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Il Giro d'Italia diventa centenario |
Proprio quella prima edizione detiene un record praticamente "insuperabile" essendo stato con i suoi 2.448 chilometri, il giro più breve fra tutte le edizioni disputate. L'edizione del Centenario invece correrà per 3.395,5 chilometri e sarà un viaggio fra i luoghi più belli d'Italia: Venezia, Torino, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Napoli, Positano, le montagne storiche di Coppi e Pantani, gli Appennini e la durissima scalatta alla Majella, e poi arrivi e passaggi indimenticabili: il Lido di Venezia, Le Cinque Terre, Ercolano, il Vesuvio, Piazza del Duomo a Milano, il Colosseo e San Pietro. Non sono i numeri ma è il percorso il vero grande protagonista di questa edizione, studiata e attesa da tempo. Una successione di tappe che onorano le tradizioni per regalare al pubblico, ai corridori e agli appassionati, un Giro d'Italia da ricordare per tutta la vita. Ma veniamo alle grandi novità: la tappa conclusiva sarà Roma e non, come abitudine, Milano, a cui verrà comunque concesso il meritato onore di città "devota al Giro d'Italia" in ogni sua edizione, con una speciale tappa (la nona) denominata "Show day"; una gara simile ad un campionato del Mondo attraverso un percorso tutto cittadino, fra Parco Sempione e piazzale Loreto, passando più volte dal traguardo, posto praticamente ai piedi della Madonnina. La prima tappa sarà una cronometro a squadre (specialità amata più dal Tour de France che dal Giro d'Italia in vero) ma fra calli e gondole, nel romantico scenario veneziano, sarà il modo migliore per presentare al pubblico e a tutto il Paese, i team che si daranna battaglia vera, a partire dal giorno successivo. Vengono onorati come meritano, in questo percorso "centenario", anche Torino e il Piemonte, riproponendo duranta la 10 tappa la famosa Cuneo-Pinerolo, tragitto che accompagnò ad un leggendario successo Fausto Coppi nel 1949. L'Airone su una strada ancora "bianca", ossia non asfaltata, partì in fuga già dalla prima vetta, il Colle della Maddalena, arrivando al traguardo dopo oltre 200 chilometri di fuga, con 11 minuti e 52' di vantaggio sul secondo, Gino Bartali e 19 minuti sul terzo, Alfredo Martini. Purtroppo una valanga sulle pendici francesi del Colle della Maddalena hanno indotto gli organizzatori a 30 giorni dalla partenza del Giro, ad un improvviso cambio di tracciato. Non si svalicherà più la frontiera per salire sulle vette dell'Izoard e del Vars, ma si correrrà interamente sul territorio piemontese, mantenendo identici i luoghi di arrivo e di partenza. Si percorrerà tutta la Val Chisone salendo fino al Sestriere e poi da Oulx, si svolterà in Val di Susa, scalando ancora il Moncenisio e scendendo fino ad Avigliana. Insomma su è giù per le montagne olimpiche.
Sarà come sempre una tappa davvero importante, forse non decisiva come in altre circostanze, visto che è in programma durante la seconda settimana di gara e visto che sono state cancellate tre importanti scalate, ma che potrebbe comunque creare dei divari molto consistenti fra i candidati al successo finale ed esaltare al tempo stesso le doti dei grandi scalatori. Coppi nel 1949, Basso o Cunego quarant'anni dopo? Nel corso dell'unidicesima tappa, il 20 maggio, la carovana in rosa ripartirà da Torino (festa e partenza in Piazza Castello) e attraverserà Asti e Alessandria, quindi il passo del Turchino, per approdare a Genova. Qui un'altra grande gara aspetta i corridori, una cronometro individuale durissima, attraverso le località delle Cinque Terre. Poi a Firenze, in onore di Bartali e a Bologna per Magni. Ancora da raccontare la tappa del 29 maggio: Avellino-Vesuvio, lungo tutta la costiera amalfitana, con passaggio da Salerno, Amalfi, Positano, Sorrento, Castellamare di Stabia ed Ercolano, prima di affrontare l'insidioso traguardo in salita "in coppa al Vulcano". Tappa finale da "Colossal" a Roma.Ultimo giorno, ultima gara a cronometro fra i Fori Romani, il Colosseo, il Vaticano, Porta Pia e il Circo Massimo. Un Giro d'Italia bello come non mai, con gli italiani Basso, De Luca, Simoni e Cunego ad affrontare Sastre, Menchov, Cancellara, Evans, Leiphaimer, Schleck e soprattutto lui... Lance Armstrong, tornato in attività dopo due anni di abbandono e che nonostante la frattura della clavicola subita a due mesi dal via, è voglioso di conquistare una gara storica in cui non ha però mai gareggiato. Mancherà invece lo spagnolo Alberto Contador, il vincitore della passata edizione, Cosa fare quindi? Scendere per le strade, come facevano i nostri nonni, divertirsi con la musica e la festa della Carovana organizzata che precede la corsa, e poi aspettare sui tornanti o dai balconi o davanti a casa i corridori in fuga, per applaudirli e incoraggiarli... perché il giro è anche e soprattutto questo. La partecipazione secolare della gente in strada.(di Roberto Pelleriti)
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