I produttori non vogliono assolutamente che si parli dei potenziali film, fino a quando non sarà tutto più che certo (e ci vorrà ancora qualche tempo). Ma qualcosa, qua e là, siamo riusciti a saperlo dallo stesso regista... “Uno dei due progetti è la trasposizione cinematografica del libro “Un amore veneziano” di Alessandro di Robilant, pubblicato da Mondadori”, ci ha detto. Una storia d’amore in costume ambientata tra Venezia e Londra nel ‘700, un plot che necessita di grandi investimenti per la sua riuscita. E la produzione, in questo caso, è statunitense: “Sono gli unici a potersi permettere certi budget”. Non si sa nulla, o quasi, di cast e troupe. “Su internet ho letto addirittura che nel cast ci sarà Scarlett Johansson! Non è assolutamente vero”, confessa Ponti. Di certo, ci assicura, a curare le musiche sarà Gigi Meroni, nipote e omonimo del celebre calciatore del Torino. “E’ un altro torinese trapiantato in America, e con lui sono certo che lavorerò in ogni mio prossimo progetto, la nostra intesa è totale”. Già, ogni progetto, perché Marco Ponti ci ha confidato che “non è assolutamente detto che sia “Un amore veneziano” il mio prossimo film. Potrebbe iniziarne un altro, di cui non posso dire nulla se non che si tratta di un mio copione, e che anche in questo caso vige l’assoluto riserbo per ordine dei produttori”. Ma l’autunno di Marco Ponti sarà segnato da altri interessanti impegni, anche perché nel migliore dei casi i film non inizieranno prima del 2010. “Sono tornato a Torino per scelta, dopo qualche anno da ‘emigrato’. Mi ha chiamato Alessandro Baricco per affidarmi un corso alla Scuola Holden, con cui collaboro da diverso tempo, e ho accettato l’incarico al volo”. Per la Scuola si occuperà insieme allo scrittore Fabio Geda di corsi extra-master. E poi il lavoro da sceneggiatore, che vede Marco Ponti attivo su due fronti. “Da qualche mese ho realizzato un mio sogno, quello di scrivere per i fumetti. Pubblico con il disegnatore Cristiano Spadavecchia la strip comica ‘1 appartamento 25 mq a Torino’, le avventure di una coppia di studenti fuorisede in città. E’ un progetto che mi sta molto a cuore”. Fumetti, ma anche teatro. “Insieme a Pietro De Andrea sto terminando di scrivere la trasposizione italiana di un copione teatrale dei fratelli Coen, ‘Almost an evening’, che ha debuttato off-Broadway a gennaio 2008”. Regista di uno dei film-culto di inizio millennio, “Santa Maradona”, girato per le vie di Torino e acclamato alla sua uscita nelle sale (per circa 20 giorni i cinema torinesi che lo proiettavano registrarono il tutto esaurito!) pur essendo un prodotto a bassissimo budget, Marco Ponti si è distinto nel panorama cinematografico italiano per il suo talento da sceneggiatore: nel 2001 con “Se fossi in te”, debutto nel lungometraggio di Giulio Manfredonia, oggi apprezzato per il suo “Si può fare”, nel 2005 con “L’uomo perfetto” di Luca Lucini (di cui oggi è in lavorazione un remake hollywoodiano a firma Peter Chelsom, regista di “Hannah Montana”) e nel 2007 con “Cardiofitness”, esordio di Fabio Tagliavia, storico aiuto-regista di Ponti e oggi impegnato con la serie “RIS”. Recentemente il nome di Ponti è stato però accostato a quello di due grandi della musica italiana, Jovanotti e Vasco Rossi. “Li ho conosciuti entrambi a Los Angeles e con loro sono nati due progetti importanti che ho molto amato”, spiega lui stesso. L’incontro con Lorenzo Cherubini è davvero inusuale: “Ho accompagnato il mio amico Gigi Meroni ad un incontro con un suo amico, che sarebbe avvenuto ad un distributore di benzina. Mentre loro parlavano, ho notato che ad accompagnare l’amico di Gigi era venuto proprio Lorenzo! Ci siamo presentati, a lui erano piaciuti i miei film e a me il suo ultimo disco di allora, “Buon Sangue”. Così è nata l’idea di lavorare insieme”. Vasco Rossi invece è spesso a Los Angeles, e nel corso di uno dei tanti viaggi i due si sono conosciuti. “Gli italiani in quella città non sono molti, è facile conoscersi e frequentarsi. La proposta di girare un video per Vasco mi ha colto di sorpresa, non ne avevo mai fatto prima! Ma quando Vasco chiama, bisogna rispondere. E così ho accettato”. La canzone era “Il mondo che vorrei”, il video è stato girato in cima ad un palazzo di Los Angeles. “Una delle più belle esperienze lavorative della mia vita”, confida Ponti. Il ritorno a casa ha riempito il regista di entusiasmo: “Torino è una città di cui parla male solo chi non ha viaggiato. Non è comune trovare in altri posti così tanti stimoli culturali, così tante possibilità di uscire la sera per un concerto o uno spettacolo, non è comune la voglia di vivere gli spazi che si trova qui. E’ un aspetto da conservare con cura”.
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