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Derby: Slancio di Vita le leggende di Toro e Juve danno spettacolo

di Filippo Vernetti

La Torino sportiva ritrova il sorriso all’Olimpico. Nell’annus horribilis del calcio cittadino, con Torino e Juventus mestamente indirizzate a galleggiare nelle parti meno nobili dei rispettivi campionati di A e B, c’è voluto il derby SLAncio di vita, per rivitalizzare ambienti e, soprattutto tifoserie.
Organizzato e fortemente voluto dalla Fondazione Vialli & Mauro, ha visto scendere in campo il 23 marzo la crema delle formazioni bianconere e granata del passato: la stracittadina benefica ha infatti potuto contare su campioni del calibro di Beppe Furino, Paolo Montero, Fabrizio Ravanelli, Stefano Tacconi, Moreno Torricelli, Enrico Annoni, Gianluigi Lentini, Roberto Policano, Luca Bucci, Martin Vazquez.
Ma le vere “guest star” della serata, invocatissimi dai supporter, sono stati Zinedine Zidane, tornato protagonista sotto la Mole, Pavel Nedved (nonostante l’addio al pallone risulterebbe decisivo in qualsiasi formazione), Edgar Davids, pronto a “ringhiare” contro gli avversari, Emiliano Mondonico, rimasto nei cuori della Maratona, il “collega” Marcello Lippi, acclamato come salvatore della patria bianconera e Leo Junior, il brasiliano dal passo felpato, è anche riuscito ad andare in gol.
Sugli spalti è stato subito derby, con le due curve a beccarsi a suon di sfottò (“Avete impegni per domenica?” è stato l’ironico striscione dei tifosi della Scirea, in “carenza” di vittorie in questo campionato), un “amarcord” dei tempi andati, quando la stracittadina divideva, per giorni, le due anime di Torino.
È stato derby anche in politica, con i due candidati sindaco Michele Coppola e Piero Fassino, presenti in tribuna d’onore.
Il compito di battere il calcio d’inizio del match (diretto dall’arbitro Roberto Rosetti) è toccato a Giampiero Boniperti e Sauro Tomà, due leggende dello sport. Ma prima il momento più toccante con Mario Melazzini, presidente di AriSLA, accompagnato sul terreno di gioco da Alex Del Piero, e Michele Riva, l’ideatore dell’iniziativa, con al fianco Rolando Bianchi, salutare il pubblico. “Grazie al vostro aiuto possiamo continuare a credere nella speranza - ha spiegato Melazzini - e la speranza per i malati è vita”. Poi il match è entrato subito nel vivo: nel primo tempo sono gli over 45 di Toro e Juventus a contendersi la vittoria. La spuntano i granata con una bella rete di Junior, servito da Schwoch, lesto a infilare Stefano Tacconi in uscita disperata.
Nel secondo tempo la musica cambia: gli over 35 bianconeri schierano una team stellare: con Davids, Zidane e Nedved a imporre gioco e numeri. Nonostante i due palloni d’oro in campo è comunque il Toro a guadagnarsi gli applausi, andando in rete con Lentini. Palla al centro, i ragazzi guidati da Marcello Lippi agguantano il pareggio con Pavel Nedved, la “furia ceca” sigilla la sua performance sullo stesso campo dove aveva dato l’addio al calcio, il 31 maggio 2009, contro la Lazio. C’è ancora tempo per vedere il vantaggio della Vecchia Signora, con un bel tuffo di testa di Stefano Porrini, e un salvataggio della retroguardia granata su tiro a botta sicura di Christian Vieri, uno che in carriera ha vestito la casacca di Torino, Juventus, Atletico Madrid, Lazio, Inter, Milan, Monaco, Sampdoria, Atalanta e Fiorentina, per citare le società più blasonate.
A due minuti dal triplice fischio di chiusura il gioco si interrompe per la consegna dell’assegno a Mario Melazzini, con il ricavato di 233 mila euro che andrà a finanziare il progetto di ricerca Eposs, per la lotta contro la Sla. “Grazie di cuore - ha sottolineato il presidente di AriSLA -. Questa sera siete stati la voce e le gambe di tanti malati. Arrivederci al prossimo anno”. C’è ancora tempo per una pacifica invasione di campo, poi i fuochi d’artificio illuminano, di speranza, il cielo su Torino.

