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Sport in bianco

di Roberto Amati

Se qualche anno fa ci avessero parlato di un Piemonte ‘bianco’, sportivo e internazionale, avremmo risposto: impossibile! Ma il primo decennio del XXI° secolo ci ha dimostrato, invece, che ci sono le condizioni affinché la regione più industrializzata d’Italia possa cambiare la propria immagine e rivelarsi un luogo adatto a ospitare manifestazioni sportive invernali di rilievo mondiale. È quello che accadrà, infatti, nella stagione 2010/11, con le gare mondiali di slittino artificiale, di snowboard e di bob/skeleton. Un intenso calendario di sport invernali ‘minori’ permetterà, agli appassionati o ai turisti che affolleranno, come ogni anno, le piste e le località alpine piemontesi, di conoscere i migliori atleti in attività nelle discipline più spettacolari della neve: velocità e precisione per lo slittino e il bob, che possono superare i limiti di 120 km/h scivolando all’interno di un budello surgelato, lungo qualche chilometro e su un dislivello di diverse decine di metri; tecnica ed equilibrio per lo snowboard e il freestyle, giù lungo le piste naturali o facendo evoluzioni nelle pipe sistemate in diverse stazioni sciistiche di tutto il mondo. E, certamente, gare di livello mondiale vedranno, sulle piste del Piemonte, atleti preparati per il massimo sforzo competitivo necessario ad aggiudicarsi i titoli in palio. Lo spettacolo è garantito, dunque, per tutti coloro che vorranno partecipare e scoprire più da vicino queste discipline.
La speranza è forte anche per gli organizzatori degli eventi e per gli addetti agli sport invernali italiani e regionali, che si sono dati appuntamento il 18 novembre scorso a Torino, alla presentazione alla stampa delle gare e delle squadre nazionali impegnate. Dopo aver cantato tutti insieme l’inno nazionale italiano, in apertura di conferenza, gli azzurri capitanati da Armin Zöggeler, plurititolato campione di slittino individuale (vedi intervista), hanno sfilato e si sono presentati ai giornalisti presenti in tutta la loro simpatia e allegria (la gran parte di loro sono giovanissimi!), soprattutto nel momento della presentazione delle divise ufficiali di snowboard, disegnate da On the Edge nei colori verde, arancione, rosa e viola con la collaborazione e i suggerimenti dei ragazzi stessi.
Ricordando l’enorme sforzo economico profuso per costruire gli impianti olimpici di Torino 2006, per la XX° edizione dei Giochi Olimpici Invernali, l’assessore allo sport del Piemonte, Alberto Cirio, ha sottolineato l’importanza di un simile investimento per la regione, in termini di ritorno d’immagine nel circuito mondiale degli sport invernali. Ove il Piemonte può ora collocarsi in modo stabile, proprio grazie all’impianto di Cesana Pariol, l’unica pista di slittino e bob attiva in Italia e tappa fissa del programma della Coppa del Mondo. Lo stesso assessore ha voluto confermare che l’impianto resterà aperto anche ai turisti e agli atleti dilettanti, per promuovere lo sport di base ma anche per sviluppare il turismo e il lavoro in un settore che, negli ultimi anni, ha visto raggiungere la quota di tre milioni di visitatori annui. Peraltro, la proposta di Cirio è di realizzare in Valle di Susa, già sede delle Olimpiadi, la “Coverciano della neve”: un complesso di impianti e strutture per lo sport invernale, dove possano allenarsi e prepararsi le squadre nazionali di tutte le discipline olimpiche, rimanendo però anche a disposizione di tutti gli altri atleti e dei turisti sportivi. Questo è il progetto accolto e promosso anche dalla F.I.S.I., la Federazione italiana degli sport della neve presieduta da Giovanni Morzenti, il quale ha ringraziato gli enti locali per l’impegno economico e organizzativo dedicato agli eventi mondiali e alle manutenzione degli impianti, che sono fondamentali per la preparazione degli azzurri. Ai quali ha chiesto il successo sulle piste di Cesana, di Limone e di Bardonecchia, proprio per premiare il Piemonte del suo sacrificio. È stato un invito raccolto anche dal Presidente del Coni piemontese, Gianfranco Porqueddu, che crede molto nel rilancio dello sport in Piemonte, a iniziare dalle scuole, passando anche attraverso tali eventi di richiamo mondiale. Cui, ci ricorda, si aggiungeranno nel corso del 2011, per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia, anche gli Europei di Nuoto, i Mondiali di Scherma, le gare di Coppa del Mondo di sci alpino femminile a Sestriere e i Mondiali disabili. Lo sport insegna, dice Porqueddu, che il “lavoro di squadra” può essere utile anche alla politica, soprattutto se si collabora fra enti locali e istituzioni centrali per una migliore destinazione delle risorse. Dello stesso avviso sono stati anche il Comitato Organizzatore Eventi ed il Sindaco di Cesana, felicissimi di poter ospitare gli allenamenti delle squadre nazionali degli sport invernali minori e di sfruttare al meglio la pista di Pariol e gli impianti sciistici della Via Lattea, a vantaggio dei turisti. Similmente, Limone Piemonte, località di montagna ai confini con la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra, per voce del suo primo cittadino, ritiene fondamentale rilanciare l’immagine sportiva del Piemonte in modo positivo e pedagogico nei riguardi soprattutto dei giovani, creando anche rapporti di collaborazione transfrontaliera con le altre regioni europee, che siano capaci di agevolare la mobilità e l’accesso agli impianti ai turisti.
