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Fiorella Pierobon
di Loredana Tursi

 

I suoi profondi occhi blu, il suo dolcissimo sorriso per 20 anni e 40 mila volte sono entrati attraverso il video, nelle case degli italiani, diventando così i tratti più apprezzati, più famigliari e amati dal pubblico, fino a quando nel 2003 lei decide di oscurare quella immagine e di rimettersi in gioco in un mondo nuovo, quello dell’arte, per esprimere al meglio tutta se stessa. E ci riesce benissimo Fiorella Pierobon, oggi artista riconosciuta in Francia, dove vive, stimata dalla critica d’arte in Italia, ci racconta con fervore e amore la sua grande passione per questa sua nuova carriera costellata da tante difficoltà ed enormi soddisfazioni personali che, lei dice, essere imparagonabili alle precedenti perché finalmente è libera di essere se stessa. La Pierobon degli esordi nel 1977 con Ciperita per Telealtomilanese, prima tra le annunciatrici e conduttrici di Fininvest, attrice nella fiction tv Don Tonino nel 1989 e nel 1992 suora novizia nel film “Missione d’amore” di Dino Risi, cantante e autrice dei testi nel 1991 del suo primo disco “L’affascinante gioco della seduzione” presentato anche al Festivalbar, mentre nel 1996 dà vita al secondo. Intanto, il 30 giugno 2003 dagli studi di Striscia la notizia, a sorpresa, saluta i telespettatori che l’hanno seguita nelle sue innumerevoli partecipazioni televisive della rete tra i quali ricordiamo: Paperissima, Scherzi a parte, Il gioco dei nove, Buona domenica, Maurizio Costanzo Show. Fa ancora delle apparizioni nelle reti Rai, ma la sua decisione di troncare è definitiva. Fiorella ha scelto di cambiare vita, di riscoprire se stessa e le gioie famigliari, di tornare al suo primo amore: la pittura, di dipingere, come faceva prima di diventare il volto ufficiale di Canale 5, “seriamente”, da professionista, non assecondando semplicemente un passeggero hobby ma ricominciando da zero, perfezionando il suo estro, da perfetta semi sconosciuta in terra straniera, confrontandosi, con critici d’arte, giurie, giudizi di acquirenti e di professionisti ed esperti del settore che nulla perdonano a chi decide di approdare alla pittura arrivando ad esempio dallo show, impegnata quotidianamente nel suo atelier della vecchia Nizza, al 31 di Rue Droite, la via degli artisti, a spiegare la sua tecnica singolare ai suoi stimatori o turisti affascinati dalle sue tele e sculture. Già presenti nel catalogo delle quotazioni degli artisti internazionali assegnate da Drouot, la personalità delle sue opere fa già parlare di sé, migrano tra esposizioni di successo collettive in Francia, Inghilterra, Giappone, Svizzera a riconoscimenti prestigiosi, come quello ricevuto dal Presidente della Repubblica durante il XXIV° Premio Agazzi di Bergamo. “Percorsi di luce” che hanno dato vita all’omonima mostra itinerante, iniziata nel maggio 2008 con una personale al Castello medioevale di Altopascio (Lu) e proseguita in Francia nel villaggio di Aspremont per seguire successivamente il percorso storico che collegava Canterbury e Santiago De Compostela fino a Roma e poi, ancora, fino a Gerusalemme. Le tele, ispirate dalla lettura dei racconti dei viaggiatori medievali che tra mille difficoltà attraversavano a piedi l’Europa lungo le strade della via Francigena e le vie Romee, lo scorso settembre sono giunte anche in Piemonte, ad Acqui Terme prima di toccare nel 2010 le altre terre della Via Francigena in Francia, Spagna ed Inghilterra. Percorsi di luce che illuminano il cammino interiore, spirituale di ogni uomo alla continua ricerca di se stesso, che illuminano il cammino del viandante scatenando emozioni irripetibili scagionate dalla forza del colore, della materia e della tecnica pura. Un’arte semplice concreta e immediata, limpida, ricca di emozioni. I suoi pennelli sono le sue dita che corrono sfrenate tra il colore, a volte mischiato con sabbia e cera versato su tela, legno, juta, cartone, qualsiasi tipo di materiale grezzo o lavorato a mano. Il contatto fisico con il colore e la materia è ciò che la esalta nel suo lavoro sempre più ricercato e vario. Ultimamente si è dedicata con positivi risultati anche alla scultura, proponendo sensuali silouettes di immaginarie figure femminili utilizzando materiali quali plexiglas lavorato al laser (innestandovi dei led luminosi) e l’alluminio anodizzato, anch’esso lavorato al laser. La materia, da te tanto evidenziata nei solchi di colore sulle tele, si ricompone dunque nelle sculture, attraverso l’uso del raggio