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LE SFILATE DEL CARNEVALE
di Marta Del Buono

 

E' iniziato il nuovo anno, ma lo spirito di festa e divertimento vissuto tra Natale e capodanno ancora ci contagia e per non perdere questo spirito già si sente parlare di carnevale. Per il periodo che precede la quaresima, infatti, ritorna sempre più vivo e rinnovato lo spirito goliardico. L’etimologia del termine carnevale risale alle parole “carnem levare” , cioè abolire la carne, per indicare un periodo di astinenza e digiuno da questo alimento, ma studi più recenti di tradizione nordica attribuiscono l’origine del termine a “carrus navalis” , per indicare una tradizionale imbarcazione che, in primavera, veniva agghindata dalle popolazioni di pescatori per un ideale viaggio verso la città degli Dei. Al di là dell’origine della parola, il carnevale riveste per tutti un momento di evasione dalla routine, dove i ruoli sociali vengono sovvertiti e ognuno è libero di sentirsi ciò che veramente desidera. La maschera infatti, più che celare la nostra identità, spesso è un modo per manifestare ciò che veramente ci sentiamo di essere in maniera ludica e senza paure. Storicamente il carnevale è stato un mezzo per dissacrare il potere dominante e l’autorità, ai giorni nostri assume un valore aggiunto, oltre ad essere un canale di sfogo per il popolo è un momento per esprimere la propria arte e creatività. Tra gli eventi più in risalto collegati a questo periodo nel nostro territorio c'è il Carnevale selvatico di Cortemilia in provincia di Cuneo con L'Orso di Piume che appartiene alla tradizione delle colline dell'Alta Langa, una tradizione ritrovata che ha rischiato di essere persa nel tempo. La figura dell'orso è simbolo di un ritorno alla natura scrigno di misteri, segreti ma soprattutto generatrice di fecondità e vitalità a cui da quest'anno sono state affiancate altre selvagge creature come lupi, caproni e uomini albero. Questo spirito è ampiamente tradotto dai moltissimi carri e maschere, falò e balli, musiche e bevande, tipici della Langa antica. Si comincia giovedì 19 febbraio in piazza Oscar Molinari alle 20.30 con la trasformazione dell'Orso in falò con distribuzione di vin brulè a profusione e piote dell'urs. Il giorno seguente si terrà per i più sensibili all'aspetto storico dei Carnevali selvatici piemontesi un convegno in cui interverranno la coordinatrice dell'Ecomuseo territoriale, l'antropologo Piercarlo Grimaldi, e altri specialisti a cui seguirà una cena a base di piatti tipici cortemiliesi. Conclusione dei festeggiamenti domenica 22 febbraio alle 14.30 con sfilata dei carri per le vie cittadine e cattura dell'Orso a cui vi invitiamo a partecipare travestiti da animali selvaggi, ma anche il travestimento da “primavera” è richiesto come augurio di buon auspicio per il risveglio prossimo della natura. Il carnevale più vicino a noi che da secoli attira le folle dalle più svariate regioni è sicuramente il carnevale di Ivrea. Carnevale che non ha bisogno di presentazioni poggia la sua gloria sulla famosa battaglie delle arance risalente attorno la metà del 1800 che sostituì il tradizionale lancio dei fagioli risalente al medioevo. Questo cambio di lancio degli oggetti si deve alle giovani fanciulle dell’epoca che per farsi notare dai ragazzi che sfilavano nel corteo carnevalesco lanciavano arance dai loro balconi. Oggi la battaglia si dispiega tra le piazze di Ivrea seguendo regole ben precise che vedono protagonisti squadre di arcieri a piedi, simbolo dei popolani ribelli, ed equipaggi sui carri da getto. Chiunque lo desiderasse può prendere parte alla lotta iscrivendosi ad una della nove squadre a piedi o sui carri. La squadra a piedi più antica è quella degli Asso di Picche fondata nel 1947 posizionata in Piazza di Città durante la battaglia. La squadra più agguerrita e temuta è sicuramente quella dei Diavoli che dal 1973 tira le proprie bombe arance da Piazza del Rondolino. Il carnevale d'Ivrea apre le danze molto presto, primo evento è il 6 gennaio che tra marce d'apertura e santissime messe presenta i personaggi del carnevale come il gruppo storico dei Credendari e il loro saluto al Magnifico Podestà. Giovedì 11 febbraio in occasione del giovedì grasso alle 15 sfilerà il corteo storico con i costumi e le maschere dei partecipanti e la sera a partire dalle 21.30 le vie diventeranno terreno di danze e divertimenti organizzati dalle varie componenti del carnevale. La sera di sabato grasso invece