Limone Piemonte, ad esempio, ha operato attraverso lo Sporting Club della Riserva Bianca per attivare, all’aeroporto di Cuneo-Levaldigi, due nuovi collegamenti aerei con Londra, a partire dal 27 dicembre su linea Ryanair, e con Cagliari, grazie a Meridiania per tre volte alla settimana, allo scopo di aprire il mercato inglese e isolano alle piste sempre molto innevate della località cuneese. Dove, il 19 e 20 dicembre, si terranno le gare di slalom speciale e gigante di Coppa Europa femminile: un ritorno dello sci alpino in attesa di ottenere, magari in un prossimo futuro, anche una tappa del circus mondiale. Sarebbe il meritato riconoscimento a ingenti investimenti fatti da Limone per rinnovare il parco degli impianti di risalita e per la costruzione di un secondo “kinder park” nella località Sole, una delle più frequentate dai turisti monegaschi e nizzardi, da sempre di casa alla Riserva Bianca.

cime d’eccellenza
Un po’ tutti, quindi, puntano sulle eccellenze invernali del parco montano del Piemonte, che può vantare tre comprensori sciistici di fama internazionale, quali la Via Lattea, il Monterosa Ski e la Riserva Bianca, appunto. Senza dimenticare, però, le stazioni di Alagna-Valsesia (nota come “freeride paradise”), Val Formazza, Domodossola e Macugnaga, di Chiusa Pesio, Bardonecchia, Pian del Frais, Prali, delle Valli di Lanzo e della Valchiusella, delle valli cuneesi di Varaita, di Po e di Vinadio, ben attrezzate per lo sci nordico, e ancora di Lurisia e San Giacomo di Roburent. Un intero arco di Alpi, dalle cime elevate e sempre ‘bianchÈ, che può contemplare un parco di piste completamente innevate tutto l’anno, per diverse centinaia di chilometri, dotate dei più moderni impianti di risalita e di piste illuminate per sciare in notturna, oltre agli tanti anelli e ai percorsi dello sci di fondo in quota ai massimi livelli tecnici, agli impianti di snowpark e bordercross per i più giovani, a kinder park e aree relax e solarium all’aperto in quota, un pò ovunque. Lo spettacolo è garantito anche dal fatto di poter sciare al cospetto delle cime più elevate d’Europa: dal Monte Rosa (4.634 mt a Punta Dufour) al Gran Paradiso (4.061 mt), oppure al Monviso (3.841 mt), al Rocciamelone (3.538 mt) o il Monte Argentera (3.297 mt alla punta sud). Gli sport e le “attività della neve” praticabili nelle varie località piemontesi vanno dallo sci alpino, in pista e fuoripista, allo sci di fondo, in anello o nei percorsi boschivi, dall’arrampicata classica a quella per via ferrata, potendo appoggiarsi alle decine di rifugi in alta quota sempre ben forniti e mantenuti, dall’escursionismo sulle racchette da neve (“ciaspole”) al freeride su snowboard, per i più spericolati, fino alle più tranquille passeggiate con slitta trainata da cani husky o con le biciclette da neve, o alle discese naturali col bob o lo slittino. Tante, divertenti e diverse attività sportive invernali, da praticare in compagnia o con l’ausilio di maestri ben preparati nelle località invernali più note e antiche dell’intero comprensorio alpino europeo.
