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Arriva il caldo torrido, le serate si trascorrono all’aperto, nei dehors dei locali, in giro per i parchi e nei tanti punti verdi o semplicemente passeggiando per le strade, ed il consumo di questa straordinaria bevanda naturale, tocca picchi sempre più alti. Del resto la birra è sicuramente la bibita estiva per eccellenza. Così abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori un servizio esclusivo e tutto dedicato ad una delle bevande più antiche e più amate dalla gente. E ci immaginiamo molti di voi, mentre leggono questo articolo, sorseggiare un traboccante boccale di birra fresca e appena spillata. Procediamo con ordine, cercando di tracciare un breve percorso attraverso la storia della birra che ha una tradizione millenaria alle spalle. L’orzo, da cui si ricava, grazie alla fermentazione, veniva coltivato già dal lontano 4.500 a.C. in Mesopotamia, e potrebbe addirittura essere stato il primo cereale seminato dall’uomo. Sembra che questa bevanda, debba i natali alla diffusa abitudine, a quei tempi, di conservare i cereali nell’acqua, dove poi avveniva la prima fermentazione. Probabilmente a qualcuno venne in mente di assaggiare quello strano intruglio schiumoso, prodotto dalla reazione tra il cereale e l’acqua. Certo non sarà stata buona come quella che siamo abituati a consumare oggi, ma evidentemente i nostri antenati dovevano aver intuito che aveva delle grosse potenzialità, soprattutto perché molto aromatica e dissetante. Gli Egizi attribuirono, invece, la sua invenzione al Dio protettore dei morti e considerarono uno stretto legame tra birra e immortalità, tanto che i Faraoni si facevano pagare in forma di tasse con vasi colmi di birra. In Italia, approdò grazie agli Etruschi che portarono in patria e coltivarono, per primi, l’Orzo.
Passiamo ora alla nostra città che svolse un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la diffusione di questa straordinaria bevanda. Anche a Torino l’abitudine al suo consumo era piuttosto antica, anche se fino a due secoli fa, era ancora considerata un lusso e soltanto nel Novecento divenne di uso comune. Sul sito www.mondobirra.com, si trova un’ampia e dettagliata sezione dedicata alla sua storia. Il motivo è molto semplice. E’ qui che nacque la prima fabbrica di birra in Italia, la Bosio&Caratsch, situata in Borgata San Donato, dove allora scorreva il canale Torino che forniva un’acqua purissima, adatta alla fermentazione. La Bosio&Caratsch, oltre al prezioso contributo di un’acqua così preziosa, doveva la sua fama anche al metodo di fabbricazione, basato unicamente sull’uso di luppolo e orzo, senza aggiunte di alcool.
DOVE SI BEVE
Oggi, sono ancora molti i birrifici nella nostra regione. In Piemonte se ne contano, in tutto, diciassette. Ai nostri lettori vogliamo fornire alcune dritte "stuzzichevoli" che riguardano Torino e dintorni. A pochi passi dal centro, si trova il Birrificio Torino, dove è possibile degustare quattro varietà di birra artigianale: la Biondoppia, la Rufus, la Clara e la Gina. Dal 2000, il capiente ma sempre affollato locale situato in via Parma, costituisce un punto di riferimento per tutti gli amanti della birra artigianale.
Se invece state tornando in città, dopo un rilassante weekend in Val di Susa, sulla strada di ritorno dal Sestriere, c’è il Birrificio Beba, dove fanno "la bionda" come una volta, nel rispetto delle antiche tradizioni dei maestri birrai, e quindi senza aggiunta di anidride carbonica, antiossidanti o conservanti. Si trova a Villar Perosa ed è aperto soltanto la sera dal giovedì alla domenica. Infine, a Chieri, c’è il Grado Plato, aperto dal 2003. Offre un ampia scelta di artigianali unite ad una cucina attenta alle specialità del territorio, e vanta l’invenzione di una nuova varietà, denominata Sticher, prodotta con materie prime coltivate in loco.
FA BENE ALLA SALUTE?
Recentemente sono stati fatti molti studi sulle doti di questa bevanda così diffusa che sembrerebbe avere proprietà benefiche per la nostra salute, a patto che se ne faccia un uso moderato ed accompagnato da un corretto regime dietetico, visto il grosso apporto calorico. E’ ormai, infatti, da più parti riconosciuto che un consumo moderato contribuisce a ridurre il rischio di malattie coronariche e cardiovascolari, grazie soprattutto alla vitamina B6, in grado di prevenire nel corpo umano, l’aumento di un particolare tipo di aminoacidi chiamato ‘omocistrina’, che si ritiene possa provocare un incremento del rischio di attacchi di cuore.
A TUTTO PASTO
Per avere un quadro d’insieme, delle varie opportunità che la birra offre a tavola, ci siamo rivolti al direttore di Assobirra, Filippo Terzaghi. "Il trend di consumo della birra in Italia è in crescita, anche se rimaniamo ancora il popolo che consuma meno birra rispetto al resto d’Europa. Questo è dovuto, in gran parte, al fatto che da noi la birra, viene vissuta come una bevanda estiva e rinfrescante, ma non da associare ai pasti. Per questo tutti i nostri sforzi, stanno convogliando verso la creazione di una cultura di prodotto. La birra come bevanda che ben si accompagna ai piatti della nostra tradizione è un concetto che a fatica, stiamo cercando di far passare anche nel nostro Paese. I primi segnali positivi, li stiamo registrando dall’attenzione che recentemente, anche le maggiori guide alla ristorazione ed i grandi ristoranti, dedicano alla birra, inserendola nei menù e nella lista delle bevande".
Quali sono i Paesi europei dove il consumo è maggiore? "Sicuramente, rispetto all’Italia, dove il consumo medio è di 30 litri, abbiamo la Repubblica Ceca, con 220 litri, ed a seguire la Baviera e la Germania."
Ci può dare qualche suggerimento, per accostare i nostri piatti alla birra? "Iniziamo dal pesce. Sicuramente uno degli abbinamenti più riusciti è quello delle ostriche servite con birre della tradizione Stout, le scure irlandesi. Con le altre varietà di pesce, in genere, si abbina la Weizen della tradizione tedesca e belga. I primi piatti a base di pomodoro si accordano con le birre a forte connotazione di luppolo, i formaggi alle doppio malto, mentre per i dessert consiglierei le birre d’Abbazia ad alta fermentazione.
Pizza e birra vanno daccordo? "Pizza e birra, da noi, vanno per la maggiore. Sicuramente si accostano bene. Con la Margherita consigliamo tutte le birre rosse e quelle con nota prevalente di malto. Infine, vorrei regalare un utile suggerimento ai vostri lettori. Non tutti sanno che una verdura da noi molto diffusa, il carciofo, è molto difficile, o quasi impossibile da abbinare con i vini, perché è una verdura dal sapore molto complesso. La birra, invece, riesce ad esaltarne al meglio le proprietà ed il miglior abbinamento è quello con le Lager, con note di luppolo molto forti." Per finire vogliamo fornire a tutti i nostri lettori una sfiziosa ricetta a base di birra. |