laser che impone alle opere le medesime linee e solchi. Opere illuminate, ottimiste, vitali che rispecchiano la limpidezza della sua personalità. Come nasce la passione per l’arte di Fiorella Pierobon e come si è evoluta? “Penso che sia una cosa innata. A 10 anni ho vinto un concorso regionale di pittura. Quando ho iniziato la carriera televisiva ho dovuto soffocare questa mia naturale predisposizione per perfezionarmi nel mio lavoro e non avevo tanto tempo da dedicare all’arte anche se negli anni ’80 ho fatto anche delle mostre collettive con altri artisti, ma tanti venivano a trovarmi perchè ero un volto popolare, per curiosità”. C’è un artista che hai sempre portato nel cuore o credi che la tua arte possa ispirarsi? “Sono innamorata di Van Gogh per l’utilizzo azzardato dei suoi colori. Guardiamo, ad esempio, il suo autoritratto in cui ha osato usando un verde pisello. A volte credo che la passione per il colore sia la stessa. Amo la forza delle tonalità pure. Poi l’arte è soggettiva, è il risultato delle esperienze della vita, delle emozioni che si raccolgono in un viaggio, dalle interpretazioni di un oggetto, di una circostanza. L’animo sensibile di un’artista è costantemente influenzato e contaminato”. Tre aggettivi per descrivere la tua arte… “Energica, forte e contemporanea. Sì perché l’energia che emerge dal colore è la forza fisica che utilizzo lavorando con le mani. Molti mi dicono essere un’arte brillante, ottimista, propositiva, che esterna serenità e piacevolezza. C’è una signora che ha acquistato un mio quadro e che quando ritorna nel mio atelier mi ringrazia per il buon umore che riceve quotidianamente dalla mia tela. Questo per me è il massimo”. Quando hai intuito che questa sarebbe potuta diventare la tua nuova professione? “Avevo riscontrato un certo interesse da alcune mie esposizioni, allora ho deciso di trasferirmi in Francia, di lasciare la notorietà di Fiorella Pierobon per dare dignità e valore vero alla mia arte, per ricercare un parere oggettivo degli intenditori e così è stato. Dopo tre anni, anche i critici d’arte hanno cominciato a notarmi”. Quante opere hai realizzato fino ad ora? Quando ti senti particolarmente ispirata? “Credo più di 200. A volte termino una tela dopo 10 giorni, è faticoso perché uso tante tipologie di colori e in grande quantità. Tutto può ispirarmi, un profumo, un pensiero, un oggetto. Per creare credo però che bisogna anche concedersi una pausa. A Natale smetto definitivamente e vado a ricaricarmi con un viaggio per ritornare a dipingere come una bomba esplosiva”. Ti piace giocare con la materia e il colore La luce. Qual è la materia che più ti da delle soddisfazioni artistiche? C’è invece qualche nuovo esperimento che vorresti fare e che ci puoi anticipare? “Il colore mi dà gioia su ogni materia. Versare anche 2 cm di colore acrilico mescolato alla sabbia e correre con le dita esprimendo le mie sensazioni è un piacere immenso. Un gioco primordiale, da bambini ma è una bellissima espressione di libertà. Non potrò mai dimenticare il silenzio sbigottito di alcuni bambini di una scuola ad una mia esposizione in cui mostravo come dipingevo. Vuoi sapere la loro esclamazione? “Bellissimo, quando torniamo a casa lo facciamo anche noi?” Per me dipingere e plasmare la materia è tutto. Con il gesso e il plexiglass ho approcciato la scultura positivamente, facendo correre la luce tra le righe disegnate a laser. Ma non metto limite a nulla”. C’è un’opera a cui sei affettivamente più legata? “Sono legata a tutte, forse però la scultura installazione “Vissi d’arte” che fa parte della installazione permanente di dieci opere (nove tele + una scultura) presente nel Museo Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art), mi piace molto anche per la sua materia non convenzionale”. Percorsi di luce fa riferimento ai racconti dei viaggiatori medioevali, ti senti un po simile a loro … perché? “È una mostra legata un po’ al percorso spirituale di ogni uomo, un po’ al mio spirito errante che mi ha portato a conoscere culture e popoli nella loro vera natura. Mi piace viaggiare in terre difficili, lontane dalla mentalità occidentale, mimetizzarmi con loro nella loro vita, vivere i loro disagi e bellezze per conoscerli a fondo e lasciare qualcosa anche della nostra mentalità. Bellissimi sono stati i viaggi in India e Pakistan, anche se molto duri. L’idea ha quindi un doppio fine e spero di riuscire, con la determinazione e motivazione dei viandanti medioevali di seguire il mio cammino anche se faticoso con le mie opere