompo...".
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