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di: Filippo Vernetti Gli inglesi del Notts Country, il club professionistico più antico al mondo, da cui la Juventus ha “ereditato” le divise bianconere nel 1930, hanno fatto da “sparring partner” alla serata. “Quando abbiamo scoperto la storia della maglia bianconera in sostituzione della antica maglia rosa - racconta Marco Balich di K-events - non abbiamo avuto grandi dubbi: si tratta di un tassello fondamentale di un percorso di narrazione e di emozione nella storia del club”. Durante la festa vengono ripercorse le vittorie, i trofei, i campioni che hanno fatto grande la Vecchia Signora. Posto d’onore è riservato alla Famiglia Agnelli, che quasi 90 anni fa ha legato il suo nome a quello della società. L’arena è stata realizzata secondo i dettami dell’architettura eco-sostenibile: tutti i materiali che lo smantellamento del Delle Alpi ha prodotto sono stati recuperati. Si è così potuto riutilizzare 40mila metri cubi di calcestruzzo, 5mila tonnellate di acciaio, 2mila metri quadrati di vetro, 300 tonnellate di alluminio, riducendo costi, sprechi e limitando i problemi di smaltimento. Fonti energetiche green (pannelli fotovoltaici e impianti solari termici) garantiscono la produzione di energia elettrica e di acqua sanitaria per gli spogliatoi e le cucine dei ristoranti. Un pool di esperti ha plasmato “l’astronave” del tifo: il progetto firmato da Gino Zavanella e Hernando Suarez si avvale della collaborazione di Giugiaro Design, impegnato nello studio delle aree esterne, del profilo dell’impianto e dei due pennoni esterni, alti 86 metri, “vessillo” della struttura, e di Pininfarina Extra, che ha disegnato il salone d’onore, i palchi, gli spalti, le panchine, e i ristoranti. La copertura degli spalti, ispirata alle ali degli aerei, e testata in galleria del vento, è in una membrana trasparente, in parte opaca, per consentire una visione ottimale del campo sia durante il giorno che in notturna, permettendo contemporaneamente il passaggio dei raggi del sole per la crescita del manto erboso. L’assenza di barriera e la distanza minima dal campo (la prima fila dista appena 7 metri, l’ultima 49) rivoluzionano il mondo del pallone, abbattendo quelle distanze che separano dal rettangolo verde. La sicurezza è affidata al sistema di controlli distribuiti sull’anello che circonda lo stadio, alle 16 passerelle di accesso ai settori, ai sistemi tecnologici che vigilano agli ingressi. L’assenza di barriere consente poi il tranquillo deflusso del pubblico, accolto in spazi aperti. In prossimità della tribuna Est sono intitolate 39 stelle, a ricordo dei 39 tifosi della Juventus che il 29 maggio 1985, a Bruxelles, persero la vita durante la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Verranno ricordati con il nome della persona e la scritta Heysel, 29-5-1985. Anche nel futuro Museo (i lavori dovrebbero concludersi nella primavera del 2012), è prevista un’area per testimoniare i fatti di quella tragica notte. Vicino allo stadio verranno poi “aggiunti” la sede sociale, i campi destinati alle Juventus Soccer School e allo sport amatoriale.