MARCELLO LIPPI: PRONTO PER UNA NUOVA PANCHINA
Archiviata la deludente esperienza del Mondiale azzurro in Sudafrica 2010, l’ex allenatore della Juve del quinquennio 1994-99 (un periodo d’oro che ha portato nella bacheca della società di corso Galileo Ferraris tre scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e una Supercoppa intercontinentale) è sempre in cima ai pensieri della curva bianconera. “È normale - argomenta il mister colloquiando con i giornalisti - che quando la squadra soffre venga fatto il mio nome ma da due anni c’è una dirigenza nuova che sta lavorando bene. I tifosi non devono disperare: c’è serietà e entusiasmo, l’obiettivo è riportare la squadra in alto. Gli ultimi contatti che ho avuto con la Juve risalgono a un po’ di tempo fa (il famoso incontro di Recco con Jean Claude Blanc, ndr)”.
Dopo qualche mese di riflessione Marcello Lippi è pronto ad accettare sfide impegnative, immergendosi nel calcio che conta. “Ho voglia - rivela - di tornare a sedermi in panchina. In questo momento mi piacerebbe provare un’avventura all’estero ma dovrebbe trattarsi di un progetto interessante. In questo caso sarei disponibile. Conto di allenare comunque per ancora due, tre anni”.

ZIDANE INCANTA IL PUBBLICO
Fisico asciutto, stessa dimestichezza nell’accarezzare il pallone, mettendo a sedere gli avversari con una finta. Zizou Zidane non sembra aver mai lasciato il calcio. La conferma è nei tocchi, morbidi e raffinati, dispensati durante il match. Prima di infilarsi negli spogliatoi, trova il tempo per scambiare qualche battuta con la stampa, esaminando lo stato di crisi della compagine bianconera: “Questa maglia ti rimane appiccicata addosso - argomenta - e vedere la Juve in questa posizione di classifica non è bello. Ci va tempo per tornare grandi: sono stati fatti parecchi cambiamenti, pazientare è obbligatorio. Conosco Andrea Agnelli, e gli auguro di fare bene, il nome che porta è comunque una garanzia”.
La stella della nazionale francese e del Real Madrid è rimasto piacevolmente sorpreso dalla performance di Alex Del Piero: “Il gol che ha fatto contro il Cesena - ammette - mi ha stupito. Alex continua a giocare e segnare ad alti livelli”. Non manca un consiglio per la prossima campagna acquisti della Vecchia Signora: “Menez - spiega - ha fatto bene alla Roma, anche alla Juve può tornare utile”.
L’ultimo pensiero è per un suo eventuale futuro nella società bianconera. “A Torino ho passato 5 anni magnifici - conclude - Cosa risponderei se mi proponessero un ruolo da dirigente? Mai dire mai”.

EMILIANO MONDONICO: CUORE TORO
Negli occhi della folla è rimasto quel gesto: la sedia alzata nella notte della sfortunata finale di Amsterdam ‘92. “Un gesto istintivo - afferma - non può essere replicato o fatto tanto per accontentare, ma lo spirito per alzare la sedia c’è sempre. Questa sera due decisioni di Rosetti meritavano forse un’“alzata” ma va bene così, è chiaro che oggi contavano cose molto più importanti”, ”.
Per i tifosi granata Mondo (ripresosi dopo il recente intervento chirurgico) occupa un posto speciale. “Il Toro è sempre il Toro - racconta -, tornare qui è stato importante, ho rivissuto l’emozione della curva, di riabbracciare i miei ex ragazzi, di partecipare a una causa importante. Ringrazio chi ha organizzato l’evento, chi ha partecipato sugli spalti. Mi ha fatto molto piacere prendervi parte”.
Una battuta su Lentini: “L’ho visto meglio adesso dell’ultima volta che l’ho allenato”, e sul derby appena terminato: “La prima partita vinta da noi - spiega sorridendo - l’abbiamo interpretata bene tatticamente”, poi i pensieri si concentrano sul futuro della compagine granata: “Lerda - conclude - mi è sembrato molto convinto, fiducioso: è importante per la squadra, sarà lui a trasmette queste sensazioni ai giocatori. A parte la partita che dovranno venire a giocare contro di noi a Bergamo gli auguro di vincere le altre”.

