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Antonio Cabrini: parola di campione |
Importante il ruolo di CT nella nazionale Siriana. Molto apprezzato anche come commentatore televisivo, in particolare nella trasmissione “Quelli che il calcio”, dove alterna l’attività di inviato a quella di ospite. Nel 2008 ha esordito come scrittore con il romanzo “Ricatto perfetto”, che ha riscosso un notevole successo di pubblico. Antonio Cabrini è il calciatore che ha sfatato tutti i luoghi comuni sulla categoria, sempre pronto a intraprendere con successo nuove sfide. Noi de “Il PunTO” abbiamo cercato di scoprire per voi qualche curiosità del noto personaggio. Il tuo romanzo d’esordio, “Ricatto perfetto”, parla di segreti piccanti di alcuni torinesi. Si tratta esclusivamente di fantasia o c’è qualcosa di autobiografico? Pura e semplice fantasia, non c’è assolutamente nulla di reale. Magari qualche volta sono stato ispirato dalla cronaca, che ho sempre seguito con curiosità e interesse. Si tratta della storia di un giornalista che perde il posto, trovandosi di colpo in una situazione economica molto difficile. Si rivolge agli amici e a tutte le persone che, nella sua vita, aveva aiutato, ma nessuno di loro sembra disposto a tendergli la mano. Decide allora di scrivere un libro con tutti gli scheletri nell’armadio di queste sue conoscenze, la maggior parte delle quali hanno fatto i soldi in maniera assai poco lecita. Tra i tanti, anche maghi e gigolò. Decide poi di inviare questo libro nero a ciascuna persona coinvolta. Il finale, ovviamente, è tutto da scoprire, tutt’altro che prevedibile. Gira voce che in autunno uscirà un tuo nuovo romanzo, e, a novembre, anche il film. Di cosa si tratta? Scritto a due mani con Fabrizio Manfredini, ho appena terminato “La Suite”, il mio nuovo romanzo. Ho iniziato a pensarci quando ho deciso di partecipare a “L’isola dei famosi”. Ho saputo della partecipazione con molto anticipo per cui ho potuto far tesoro dell’esperienza in funzione della storia che pensavo di scrivere. Il romanzo è ambientato proprio nel mondo dei reality, e racconta gli intrecci di sesso e potere che possono caratterizzare il mondo della televisione. Ovviamente non c’è nessun riferimento a quello che ha visto, nel 2008, la mia partecipazione. Fabrizio Manfredini, regista, ha subito pensato che dalla storia poteve scaturire un film interessante, e ci siamo buttati nella difficile avventura. Le riprese sono già iniziate e io sono l’attore protagonista. Insieme a me un cast d’eccezione, tra gli altri: Marco Predolin, Raffaello Tonon, Amerigo Fontani, Gianluigi Tosto e Rosaria Cannavò. Il set è stato collocato nella periferia pratese, dove è stato ricostruito in ogni dettaglio un piccolo “Viale Mazzini”. Quasi un reality nel reality. Cosa ti piace di più fare? Il calciatore, l’allenatore, lo scrittore o l’attore? La mia passione è il calcio, è stato la mia vita per anni. Tuttavia la recitazione mi ha aperto nuovi affascinanti orizzonti. Nella vita ho sempre cercato di cogliere tutte le occasioni, amo mettermi in discussione e sono sempre pronto ad affrontare nuove sfide. Sono una persona curiosa, che rinuncia difficilmente a una nuova esperienza. Hai ancora un sogno nel cassetto o un desiderio da realizzare? Posso dire di aver avuto una vita ricca di soddisfazioni, alcune davvero indimenticabili, come i mondiali dell’82. In questo momento, tuttavia, il mio desiderio è di veder realizzato il libro e il film. Mi sono impegnato come autore e come attore, sarà un momento molto importante per me. Non vedo l’ora di arrivare alla presentazione. Hai vissuto per dodici anni a Torino, e il tuo primo romanzo è ambientato nel capoluogo piemontese. Cosa significa, per te, questa città? Torino è una città che mi porterò sempre nel cuore. Una città molto bella dove ho sempre ricevuto numerose manifestazioni di affetto. Mi sono sentito a casa tra le bellezze sabaude. Ora vivo a Bologna, ma alla prima occasione buona sono sempre felice di tornarci, anche perchè ho conservato molte amicizie in città. Torino è una città che non dimenticherò mai. Quando giocavi nella Juventus e nella Nazionale eri soprannominato “il bell’Antonio”. Ancora adesso molte donne ricordano la tua bellezza. Che effetto ti fa? Per me è sempre stata una “piacevole croce”, a cui riuscivo a rispondere solo con un sorriso leggermente imbarazzato. Al Galà organizzato per “L’Isola dei Famosi” sono stato praticamente assalito dal pubblico. Questo mi ha dimostrato quanto è ancora forte l’affetto di chi crede in me.
Silvia Dallo |
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