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Neri Marcorè: dove c'è satira c'è democrazia
Esistono degli argomenti tabù per la satira?
“No: la satira per essere ficcante deve spaziare in lungo e in largo. E’ ovvio che alle volte possano nascere delle incomprensioni, qualcuno possa arrabbiarsi ma bisogna sempre ricordare che la satira è una caricatura della realtà. Prenderla per mera informazione è sbagliato in partenza. Va comunque fatta con buon gusto, evitando incidenti e interventi assolutamente ingiustificati come quelli della censura”.
Come commenti la censura a Vauro?
“Le vignette vanno prese per quello che sono ovvero una caricatura, un eccesso. Vauro, fuori dal suo lavoro, si esprimerebbe in tutt’altro modo. Quello che non capisco è l’intervento di un organo esterno che ti dice cosa è giusto o sbagliato, cosa pubblicare o no.La censura è un fatto che non condividerò mai”.
Alle volte pubblicare vignette può essere rischioso, vedi il caso delle vignette satiriche su Maometto.
“Sono entrambe forme di integralismo: questo è sicuramente molto forte mentre quello di Vauro è più subdolo. Ma anche questo colpisce, rimuove, toglie spazi. Si pensa che il potere giustifichi tutto ma non è così”.
Dove c’è democrazia c’è satira?
“Sì, e dove c’è satira c’è democrazia”.
Esiste una satira di “destra” in Italia?
“In teoria sì ma la satira che funziona in Italia viene quasi sempre da sinistra”.
Qualche personaggio si è sentito infastidito dalle tue imitazioni?
“C’è stata una piccola incomprensione con Ligabue ma poi ci siamo chiariti”.
Hai mai ricevuto delle pressioni?
“No, ma tendo a non incontrare i politici che prendo di mira”.
Da conduttore di “Per un pugno di libri” qual è il miglior libro di satira?
“Sono tanti. Mi vengono in mente quelli scritti da Paolo Rossi durante gli anni del governo Craxi. Anche Travaglio fa un informazione giornalistica dove non disdegna l’uso dell’ironia e talvolta della satira”.
Il libro che meglio spiega il significato della parola democrazia?
“La Costituzione”.
Al cinema sei uno dei protagonisti de “Gli amici del Bar Margherita” di Pupi Avati. Che atmosfera c’era sul set?
“Un clima di grande amicizia e divertimento che è passato nella pellicola. Questo è il terzo film che faccio con Avati, lavorare con lui è sempre un piacere”.
Nel film interpreti Bep. Cosa ti ha colpito del personaggio?
“Che è un imbranato totale ma a differenza di Nello ne “Il cuore altrove” Bep è completamente ignaro della sua deficienza. Ci penseranno gli amici a salvarlo da una situazione complicata, facendolo finire tra le braccia di Laura Chiatti. Un gran bel finale…”.
Anche tu hai un “bar rifugio” dove vederti con gli amici?
“Ho sempre frequentato poco i bar. Da ragazzo andavo in quelli del mio paese Porto Sant'Elpidio, una cittadina di 20 mila abitanti nelle Marche”.
Sempre al cinema è uscito “I mostri oggi”, il film a episodi di Enrico Oldini, dove reciti a fianco di Sabrina Ferilli.
“Sì, faccio un piccolo ruolo, una partecipazione”.
Chi sono i nuovi mostri?
“Quelli che, cinicamente, non si curano degli altri e fanno della furbizia il “grimaldello” per raggiungere una condizione sociale migliore, cercando sempre e comunque di farla franca. Ma la storia dimostra che per fortuna vengono scoperti”.
Un “mostruoso” fatto di cronaca che ti ha colpito?
“I genitori tedeschi che hanno abbandonato i 3 figli in un ristorante: sembra una storia di Pollicino ma è drammaticamente vera. Ma anche il caso del ragazzo di 17 anni ucciso a picconate dai suoi coetanei. Sono episodi di violenza, giovanile e non, purtroppo sempre più frequenti. Penso che l’origine di questi fatti, al di là dei singoli casi, vada ricercata a livello sociale. Mi piacerebbe molto che oltre una politica di breve termine se ne facesse una anche di lungo periodo per cercare di disinnescare certe tendenze. Ma questo si può fare solo rendendo dignitosa la vita di chiunque, perché è nella miseria e nell’ignoranza che si verificano questi fatti”.
I tuoi prossimi progetti?
“Sto per girare “L’ultima trincea”, un film di Sironi sulla prima guerra Mondiale, verrà trasmesso su Rai Uno. Sempre su Rai Uno andrà in onda la seconda serie di “Tutti pazzi per amore”, poi l’anno prossimo rifarò Gaber a teatro”.  
 
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