Il Piemonte possiede anche una lunga tradizione montanare, che ha segnato la storia dello sport italiano e internazionale. Se vi fossero ancora dei dubbi sul fatto che il Piemonte sia una regione “montanara”, è sufficiente ricordare che l’etimologia del suo nome, sia in piemontese che in occitano, stà a indicare la sua particolare posizione “ai piedi del monte”. Che sia anche sportiva lo dimostrano i numerosi successi ottenuti in tanti altri sport e il vitale movimento di base regionale. Infine, che il Piemonte abbia una dimensione internazionale è storia nota già agli antichi, ben consci che, oltre la catena alpina che circonda la regione, vi fosse l’Europa raggiungibile attraverso i numerosi valichi alpini tuttora frequentati. Cui si aggiungerà nei prossimi anni la Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità che attraverserà l’intera Pianura Padana per collegare i due estremi del continente, mentre sono in funzione da decenni i collegamenti ferroviari che attraversano il Piemonte, collegando il centro dell’Europa al porto di Genova e al resto dell’Italia. Terra di confine, dunque, montana e sportiva per vocazione, la regione Piemonte si apre a nuove sfide future e lo fa cominciando dai Mondiali di slittino di Cesana 2011.

Zöggeler TRA GLORIA E NORMALITà
Nello slittino rappresenta ciò che Juan Manuel Fangio o Michael Schumacher sono stato per la Formula Uno, Giacomo Agostini o Valentino Rossi nel motomondiale, Rod Laver o Bjorn Borg nel tennis, Fausto Coppi, Eddy Merckx o Lance Armstrong nel ciclismo: un “campionissimo”, vincitore di innumerevoli titoli per quasi vent’anni, recordman e mattatore assoluto di disciplina. Una carriera di grandi successi, dunque, che non sembra essere ancora terminata e che, speriamo, ci darà ancora grandi emozioni e gioie. Eppure, incontrandolo di persona, durante la conferenza stampa di presentazione dei Mondiali di Cesana 2011, hai l’impressione di parlare con un uomo assolutamente “normale”, lontano da quell’aurea di gloria e, talvolta, di boria ch circonda i campioni di discipline più blasonate. Zöggeler non abbandona mai la sua aria seriosa e spontanea, si presta sereno ai cronisti e agli appassionati, rispondendo con impegno a tutte le domande che gli poni. E ti sorprende…
Armin, visto che siamo in argomento: come si trova sulla pista di Cesana, dove ha sempre vinto in ogni gara cui ha partecipato? “Abbiamo fatto la preparazione estiva con soddisfazione trovando buone condizioni per gli allenamenti. Io, di solito, preferisco che le temperature esterne siano fredde e la pista ghiacciata, e questo capita spesso a Cesana, per cui personalmente sono contento”.
Cosa le piace di più di questa pista? “Quella di Pariol è una pista che ti impegna sin da subito, è molto tecnica in cima e poi ti concede la velocità nel finale. Non hai il tempo di rilassarti o distrarti, insomma”. Quindi, per lei ci sono buone possibilità di vincere il suo sesto Mondiale? “Sicuramente, giocarli “in casa”, a Cesana, mi regala uno stimolo ulteriore. Quindi, sono contento di fare i mondiali qui e ringrazio la Fisi e gli organizzatori per questa grande impresa”.
Parlando di successi e di record, pensa di riuscire a raggiungere il record di Prock di dieci Coppe del Mondo vinte in carriera? “Non è facile: per riuscirci, dovrei rimanere in buona forma per tutta la stagione e, poi, ormai i miei avversari più giovani stanno crescendo e sono, ogni giorno, più esperti e più bravi. Diciamo che questo record non l’ho programmato…”.
Però avrà programmato il prossimo futuro: per quanto pensa di continuare ancora? “Penso di poter gareggiare bene ancora per almeno due anni, forse riuscirò ad arrivare fino ai Giochi di Soci 2014. Per ora, mi sento bene, sto bene fisicamente e sono ancora motivato a correre”.
Vede rivali importanti nelle giovani generazioni italiane? “Nella squadra azzurra ci sono molti validi atleti, ma sono ancora giovani e ci vorrà ancora qualche anno prima che possano lottare alla pari degli avversari tedeschi o austriaci. Certamente, in Italia non abbiamo le possibilità di paesi come la Germania o l’Austria, dove la pratica dello slittino è più diffusa ed esistono impianti di qualità e grandi tradizioni sportive”. Allora, valuterà positivamente la proposta di fare di Cesana la “Coverciano della neve”? “Per esperienza, posso dire che allenarsi su una pista casalinga, in Italia, è importantissimo perché ti permette di regolare al meglio le condizioni di temperatura della pista e di testare l’attrezzatura tecnica impiegata. E poi, non devi fare lunghe trasferte estere”.
