Hanno colori vivaci e portano i nomi accattivanti di Street-player e Ploof. Gli inventori di queste due creature, dai tratti per certi aspetti futuristici ma realizzati con tecnologie esistenti, sono la torinese Emanuela Giusio, 23 anni, e l'israeliano Axel Dichamp, 21, studenti della prima scuola in Italia, lo Iaad che ha attivato una specializzazione in Architettura della Carrozzeria nel 1978, e oggi è l'unica a livello nazionale ad essere riconosciuta ufficialmente all'interno della Comunità Europea in qualità di Bachelor. "Questo prestigioso progetto è nato dalla ricerca di nuovi concept nel mondo degli scooter e ha coinvolto inizialmente 10 ragazzi provenienti da tutto il mondo del secondo e del terzo anno del corso di Transportation Design - spiega Emanuele Bomboi, designer di esterni presso il Centro Stile Fiat e professore che ha seguito il lavoro -. A questi studenti Yamaha ha chiesto di sviluppare una personale visione dello scooter del prossimo futuro tenendo conto tuttavia del target di chi li usa, che è in costante inseguimento dei nuovi trend del momento. Obiettivo: superare le aspettative del cliente di fronte a vendite in discesa sul mercato e offrire molto di più di quello che si aspetta". Due i modelli dai quali sono partiti i designer: il cinquantino per i giovanissimi, dai 16 anni in su, che vogliono distinguersi dagli altri, e il due ruote fino a 250 di cilindrata pensato per un target più adulto e alla ricerca del comfort. Da questo lavoro, che è iniziato a dicembre del 2005 e si è concluso lo scorso luglio, sono stati scelti i due migliori modelli del progetto "Yamaha next move" e ora non aspettano che essere ammirati dal pubblico degli appassionati e, perché no, di cavalcare le strade del successo. "Street-player è nato pensando ad una sfera avvolgente che contenesse tutti i divertimenti dei ragazzi - spiega Emanuela Giusio -. Mentre creavo il mio scooter ideale pensavo a cosa vorremmo avere noi ragazzi sempre con noi: dal cellulare, i giochi e la musica, che sono scaricabili con una chiavetta elettronica dal sito della Yamaha e fruibili attraverso il cruscotto dello scooter, a optional insostituibili come le casse per ascoltare la musica, la borsa estraibile per le ragazze alla moda e un porta oggetti. Mi innamoravo del mio scooter, che ha le sembianze di un cavallo a dondolo motorizzato, ogni momento che passavo a lavorarci". Axel Dichamp, che ha anche ottenuto uno stage presso la Ducati italia, ha, invece, pensato al suo due ruote come ad un corpo che incarnasse sicurezza e confort e il nome Ploof ne racchiude il senso. "Come quando si è a casa seduti sul divano del proprio salotto o su una sedia comoda e avvolgente - spiega soddisfatto -. Ecco allora lo scooter di chi cerca tutte queste esigenze: la robustezza nella linea ma anche la comodità: un tutto unico che guarda al futuro". Quanto è stato impegnativo disegnare e quindi "adattare" la nuova carrozzeria alla potenza del motore e allo stesso tempo alle esigenze dei clienti e del design del momento? "Generalmente la potenza di un motore non influisce sensibilmente sulla carrozzeria del veicolo - spiega Axel Dichamp -. Per soddisfare i clienti abbiamo cercato di trovare un concetto che cambiasse le loro sensazioni e il loro stesso stile di guida. Mentre, per quanto riguarda i modelli, abbiamo cercato ispirazione nei diversi campi del design, e tutto questo ha voluto dire tante ore di ricerca concettuale e di stile".
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