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Oggi a 98 anni di distanza per i ragazzi allenati dal Sudafricano Nick Mallett il match torinese sarà il secondo di un trittico di gare, i “cariparma test match”, che vedranno gli azzurri impegnati sabato 9 novembre contro l'Australia a Padova e sabato 22 ottobre contro la rappresentativa dei Pacific Islanders (una selezione dei migliori giocatori di Figi, Tonga e Samoa) a Reggio Emilia. Quindi sarà un novembre dominato dalla palla ovale, un ottimo tour de force per valutare i progressi della squadra in previsione dell'appuntamento del prossimo febbraio con il sei nazioni. Per Torino invece sarà l'occasione di celebrare uno sport che vede un grosso bacino di interesse fra i tifosi e un aumento costante fra i giovani praticanti, tendenza in linea con tutto il movimento nazionale, anche se manca ancora alla città una formazione “subalpina” capace di giocare nei vertici del campionato nazionale.
Intanto per merito del Cus, il match non sarà un evento isolato, anzi sarà l'occasione per il lancio di numerose iniziative indirizzate soprattutto ai giovani. Le scuole infatti raggiungeranno il campo “Angelo Albonico “di Grugliasco per poter assistere agli allenamenti della nazionale. Il terreno di gioco adiacente al Barocchio, di proprietà della Provincia e gestito egregiamente dal Cus, che lo rende di fatto l'unico impianto cittadino dedicato esclusivamente al rugby, sarà il vero protagonista della settimana tinta d'azzurro: lì si alleneranno Sergio Parisse e compagni e lì tanti ragazzi potranno sperimentarsi con le regole di uno fra gli sport più nobili. La presentazione del match alla stampa è avvenuta a Palazzo Cisterna, sede della Provincia con la presenza del tecnico Nick Mallett e del manager Carlo Checchinato che alla domanda consueta, su che cosa manca ancora all'Italia per poter arrivare a competere nei massimi tornei rispondono:
“In Inghilterra ci sono più di un milioni di tesserati nel rugby, in Italia i tesserati sono aumentati del 30% perché si è passati da 45 mila a 60 mila, un tendenza positiva ma non ancora sufficiente. Bisogna arrivare almeno a 200 mila praticanti per toccare con mano una crescita qualitativa non solo della nazionale ma anche delle squadre di club. Per ora riusciamo già a fare grandi exploit, giocando anche alla pari con squadre più blasonate. Un po' come fanno gli Argentini, che sono una squadra molto forte, senza avere alle spalle una federazione ricca e numerosa come quella che accompagna le cinque grandi nazioni di questo sport: Francia, Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia e Sud Africa”.
Per spiegare la realtà del movimento italiano è Carlo Checchinato ex giocatore e attuale manager della squadra ad illustrare anche le strategia che vuole attuare la federazione: “Ogni anno il rugby italiano compie dei passi in avanti. Certe mete sembrano ancora lontane, intendo le gare europee per le squadre di club e gli scontri con i colossi come gli All Blacks per la nazionale; d'altro canto la passione stessa per la nazionale ha aiutato a tutti i livelli il movimento, banalmente parlando anche perché è l'unico settore che riesce ad avere degli introiti significativi. Per questa ragione abbiamo presentato la candidatura per poter ospitare i mondiali under 20 (seconda competizione per importanza al mondo) sia per il 2010, sia per il 2011 sia per il 2012... quindi ci sono reali possibilità di ottenerne l'organizzazione. Inoltre stiamo seriamente presentando la candidatura per i mondiali del 2015. Una sfida grande a cui oggi mancano solo le garanzie di denaro che stiamo concordando con eventuali partner. PUn evento del genere in Francia l'anno scorso ha portato un beneficio economico significativo, pari quasi ai mondiali di calcio di dieci anni prima. Per questa ragione ne parliamo non più come ipotesi ma come serio obiettivo”. Una bella sorpresa per i presenti e anche per il padrone di casa, Antonio Saitta, sorpreso, incuriosito e subito illuminato “Se questo è il progetto, che io prima non conoscevo, mi interessa incontrarci a discutere. Possiamo dare un grande appoggio sia come città sia come territorio, coinvolgendo anche la Regione, mettendo a disposizione il nostro sapere coltivato durante le Olimpiadi e tutti gli altri eventi sportivi che abbiamo ospitato in questi due anni”. Secca la risposta di Checchinato “L'aiuto che ci serve si quantifica in euri... e non in euro perché sono davvero tanti”. Fra le risate torna la serietà dell'amministrazione anche per voce dell'assessore allo sport di Torino Renato Montabone commenta: “E' chiaro che si tratta anche e soprattutto di quello” e Saitta “Noi ribadiamo che questo progetto ci interessa, ospitare squadre, delegazioni, giornalisti e gestirne la logistica è un campo in cui siamo stati stimati a livello mondiale”. Godiamoci l'evento... coltivando un grande sogno.
I biglietti per la sfida sono in vendita presso le ricevitorie Listiticket www.listicket.it <http://www.listicket.it/> o contattando il numero verde 199.109.783 i prezzi vanno dai 20 euro per le curve (10 ridotto Under 18) ai 55 per la tribuna Ovest. |