dalle 23 si svolgerà il Veglione di gala in onore della Vezzosa Mugnaia presso l'Officina H d'Ivrea. Domenica 14, lunedì 15 e martedì 16 sempre alle due del pomeriggio sarà il turno della storica e famosissima battaglia delle arance, dove le squadre si sfideranno senza tregua per vincere il titolo di migliore truppa che verrà premiata alle 17.30 dell'ultimo giorno in piazza di Città. Per concludere in bellezza questo periodo di festeggiamenti ci sarà mercoledì delle ceneri alle 11 l'istituzionale distribuzione di polenta e merluzzo in piazza Lamarmora organizzata dal Comitato della Croazia. All'insegna della riscoperta delle tradizioni del nostro territorio torna con sempre più vitalità e forza l'antico carnevale di Ormea vicino a Cuneo. Le sue radici affondano nel lontano decimo secolo quando la popolazione autoctona sconfisse I Saraceni perchè stanca delle loro prepotenze che da decenni dovevano subire edificando torri cilindriche in pietra e carverne murate in cui si potevano nascondere per attaccare il nemico con ogni sorta d'arma. Per festeggiare la liberazione del territorio dagli invasori i giovani si riversarono nelle strade organizzando feste e convivi. Il passare dei secoli è stato fautore di alcuni cambiamenti tra cui l'abbellimento dei costumi ornati con nastri in seta che vennero tramandati per intere generazioni. Il progetto denominato Balconata di Ormea attuato ha rinnovato I sentieri e le strade di questa zona dando vita ad un sentiero di 40 chilometri che collega tutte le borgate un tempo attraversate dai giovani ribelli conquistatori di libertà restituendo questa antica tradizione agli abitanti di Ormea. La festa si svolgerà nelle giornate di sabato 13 febbraio e domenica 14 con merende pomeridiane a base di specialità enogastronomiche e il finale gran ballo di carnevale. Tra le figure più illustri del carnevale ci sarà il Cavagnau, che con una cesta in mano fa la questua tra le case con l'obiettivo di racimolare il necessario da distribuire durante la mangiata finale, quindi vi consigliamo di portarvi del vino e delle uova da consumare con i giovani del posto. Antica e mitologica è la Lachera di Rocca Grimalda vicino ad Alessandria. Insieme di riti, danze e teatro è legata alla rivolta popolare contro l'usanza del Signore del paese di esercitare lo Jus primae noctis sulle spose del feudo. Questa rappresentazione carnevalesca, dei primi giorni di febbraio, è un corteo nuziale colorato e animato. Diversi personaggi danzano intorno agli sposi, alcuni armati, altri vestiti di nastri e sonagliere, tra cui spicca un personaggio vestito di rosso che la mitologia lo ricollega alla figura del diavolo, ingannatore e goliardico. L'aspetto teatrale smorza la tragicità delle radici in cui affonda la tradizione della Lachera e ruota attorno a tre danze tipiche, la lachera vera e propria, la giga e il calisun a cui si sono aggiunte negli anni '70 la curenta dir butej e la monferrina danzate dalle campagnole e dai mulattieri. Ospite spagnolo di questo carnevale è Ell Ball de Bastons, antichissima danza rituale Catalana con più di tre secoli di storia legata ai rituali propiziatori e guerreschi dell'area mediterranea. Le maschere di spicco oltre gli sposi e il diavolo sono i Lachè, i servitori, che dando il nome alla festa si aggiudicano il ruolo di maggior rilievo nelle rappresentazioni danzanti finalizzate alla ridicolizzazione dei potenti e del Signore del paese. Ballare libera il corpo e la mente e unito allo spirito del carnevale regala sicuramente momenti di allegria e distrazione per grandi e bambini. Buon divertimento.
DOLCETTO SCHERZETTO
dolci e i piatti tipici del Carnevale: fra i più consumati sono sicuramente... i galani, o chiacchiere, o sfrappole, o bugie o cenci, tanti nomi per indicare un solo dolce fritto tipico e ipercalorico (500 calorie per 100 grammi circa) i cui ingredienti sono fra gli altri farina olio zucchero sale burro fuso e uova; meno nomi, ma non certo meno gustose sono le frittelle, altro dolce tipico del carnevale, fritte e ripiene di crema o zabaione, con o senza liquore. Ma sono tanti altri i dolci tipici del carnevale, fra i quali si possono citare i Krapfen, le Castagnole, la Cicerchiata, tipica del centro Italia e gli Struffoli Napoletani, tipica tradizione Partenopea.
Macchina fotografica e orologio con lo spruzzo d’acqua per i bimbi più tecnologici, fiale glaciali e vomito finto.
http://www.falpala.it/?page_id=23

 
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