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Football Americano

Massimo Martinetti è una delle figure più significative del movimento del football americano torinese. Dai grandi entusiasmi degli anni '80 in cui tutto poteva diventare, e in cui si coltivava, anche nel Belpaese, il sogno di far nascere una lega di giocatori professionisti, alle grande conquiste dei primi anni '90: A Torino arrivò uno scudetto e una finale europea per club. "Ho vissuto tre grandi soddisfazioni in questi 27 anni di football - continua Martinetti -: la vittoria del campionato giovanile nel 1983, la conquista dello scudetto italiano senior nel 1991, e la finale di Coppa Europea dell'anno successivo, persa in final,e contro la compagine olandese di Amsterdam".

Poi il declino nella seconda metö degli anni '90, non solo per la formazione torinese ma anche per molte altre squadre in Italia. Il Football, finiti gli anni dei sogni, si trova a fare i conti con la difficile realtö di ogni sport minore in Italia. Quasi del tutto praticati da dilettanti. Pochi spazi dove allenarsi, pochi introiti, e in egual misura sponsor e attrezzatura sportiva. "Agli inizi negli anni '80, trovare un casco o un set di caschi era più difficile che trovare un tartufo. Ora con internet è tutto diverso". Ma quello che resta e che cresce negli anni, senza voli pindarici, è l'attaccamento, la passione e la competenza dei tecnici di oggi, come Martinetti, con quasi tre decadi passate a puntare ad un touchdown. "Sì la Federazione è cresciuta, nonostante negli anni si siano alternate ai vertici,troppe persone diverse, con idee del tutto contrastanti. Ma nel presente sta cercando di portare avanti idee interessanti - continua Martinetti -. Come quella di creare una serie A unica, per la prossima stagione sportiva e con la limitazione ad un solo straniero per team. Anche le nazionali hanno fatto progressi importanti, sia le giovanili dove io sono allenatore dei quarterback per gli under 19, sia la prima squadra. Entrambe hanno buone chance di fare bene nei prossimi campionati europei del 2008".
Ma fino a che età si può provare a giocare a football? E quanto tempo ci vuole per imparare il gioco? "Noi accettiamo tutti dagli 11 ai 25 anni, ma se qualcuno anche più grande si sente comunque pronto a provare un nuovo sport, noi non gli chiudiamo la porta in faccia... ma a 30 anni è molto difficile gareggiare con ragazzi di dieci anni più giovani e meglio allenati. Però... è tutta questione di cuore e di passione. Per quanto riguarda il tempo necessario all'apprendimento, abbiamo sperimentato nei nostri campus, che basta un mese di allenamenti per imparare a muoversi fra le regole del gioco. Bastano poche sedute per capire che questo sport impone una selezione fisica importante. Ciò che rimane, a chi si appassiona, è lo spirito di gruppo, unico e saldo in questo sport, più che in altri. Il Football racchiude tanti simboli e insegna a sentirsi una squadra in ogni momento della vita".
Voi e lo sport americano? Lo seguite, siete mai andati negli States a contatto con i giocatori o con gli ambienti della Nfl?  "Sì io sono stato nei campus di squadre di college: Siracuse e Los Angeles University e uno di un High school dell'Illinois. L'ho fatto sia da giocatore che per seguire corsi da allenatore. E sono state esperienze indimenticabili. La gestione di una squadra della Ncaa (Il campionato collegiale americano) ha una gestione pari a quella delle più ricche squadre di calcio italiane. Il gap con il nostro mondo è incolmabile. Negli States c'è molta visibilità per tutti e strutture adeguate per ogni disciplina, nella maggior parte delle scuole. Qui una squadra di serie A trova difficoltà ad avere spogliatoi adeguati o uno stadio, anche piccolo, in cui poter giocare".
E per quale squadra tifa della Nfl? "Ho sempre tifato Dallas e ho assistito anche dagli spalti alla vittoria in un Superbowl, la finale del campionato, contro Buffalo a Pasadina (lo stadio di Los Angeles). Ricordi incredibili, il massimo per la mia passione".
Anche nel Football a Torino si respira aria di derby? "Si i nostri rivali sono i Blacks di Rivoli, anche loro grandi appassionati, capaci di affrontare da anni un importante lavoro sulle giovanili che oggi paga veramente. Hanno tanti giovani di talento su cui hanno saputo puntare con lungimiranza. L'anno scorso ci hanno battuti, per la prima volta nella storia, in entrambi i derby! Ma le sfide questa stagione, partono giö con le formazioni giovanili (Under 17 e under 21) che si incontreranno fra Rivoli e Grugliasco (il campo del Cus che ospita le gare dei Giaguari) per due volte nel mese di Novembre.
E quando si vince?
"Noi abbiamo un paio di locali al quadrilatero di giocatori e amici, che fanno per i ragazzi un po' da tana dei Giaguari... ma con due figlie io... non faccio più tanto tardi".
 
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