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Giovanni Soldini

di: Liliana Carbone
Un mese e mezzo fa Giovanni Soldini ha fatto il suo ingresso al Politecnico di Torino ed è stato per lui un vero e proprio “bagno di folla” in mezzo ai futuri ingegneri del capoluogo piemontese. Molti di questi studenti infatti avranno a che fare con il mare in un futuro molto vicino, progettando imbarcazioni tecnologiche e all’avanguardia ma sempre nel rispetto dell’ambiente. Imbarcazioni speciali per la verità: perché dovranno vedersela con una risorsa, le acque del mare appunto, di ogni dove e trasparenza, da salvaguardare. Come fa un capitano nei confronti del suo equipaggio quando è in mezzo al mare più profondo e i venti soffiano a velocità sorprendenti.
Dalla traversata dell’oceano Atlantico al Politecnico: che vento l’ha spinto fin qui?
“Parlare ai giovani del mare e di come tutelarlo quando in ballo c’è la progettazione di imbarcazioni tecnologiche e sofisticate è stata una buona occasione che ho accettato molto volentieri. Tecnologie eco-sostenibili e rispetto dell’ambiente sono argomenti che mi interessano e mi piace confrontarmi con i giovani che amano e rispettano il mare”.
I temi dell’incontro “Navigare: arte, tecnica, rispetto dell’ambiente” sono stati la fisica applicata, il rispetto per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabile e pulita, il tutto nell’ottica del turismo nautico. Che preparazione deve avere un navigatore attento all’ambiente e soprattutto che ha a che fare con imbarcazioni sempre più tecnologiche?
“La navigazione da diporto è uno sport, una passione, un mestiere e in tutte le accezioni richiede ingegno, abilità, capacità di fare, regole e tecniche. Ma non bisogna dimenticare e sottovalutare tutte le implicazioni ambientali che questa disciplina comporta”.
Quali?
“Come lo smaltimento dei rifiuti in mare e il contenimento dell’inquinamento. Il mare è una risorsa importante per l’uomo, per questo bisogna rispettarla e proteggerla. Come? Attraverso la cura delle zone protette e l’utilizzo di energie rinnovabili. Ecco perché alla base della progettazione di nuove imbarcazioni bisogna pensare a come ottimizzare il prodotto guardando all’ambiente, in modo che le stesse siano più ecologiche possibili e mi riferisco a motoscafi e barche a vela”.
Queste imbarcazioni come possono essere più ecologiche?
“Gli esperti del campo pensano ad imbarcazioni più leggere, costruite con materiali ad alta efficienza; pensano ad imbarcazioni dotate di tecnologie a basso consumo e con più fibre vegetali, come sughero e resine contenenti alte percentuali di sostanze naturali. Altro aspetto importante è poi l’utilizzo di materiali di legno provenienti da foreste gestite in modo corretto e responsabile”.
Lasciamo il mare per un momento e parliamo di lei. È il fratello del regista Silvio Soldini: qual è il film che ama di più?
“È “L’aria serena dell’ovest”. È sicuramente uno dei film che rivedo sempre volentieri”.
Vive a Sarzana, in provincia di La Spezia: qual è la giornata tipo di Giovanni Soldini?
“Non ho mai una giornata programmata. Sono sempre in giro per l’Italia, tra cantieri e nuove città, a cercar soldi per promuovere progetti e ottenere nuovi sponsor. Una giornata tipo non esiste per uno come me”.
E quando si deve preparare per una nuova sfida in mare, come si svolge la sua giornata?
“In questi casi preparo la barca e navigo il più possibile per essere pronto”.
Quali sono le prossime tappe?
“Il prossimo inverno faremo tre record nell’Oceano Atlantico, sarà una grande sfida!”.
Infine, qual è il segreto che l’ha portato a diventare uno dei più grandi velisti al mondo?
“Come in tutte le cose e professioni è necessaria una buona dose di dedizione e di passione, quest’ultima poi non deve mancare mai. Nel mio lavoro ci sono queste due cose importanti che mi hanno portato lontano”.

lifestyle
Qual è il suo capo di abbigliamento preferito? La t-shirt.
Cosa fa quando il vento non soffia e resta “piantato” in mare?
Cerco di fare andare avanti la barca il più possibile. A tutti i costi!
Piatto preferito al ristorante? Cotoletta alla milanese (da buon milanese quale sono!).
Piatto preferito in “mezzo al mare”? Un bel piatto di riso integrale.
La tappa più avvincente che non scorderà mai? Il “Giro del mondo” del 1999.
Il colore preferito? Il blu.
Il suo porta fortuna? Non ce l’ho.
Il suo peggior nemico? La noia.
Quando ha avuto davvero paura del mare? Un sacco di volte!
Come si definirebbe? Non mi definisco.
Qual è il soprannome usato dagli amici? Mi chiamano Gio.
Se Torino avesse il mare? Bello! Torino mi piace, la trovo molto bella!

 

 

 

 
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