LE STELLE GRIDANO “FORZA RAGAZZI, COMBATTIAMO INSIEME LA SLA!”
Le stelle dello spettacolo si sono date appuntamento all’evento più eccezionale del calcio italiano e torinese. Un bel-calcio-solidale giocato allo Stadio Olimpico di Torino per una questione ben più nobile degli interessi calcistici in senso stretto e di business. Nella serata del 23 marzo scorso la “ragione del cuore” si è chiamata ricerca scientifica. Obiettivo chiaro: combattere una delle malattie rare più dure da mettere al muro, ovvero la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, la malattia rara neurodegenerativa di cui non si conoscono le cause e per cui non esiste ancora guarigione. E con la quale mediamente non si vive più di tre anni. Se un giorno si arriverà a combatterla sarà solo grazie ai contributi della ricerca scientifica e i finanziamenti economici alla stessa ricerca.
In prima fila a dare il proprio contributo “spettacolare” alla serata sono stati personaggi del calibro di Roberto Vecchioni e Ron, che dal palco messo in piedi ai piedi del campo hanno fatto cantare le curve e gli spalti dell’intero Olimpico con le loro bellissime canzoni. E poi Michele, Nikki e Andrea di Radio DeeJay, il comico e attore Franco Neri e ancora Marco Berry (grande tifoso del Toro), fino ad arrivare agli artisti del circo Flic che hanno dato prova di essere all’ “altezza” del loro compito: performance aeree, passeggiate su trampoli e parabole acrobatiche su funi colorate. Sempre più in alto! Tutti insieme per gridare con forza e passione ai malati di Sla “Forza ragazzi, combattiamo insieme la Sla!”

Michele, Andrea e Niki, tifosi juventini e della ricerca
Tifosi del grande calcio e juventini Doc, Michele e Andrea di Radio Deejay, affiancati da Nikki, hanno magistralmente condotto sul campo uno degli spettacoli più attesi del calcio torinese. Muniti di microfoni e di quel proverbiale carisma, hanno aperto le porte del campo per una grande sfida del cuore. Veri mattatori…“Sì. Siamo felici ed orgogliosi non solo di una città come Torino ma degli stessi tifosi, oltre 20mila persone presenti, che, come noi, hanno deciso di sposare una causa importante. E ringraziamo pure il grande capo, Linus, per aver sposato la causa”.
Andrea cosa auguri ai malati di Sla? “Speriamo che gli sforzi fatti diano i frutti che ci aspettiamo. I malati di Sla non sono soli perché per loro c’è attenzione e consapevolezza dei disagi ai quali vanno incontro ogni giorno”. E tu Michele? “Siamo certi che tutti gli sforzi vadano in direzione della serietà. Sostenere la ricerca in questo momento è importante”. Vacanze (meritate) in vista: da maggio finalmente Michele e Andrea faranno una pausa. Michele dove andrai in vacanza? “Ho la cittadinanza a Formentera visto che è da 15 anni la mia meta preferita”. Andrea? “Io andrò invece alle terme di Bacedasco!?”.

CIRCO FLIC: ACROBAZIE DA BRIVIDO E GRANDI SPERANZE
“La ricerca scientifica deve andare avanti e sempre più in alto per assicurare ai malati di Sla una vita migliore”. Se lo augurano a gran voce gli artisti del circo Flic che hanno dato prova della loro bravura attraverso acrobazie da brivido dentro e fuori lo stadio. Tra acrobazie aeree, animazioni e performance da lasciare senza fiato il pubblico, gli artisti del circo Flic hanno regalato emozioni sul filo dello spettacolo e del brivido più autentico. Trampolieri e burleschi clown, aggrappati a funi colorate come angeli in volo e abili maghi, hanno regalato il loro spettacolo.
Anche voi in prima fila… “Sì, speriamo che questa iniziativa sia un volano per dare ancora più spazio alla ricerca di cui c’è davvero bisogno” dice Maria Grazia, una di loro, in un momento di pausa, lontano dai riflettori. “Io stessa lo spero per i malati di Sla e anche per una persona molto vicina a me che è assicurata alla ricerca scientifica”

