Sempre in piazza Vittorio saranno inoltre allestiti diversi tendoni che richiamano i bivacchi della carovana che segue la competizione nel deserto, all'interno saranno esposti i gadget del rally dei faraoni, nonché i gadget offerti dagli sponsor dell'evento. "Sarà un giorno di festa - racconta Marco Bucci responsabile dell'organizzazione -, si potrà assistere a spettacoli di danza del ventre, saranno esposte statue provenienti dal museo Egizio e addirittura si vedranno passeggiare i dromedari in piazza Vittoria. Si ascolterà anche tanta musica infatti durante la giornata si alterneranno diversi concerti che terminerà alla sera, quando salirà sul palco Irene Grandi. Il tutto sarà seguito in diretta da Radio 105 con la voce ufficiale di Ringo, grande appassionato di questo sport".
Ma veniamo all'organizzazione puramente agonistica dell'edizione 2008, il rally dei faraoni o Pharaons come viene chiamato a livello internazionale, si svilupperà su 7 tappe, per un totale di quasi 3 mila chilometri con trasferimenti ridotti al minimo e partenze ed arrivi delle speciali accanto a bivacchi, come è tradizione del Pharaons. Infine una novità per il 2008: ci sarà una tappa "marathon" per mettere tutti, per una sera, sullo stesso piano, professionisti ed amatori. La più grande innovazione però sta proprio nel regolamento: in via sperimentale per il 2008 si dà il via ad una classifica per nazioni, preludio di un Trofeo delle Nazioni che potrebbe vedere la luce nel 2009. "Sono due grandi novità - continua Bucci -, che potrebbero segnare un cambiamento decisivo per la storia di questa competizione. Per quanto riguarda la Marathon la regola è di partire per la tappa senza toccare il mezzo (auto o moto) dopo l'arrivo di quella precedente. E' un modo per dare ai piloti privati, almeno per una frazione, gli stessi strumenti dei grandi team". Per quanto riguarda i "teatri di battaglia" Il Pharaons 2008 si snoderà come di consueto sulla direttrice est-ovest, da Il Cairo verso Baharija e Siwa, ma non mancano certo le novità. La seconda tappa, infatti, sarà una boucle con epicentro presso l'oasi di Baharija e il tracciato farà rotta verso sud fino a Farafra, per poi tornare all'oasi delle 3 mila mummie. Non si attraverserà il deserto bianco, oramai divenuto off-limit per le competizioni motoristiche, ma si percorrerà comunque una bellissima zona ai suoi margini, forse ancora più spettacolare e comunque inedita. Poi in direzione Siwa in un tripudio di dune cattedrali, di spianate di sabbia dorata, un vero paradiso per gli amanti del deserto. L'ultima tappa riporterà i concorrenti verso Il Cairo, con la passerella finale di fronte alle Piramidi di Giza. 2900 i chilometri complessivi del Pharaons 2008, con soli 150 spesi nei trasferimenti.
"Il rally dei faraoni - conclude l'organizzatore - è un lavoro lungo e faticoso che alla decina di persone, me compreso, che compongono il nucleo dell'organizzazione, costa un anno intero di lavoro. Oltre a ciò, durante lo svolgimento della competizione, lavorano 130-140 persone nello staff, fra cui medici, tecnici e operatori. Tutti intenti ad operare nel deserto. L'organizzazione di tutto ciò richiede un lavoro ingente ma la passione e la competenza di tutti, permettono di godere delle emozioni di una delle gare considerate fra le più affascinanti del mondo".
Si può quindi a ragione considerare il Rally dei Faraoni un qualcosa di torinese? "Certamente sì è una gara che deve essere sentita come torinese. E' un evento che lo stesso Comune considera secondo per importanza solo ai Giochi Olimpici e per questa ragione si impegnerà moltissimo per fornire comunicazione, infine è praticamente tutto torinese anche il cuore dell'organizzazione. Per concludere bisogna sottolineare che questa edizione, avrà una copertura televisiva, grazie alla redazione sportiva di Italia Uno, davvero notevole". Occhi puntati dunque sul fascino di questa gara che parte dall'ombra della Mole per giungere alle pendici delle Piramidi di Giza.
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