La cucina del Sol Levante

Negli ultimi anni sono comunque sempre più frequenti gli scambi tra la cucina giapponese e italiana. Oggi i più blasonati ristoranti della penisola ospitano chef di Kyoto, Osaka, Kobe. "Un'invasione" reciproca, visto che a Tokyo i locali che propongono piatti "made in Italy" hanno superato quota 4 mila, con standard qualitativi molto elevati, tanto da far esclamare ai critici del Gambero Rosso, una delle riviste di critica gastronomica più accreditate, come la capitale giapponese stia diventando la 21° regione italiana. "La chiave di tanto successo - sostiene - sta forse nella semplicità e nella somiglianza che c’è tra certi piatti delle due cucine".

Ma anche le ricette e i prodotti del Piemonte stanno lentamente facendo breccia tra i buongustai giapponesi. Qualche anno fa Sayaka ha scritto un libro dove ha svelato ai suoi connazionali le prelibatezze della tavola torinese. Un lungo reportage che l’ha portata tra le cascine e i vigneti della regione, alla scoperta di sapori tradizionali. Scorrendo le pagine si trovano le ricette degli agnolotti, delle acciughe al verde, della polenta, del bûnet. "Molti giapponesi - spiega - conoscono il Barolo ma non sanno che in Piemonte c’è una cittadina che si chiama così. I vini e i tartufi sono sicuramente i prodotti più conosciuti, le altre specialità incominciano solo adesso ad essere apprezzate". Curiosando nella dispensa delle materie prime utilizzate dagli abitanti del Sol Levante si scoprono poi certe affinità con gli ingredienti di casa nostra. "I soba - racconta -, degli spaghetti di grano saraceno che vengono mangiati in brodo, un po’ assomigliano ai tajarin". Ma il piatto che probabilmente riscuoterebbe il maggior successo oltre oceano è la bagna cauda. La "bandiera" della cucina piemontese potrebbe presto avere nuovi "adepti". "Può funzionare benissimo - conclude -. Le acciughe sotto sale, le verdure, l’aglio sono ingredienti che piacciono molto. La prima volta che l’ho assaggiata mi ha impressionata al punto da farmi balenare l’idea di aprire un ristorantino a Tokyo dove servire fumanti porzioni di bagna cauda".

Il bello della cucina sono le contaminazioni. E poi volete mettere l’emozione di intingere il cardo gobbo nella bagna cauda usando le bacchette?

LE SPECIALITA’ DELLA CUCINA GIAPPONESE

Specialità simbolo della cucina nipponica sono il sushi, delle palline di pesce crudo avvolte da riso e alga, e il sashimi, fettine di pesce crudo guarnite con decorazioni di verdure. Apparentemente facili da eseguire entrambe le preparazioni richiedono una tecnica di taglio che si impara alla perfezione solo dopo anni di esercizio. "Anche la tempura - afferma Sayaka Miyamoto, giornalista, il nostro fritto, è molto apprezzato e imitato dai cuochi europei. E’ una pastella fatta con farina di grano, acqua ghiacciata e uova. Le verdure o i pesci vengono poi fatti soffriggere per pochi istanti nell’olio di semi. Il risultato finale è una frittura leggera e croccante". Le zuppe, preparate con qualsiasi ingrediente e servite anche fredde, gli spaghetti di grano, il tofu, il formaggio di soya, sono i piatti che si possono incontrare scorrendo i menù dei ristoranti etnici. "La carne è poco diffusa - afferma -. Solo negli ultimi 100 anni è stata introdotta nell’alimentazione. Prima era proibita o veniva consumata dalle persone benestanti. Un ingrediente che non manca mai è invece la salsa di soya, si usa dappertutto, un po’ come il vostro parmigiano".

 
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