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di Attilio Celeghini Un intero oceano e quattro anni di durissimi allenamenti: questa, per gli atleti azzurri, la distanza che separa Torino da Vancouver, ovvero la straordinaria regina delle Olimpiadi invernali di ieri e quella che a giorni ne raccoglierà il testimone. Passando da un continente all'altro per Costanza Zanoletti lo scenario, però, non subirà grossi mutamenti: non ci sarà più la Mole a stuzzicare l'occhio ai tantissimi turisti estasiati, non ci sarà più il caldissimo tifo a coccolare i campioni di casa, rimarrà comunque l'obiettivo di sempre, il traguardo massimo di ogni atleta: lottare per conquistare una medaglia. Per l'azzurra nata a Novara, ma con radici a Santa Maria Maggiore nel Verbano Cusio Ossola, le promesse sono incoraggianti: cinque volte campionessa italiana e un quinto posto a Torino 2006 nella sua disciplina, lo skeleton, sport dove gli atleti scendono a pancia giù su uno slittino lungo una pista di ghiaccio. Costanza, quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo dello skeleton? "Nel 2002, grazie a un progetto del comitato Fisi Alpi occidentali finalizzato al reclutamento di nuovi talenti da lanciare nel bob e nello skeleton, in vista delle Olimpiadi di casa del 2006. Uno dei responsabili era Paolo Farina, pioniere della disciplina che frequentava il campo di Domodossola dove anch’io mi allenavo per l’atletica leggera. Grazie a lui io e Maurizio (Oioli, unico azzurro presente a Torino 2006 in questo sport, ndr) siamo venuti a conoscenza di questa opportunità e ci siamo lanciati". Cosa ti piace di questo sport? "La sensazione di velocità e di armonia nel danzare con la pista. Questo è uno sport complesso: c’è la componente atletica per la spinta, la componente dei materiali su cui lavorare e studiare, la componente tecnica per la guida. Ogni atleta ha dei punti di forza o di debolezza in qualcuna di queste caratteristiche, ma la qualità fondamentale è la capacità di concentrarsi ed essere rilassati allo stesso tempo durante la discesa". Che obiettivi ti poni per Vancouver? "Di esserci e di fare meglio che posso. Sono stati quattro anni tribolati e sarà difficile ripetere i risultati di Torino 2006. Chi lotta tutti i giorni sul campo come noi sa che già soltanto il fatto di partecipare a un’altra Olimpiade è un grande successo". Per voi atleti piemontesi saranno i Giochi del "dopo Torino". Vi mancheranno la magia e il tifo di quei giorni irripetibili? "Sarà tutto molto diverso. Dal punto di vista umano, le nostre Olimpiadi resteranno uniche e insuperabili". C'è un atleta (nella tua disciplina, o in altre) a cui ti ispiri, o che ammiri particolarmente? "Dico Antonietta Di Martino, record italiano di salto in alto: ha saputo esprimere più del 100% del suo potenziale atletico grazie a una grande determinazione. La ammiro molto". Cosa ti piace fare nel tempo libero? Segui altri sport? "Sì mi piace seguire tutti gli sport, in particolare l’atletica leggera che è il mio primo amore". Da tifosa juventina, come giudichi l'annata di "saliscendi" dei bianconeri? "Non giudico, soffro...". Oltre che in scienze motorie, stai per laurearti in ingegneria informatica. "La tecnologia mi incuriosisce molto, ma in realtà la scelta di studiare ingegneria è figlia della mia passione per la matematica". Hai mai pensato alla tua vita dopo la parentesi agonistica? Come ti vedi "da grande"? "Laureata e disoccupata, come molti miei coetanei...". Se arrivasse qualche importante riconoscimento a Vancouver (tocchiamo ferro...), a chi lo dedicheresti e perché? "Alla mia famiglia, che ha creduto anche più di me in questa avventura, e Gualtiero Guenza che condiviso con me oltre dieci anni di fatiche, soddisfazioni, delusioni e tanta passione per lo sport". Il 2009 è stato l'anno del trionfo femminile nello sport azzurro. E il 2010? "Per quindici, brevissimi e meravigliosi giorni di febbraio sarà l’anno del trionfo degli “sport minori”, come vengono infelicemente chiamati. I quali poi ricadranno nell’oblio, a lottare silenziosamente per altri quattro lunghissimi anni per cercare di guadagnarsi un posto alla prossima Olimpiade". DA TORINO A VANCOUVER La 21° edizione dei Giochi olimpici invernali si svolgerà a Vancouver dal 12 al 28 febbraio 2010. E' la terza volta che l'Olimpiade sbarca in terra canadese, dopo le edizioni di Montreal nel 1976 e Calgary nel 1988, indimenticabile per i colori azzurri grazie alle prodezze di Alberto Tomba, capace di conquistare due medaglie d'oro. Un'ottantina le nazioni partecipanti (cinque le debuttanti assolute), 15 le competizioni inserite nel programma, tra cui - per la prima volta - figurerà lo skicross. Sempre a Vancouver si svolgeranno, dal 12 al 21 marzo, le Paralimpiadi invernali, giunte alla decima edizione.
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