Ormai il suo sodalizio con Cesana è consolidato: il Sindaco ha detto che le conferirà la “cittadinanza onoraria” ai Mondiali. “Si, è vero e ne sono felice e orgoglioso. Così avrò un’occasione per venirci più spesso, anche aldilà delle sessioni di allenamento”.
A proposito di velocità e dei test tecnici: è ancora efficace la collaborazione con la Ferrari? “Si, è ancora valida per i pattini che abbiamo testato nella galleria del vento, in stabilimento. Ma nel 2010 siamo rimasti fermi”.
So che lei è un grande appassionato di automobilismo sportivo e della Ferrari e allora le domando: cosa ne pensa della sconfitta di Alonso nell’ultimo Mondiale? “Mi dispiace molto per lui e per la Ferrari, di cui un sono grande tifoso. In effetti, non ho capito il motivo del pit-stop anticipato, perché sia stato fatto così presto. Tanto che, dopo, non gli ha più permesso di recuperare”.
Da amante della velocità, lei però ha preferito correre sullo slittino: cosa l’ha spinta verso questa disciplina? “Direi che è stata una scelta naturale, nel senso che ci vado da quando ero bambino: lo usavo per andare a scuola, mi divertiva e mi appassiona ancora oggi. Poi, un giorno sono entrato nel club della mia cittadina e ho iniziato a gareggiare… e non mi sono ancora fermato. Per me è sempre stato un gioco, prima che una professione. Non l’ho programmato”.
Cosa direbbe a un giovane che dovesse scegliere lo slittino? “Lo slittino è uno sport difficile e poco praticato in Italia. Da noi, in Trentino è una tradizione comune, che si inizia da bambini e insieme alla famiglia. Spesso, di sera, si esce dopo cena e invece di stare davanti alla televisione, se c’è la luna piena, si va sua una malga o in una stradina in discesa e ci si diverte insieme. Per tutti è una passione, poi per qualcuno diventa una cosa più seria”.
Succederà anche a sua figlia? “Non lo so. Sta iniziando la carriera adesso: vedremo”.

titoli da record
Armin Zöggeler, nato a Merano nel 1974 e cresciuto a Foiana, in provincia di Bolzano, è il più grande atleta dello slittino italiano e uno dei massimi interpreti di questa specialità invernale, quindi gran favorito ai prossimi Mondiali di Cesana 2011 dove potrebbe cogliere il sesto successo individuale e arricchire ulteriormente l’impressionante palmares che gli appartiene.
Dopo aver vinto la Coppa del Mondo juniores a soli 14 anni, pur penalizzato dalla completa assenza di piste per slittino in Italia, cosa che lo costringeva ad allenarsi nella vicina Austria, ha vinto il primo dei suoi dodici Campionati nazionali nel 1993, preludio alla medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Lillehammer ’94 e al titolo mondiale juniores dello stesso anno, cui seguì il primo Campionato mondiale senior l’anno successivo. Quindi, nel 1998 venne la seconda medaglia olimpica, questa volta d’argento vinta a Nagano in Giappone, e la prima Coppa del Mondo. L’apoteosi fu ai Giochi invernali di Salt Lake City 2002, con la vittoria della sua prima medaglia d’oro olimpica, bissata quattro anni più tardi a Torino, proprio sulla nuova pista di Cesana, mentre nel 2004 ha aggiunto anche il titolo europeo alla sua bacheca. Quest’anno ha già vinto la nona Coppa del Mondo personale e ha collezionato la quinta medaglia olimpica, stabilendo il record per l’Italia di podi consecutivi alle Olimpiadi. Tra gli altri record, ha il primato assoluto di vittorie individuali in Coppa del Mondo, 34, ed è a soli due titoli dal record assoluto nazionale di vittorie totali negli sport invernali (51). appartenente ad Alberto Tomba. Il computo finale di Armin consta di due medaglie d’oro olimpiche, cinque Campionati del mondo, due Campionati europei e dodici italiani, cui si aggiungono nove Coppe del Mondo generali di slittino. Tra le altre soddisfazioni personali, il conferimento dell’onorificenza a Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana nel 2002, mentre nel febbraio 2008 ha ricevuto la promozione a vice brigadiere dei Carabinieri, per cui gareggia da anni, per meriti sportivi. E tutti lo ricordiamo, ai Giochi olimpici di Torino 2006, fare il portabandiera azzurro alla cerimonia di chiusura.

 
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