ROBERTO VECCHIONI E RON: CANZONI DI IERI E DI OGGI
Si sono abbracciati a lungo Ron e il professore di “Samarcanda”, il vincitore del Festival di Sanremo che non poteva far mancare nella scaletta del suo repertorio di canzoni di ieri e di oggi la sua romanticissima “Chiamami ancora amore”.
Dopo aver calcato il palco dello stadio Olimpico, Ron è andato incontro all’amico Roberto Veccnhioni e si sono abbracciati e salutati a lungo. Insieme hanno dichiarato il loro entusiasmo per un evento eccezionale come il derby “Slancio di Vita” a cui non sarebbero potuti mancare come importanti testimonial.
Insieme i due grandi artisti italiani hanno fatto cantare a squarciagola il pubblico presente, un folto numero di bambini, mamme e papà, giovani e coppie.
Come è stato professore? “È stata una bella emozione condividere con loro un importante progetto di solidarietà”
Ron è da anni vicinissimo al progetto dell’associazione AiSla (di cui è presidente il dottor Mario Melazzini, malato di Sla).
Come è stato cantare per i malati di Sla? “Cantare per loro e per la ricerca mi ha regalato un’adrenalina pazzesca sul palco! Mi sono venuti alla mente ricordi di infanzia, quando a sei anni correvo e cantavo in mezzo ai campi di girasole, e tutte quelle persone che all’Olimpico cantavano con me mi sembravano tante teste di girasole in movimento. È stato meraviglioso”.

FRANCO NERI: “IN CAMPO HA VINTO LA SOLIDARIETA’”
Chi a vinto questa sera? “Ha vinto la solidarietà di tutte le persone che hanno partecipato a questo evento, dando speranze ai malati di Sla”.
Franco Neri si spoglia della sua veste di attore e di comico per vestire i panni reali della solidarietà nella vita di tutti i giorni.
“Ha vinto il 45505, abbiamo vinto tutti noi” dice entusiasta.
Si è divertito? “Sì, molto e spero davvero che si trovi il sistema per curare questa malattia che rende sempre meno coscienti le vittime che colpisce, facendo perdere loro la voce e la voglia di vivere. Dobbiamo impedire tutto questo”.
La sua voglia di fare anche sul fronte dello spettacolo va forte come un treno.
Progetti futuri? “Per il cinema ho due progetti in cantiere; a teatro sto portando in tutta Italia il mio spettacolo “Non posso raccontarvi tutto dei 150…”.
A Torino la vedremo presto? “Sì, la prossima tappa è il teatro Gioiello di Torino dove il 5 maggio porterò un nuovo spettacolo dedicato a tutti quelli che nella loro sfortuna non possono guardare alla vita con il sorriso”.

MARCO BERRY: “I VERI VINCITORI SONO LE PERSONE PIù SFORTUNATE DI NOI”
“Sono uno che ha deciso di soffrire nella vita” lo dice stringendo tra le mani la sua inseparabile sciarpa granata che tiene incollata al collo “ma una serata così importante come questa mi fa dimenticare i dispiaceri” e sorride. Marco Berry, storica Iena di Italia1 e grande illusionista spettacolo, è in prima fila per urlare ai malati di Sla “Stringete i denti ragazzi, andate avanti! Ce la faremo tutti insieme!”. Quando pensa a loro? “Fa male pensare che ci sono persone che stanno peggio di me e allora mi rendo conto di essere davvero fortunato. Me ne rendo conto ogni giorno”. Anche sul lavoro? “Sì. Infatti sto girando una serie di quattro puntate di un programma tv che verrà trasmesso a giugno dove si racconta la storia di ragazzi e non, in lotta con la vita per problemi davvero importanti. Eppure vogliono andare avanti. E io sono sempre più convinto che i vincitori sono loro, non chi si lamenta per cose inutili, e qualche volta lo facciamo noi stessi e non ce ne accorgiamo”.

 
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