I NUMERI 41 mila posti a sedere 3600 posti corporate 4 mila i posti auto nell’area dello stadio 150 mila i metri quadrati dedicati a parcheggi e servizi 355 mila i metri quadrati dell’area urbana interessata dal progetto 150 mila i metri quadrati di aree dedicate ai servizi 34 mila i metri quadrati di area commerciale 30 mila i metri quadrati di aree verdi previsti all’esterno dello stadio
Bardonecchia Capitale Bianconera La Vecchia Signora ha scelto di giocare in casa la preparazione della stagione 2011/12. I giocatori guidati da Mister Antonio Conte sono saliti a Bardonecchia, tra le montagne dell’Alta Val Susa, per il ritiro estivo pre-campionato. Dal 7 al 17 luglio la cittadina della Val Susa si è vestita di bianconero: bandiere e immagini dei campioni che hanno fatto grande la società di corso Galileo Ferraris hanno colorato le vie del centro storico. Un evento che ha calamitato migliaia di tifosi che per giorni sono gravitati attorno al campo d’allenamento e il Summer Village, centro dedicato al mondo Juve e ai suoi sponsor. Una delle aree più frequentate è stata quella del nuovo stadio. Un corposo cartellone di eventi ha scandito i giorni del ritiro: domenica 10 luglio sul palco di piazza De Gasperi hanno fatto passerella i giocatori della Juventus ma anche Camilla e Giovanni Borsotti, Mattia Casse, Francesca e Matteo Marsaglia, azzurri della nazionale italiana di sci, Francesca Bugnone, campionessa di mountain bike, in una ideale carrellata sui giovani talenti dello sport tricolore. Franco Neri, “fuoriclasse” della risata, ha divertito il pubblico con lo spettacolo “Non posso raccontarvi tutto … (dei 150)”, una personale e irresistibile rilettura dell’Italia e dei suoi abitanti nell’anniversario dell’unità del Paese. Lunedì 11, davanti a supporter scatenati, Paolo Belli, juventino doc, ha presentato la squadra al gran completo. La nuova compagine dovrà far dimenticare le ultime annate, segnate da prestazioni deludenti. Per farlo si è affidata ad Andrea Pirlo, l’ex centrocampista rossonero è stato tra i più invocati, dimostrando di essere subito entrato nel cuore dei tifosi.
GIORGIO CHIELLINI: PRONTI A RIPARTIRE Dimenticare gli ultimi campionati, ripartendo con determinazione e fame di vittorie. È questo l’imperativo categorico lanciato da Giorgio Chiellini, colonna della Juventus e difensore della Nazionale. Quali gli obiettivi di quest’anno? “È presto per dirlo. Vogliamo comunque fare bene, gli ultimi due campionati ci hanno segnato: il 7° posto in classifica è stata una botta difficile da digerire, non ne possiamo più di vivere delle stagioni da non protagonisti. Sulla carta le potenzialità ci sono. L’essenziale è cambiare atteggiamento, dimostrando sul campo il nostro valore. Il problema degli ultimi due anni è stata questa mancanza di spirito. È ora di svoltare”. Su quali aspetti Mister Conte ha lavorato di più? “Ha insistito per inculcarci una mentalità vincente. Lui stesso è un esempio: è stato capitano di una squadra in grado di fare incetta di trofei. Sta a noi seguirlo, mettendo in pratica i suoi insegnamenti”. Milan e Inter restano le naturali candidate allo scudetto? “Il campionato è tutto da giocare. L’anno scorso è stato lungo e incerto fino all’ultimo. Dovremmo incentrare la stagione seguendo l’esempio del Napoli, capace di lottare per lo scudetto fino alle ultime giornate”. Non giocare le coppe è un vantaggio? “Potrebbe: durante il primo anno di Ranieri abbiamo fatto bene”. Hai mai pensato di lasciare la Juve? Durante le vacanze il telefono non ha mai squillato? “Sono stato due settimane negli Usa, se ha suonato non l’ho sentito… Battute a parte: non ho mai pensato di lasciare Torino. Le vacanze mi hanno comunque aiutato a scacciar via i pensieri negativi e a ripartire con nuova energia. Ero parecchio abbattuto a fine campionato”. Ti aspettavi l’entusiasmo dei tifosi durante il ritiro a Bardonecchia? “Assolutamente no, sono sincero, non mi aspettavo di trovare così tanto affetto e calore da parte del pubblico”.
A MELEZET VINCE LA SOLIDARIETA’ Durante il ritiro non sono mancati i momenti dedicati alla solidarietà. A Melezet, frazione di Bardonecchia, il Centro di Coordinamento Juventus Club Doc, ha organizzato presso il ristorante Il sole e la Luna, una cena di beneficienza a favore della Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna, da anni impegnata nell’ampliamento del reparto di neonatologia dell’ospedale torinese. Durante la cena che ha visto la presenza di Marchisio, Matri, Quagliarella, Pirlo, Buffon, guidati da Antonio Conte e Massimo Carrera, sono stati raccolti circa 6 mila euro.
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