fino a Santiago”. Quali altre passioni riesci a coltivare? “Appena posso viaggio anche se ci sono delle zone della Terra in cui non è consentito ancora accedervi per via delle guerre in corso. Amo la vita e da vera italiana anche il piacere di cucinare. Soprattutto cerco di seguire i miei tre figli, ormai grandi ma per me pur sempre bambini”. In passato sei stata testimonial di manifestazioni a carattere benefico e con campagne pubblicitarie per: Associazione per la cura e la ricerca contro la spina bifida, Ministero della Sanità, Amref, Emergency, Lotta alle leucemie infantili, di una campagna radiofonica a favore del Cesvi per la cura medica delle mamme africane sieropositive e sei stata nella Lega Nazionale contro l’abbandono dei cani, che rapporto hai gli animali? “Loro per me sono i secondi figli, fanno parte della mia vita. Oggi ne ho solo cinque ma in passato ne avevo molti di più”. Quali sono le più grandi soddisfazioni della tua vita? “La famiglia e il successo di poter stare insieme serenamente. Professionalmente una nuova seconda vita di soddisfazioni vere che mi toccano nell’intimo perché è espressione del mio essere, non è un successo impersonale dovuto alla conduzione di un quiz o trasmissione”. Che rapporti hai mantenuto con la televisione e il suo mondo? “Non vedo più tanta televisione, se ho tempo preferisco vedere un film. Ho lasciato ogni rapporto con il mondo televisivo perché frequento ormai altri ambienti professionali e famigliari. Ho lasciato quella carriera perché non mi ritrovavo più in quel modo di fare televisione. Ero imbarazzata nel presentare programmi come Il Grande Fratello. È impensabile che la televisione, un mezzo di comunicazione debba avere persone e programmi validi censurati perché non si ha più la libertà di esprimersi nel nostro Paese”. Si può dire che le reti Mediaset sono nate con te e con il grande Mike Bongiorno, che hai affiancato già nel 1982 a Canale 5 nella conduzione dei quiz Bis e Superflash. Che ricordo hai del grande presentatore? “Era un grande professionista, molto esigente anche con me. Non erano permessi ritardi o errori, mi ha trasmesso molto per capire e imparare al meglio quel mestiere. Ti metteva alla prova, a volte sembrava cinico tanto era serio, ma era una persona senza secondi fini che se valevi volentieri ti dava delle possibilità e quando si spiccava il volo sembrava bonariamente un po’ geloso delle sue creature ma non era un accentratore. Per lui ho nutrito un vero e sincero affetto e stima”. Nella tua carriera chi è il personaggio a cui devi dire il grande grazie o che ti porti nel cuore? “Ci sono dei personaggi che mi hanno dato molto umanamente oltre professionalmente come Dino Risi e Sandro Pertini che sono poi diventati anche degli amici”. Cosa riproporresti della tv di allora per migliorare quella attuale? “Un colpo di spugna e ricomincerei a vedere i programmi in bianco e nero per far capire a tutti gli improvvisati professionisti come si fanno i programmi e i presentatori di qualità. Come si fa la televisione di servizio pubblico. Prima si attendeva una trasmissione come un evento. Si provava un’emozione indescrivibile nell’essere l’annunciatrice o presentatrice di un programma si provava migliaia di volte, girando nel backstage mi entusiasmavo a vedere la bellezza, le particolarità degli abiti indossati da vere ballerine. Oggi va di moda il nudo”. Ti sei trasferita in Francia ma per tutti gli italiani sei il volto dell’annunciatrice dolce che è entrata nelle case degli italiani, che effetto ti fa ritornare a Milano e ti ha fatto ritrovarti in un paese straniero quasi da semi sconosciuta? “Certo mi capita spesso di incontrare la gente che mi chiede quando torno in tv. Mi fa piacere il loro grande affetto, ma non fa più per me. Se ci fosse una vera trasmissione utile e fatta bene…ma non è così. Ci sono state alcune televisioni satellitari che mi hanno fatto delle proposte ma è sempre un sistema pieno di compromessi. Non rinnego tutto quello che ho fatto perché è stato bello ma non è il mio futuro”. Sei stata cantante e attrice oltre che conduttrice, nel tuo cuore in segreto quale faccia della fiorella avresti voluto far sbocciare? “La mia strada segnata era questa. Ora faccio quello che mi soddisfa, come quando ho presentato l’assegnazione di un premio ad Acqui Ambiente e tante altre cose”. Chi è la Fiorella di oggi? E chi vorrebbe diventare? “Sono faticosamente contenta del mio momento artistico. Sono una donna felicissima”.


 

 
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