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di Filippo Vernetti Con Diesel Farm ha portato la moda in fattoria. Renzo Rosso, il vulcanico patron dell’abbigliamento griffato, rivoluziona i canoni dell’agricoltura e dell’enologia presentando prodotti che abbinano design, rispetto per l’ambiente, allettando i sensi. Nel 1994 il presidente e fondatore di Diesel acquista una tenuta di oltre 100 ettari sulle colline attorno a Marostica, nel vicentino. Figlio di contadini non ha dimenticato il legame con la terra: nasce un’oasi naturale con pascoli, olivi, piante da frutto, orti… Dalle uve, coltivate su terreni esposti a Sud, produce tre vini. Nulla è lasciato al caso: dall’invecchiamento in barrique, al packaging delle bottiglie, ai tappi in sughero, lunghi cinque centimetri. Il numero portafortuna di Rosso. Quando ha deciso di diventare produttore di vino, grappa e olio? “Quando ho acquistato il terreno non immaginavo ancora lo sviluppo dei prodotti Diesel Farm. All’epoca esisteva già un vigneto coltivato a uve Merlot, Cabernet e Chardonnay. Le viti erano vecchie e molto sfruttate, le tecniche di produzione erano solo funzionali alla quantità più che alla qualità. Da allora, la produzione è stata ridotta a circa una bottiglia per pianta e dopo la prima vendemmia, nel 1999, i risultati sono stati incoraggianti. Oggi Diesel Farm ha più di 5 ettari di vigneti coltivati a Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero. Il risultato sono 3 vini: Bianco di Rosso - uno Chardonnay, Rosso di Rosso - unione di Cabernet Sauvignon e Merlot, Nero di Rosso - un Pinot Nero in purezza”. Perché ha scelto proprio le colline attorno a Marostica? “Presentano una combinazione di altitudine, esposizione, clima e qualità della luce che rendono questa zona particolarmente indicata per la coltivazione della vite. Il suolo calcareo e l’incontro dei venti prealpini con quelli provenienti dal mare Adriatico rendono questa zona unica, ideale anche per la coltivazione degli ulivi”. Quali sensazioni ama ritrovare in un bicchiere di vino? “Quando sorseggio un bicchiere di vino, posso assaporarne tutte le sottili influenze. Nel mio vino, come in tutti i prodotti Diesel Farm, ci sono le cose che amo: le mie origini, la mia terra, le tradizioni che ho appreso da mio padre tra cui l’antica arte del vino”. Il cibo è una sua passione? “È una delle cose più importanti nella vita, soprattutto quando rappresenta un momento di convivialità da passare con le persone che amo; per questo sono orgoglioso di Diesel Farm, dove c’è sempre posto per accogliere ospiti e amici sia per una riunione di lavoro che per un pranzo informale” Il vino preferito? “Un vino per il quale ho perso la testa è la Tache Romanee Conti 1988: un mix tra seta e cashmere, imperdibile! Conosco anche champagne buonissimi, apprezzo molto lo stile di questo prodotto e ne riconosco il valore; assaggiare un vino veneto però, non significa per me soltanto bere un buon prodotto bensì immergersi in tutta una serie di valori che mi riconducono alla mia terra e alle mie origini”. È attento alla linea? Come si tiene in forma? “Ogni mattina, prima di andare in ufficio, faccio yoga; quando è possibile, mi piace molto anche giocare a calcio con i miei amici storici”. Quali caratteristiche devono avere i prodotti di Diesel Farm? “Eccellenza in termini di qualità che ne determina una produzione limitata, prodotti eco-friendly fatti nel rispetto di tradizione ed esperienza”. Come studia il design delle bottiglie? “Il design innovativo rispecchia lo spirito originale e creativo di Diesel, recuperando e reinterpretando un concetto legato alle vecchie bottiglie di Madera dove il nome del vino veniva stampato direttamente sul vetro e ogni pezzo viene nominato a mano e firmato dal produttore. Una perfetta sintesi tra passato e futuro”. Perché ha deciso di produrre secondo i canoni dell’agricoltura biologica? “Per valorizzare la natura senza alterarla, viene utilizzata la tecnologia più avanzata ma, come nella tradizione dei nostri padri, il periodo dell’imbottigliamento è determinato dalle fasi lunari che giocano un ruolo fondamentale in natura”. In futuro metterà sul mercato nuovi prodotti? “Fino ad ora abbiamo esplorato le strade delle varietà tradizionali venete con il Bianco ed il Rosso di Rosso; abbiamo poi intrapreso la scelta più innovativa ed ardita del Pinot Nero, difficile ma grande interprete del territorio delle colline di Marostica; produciamo un olio d’oliva del tutto speciale e prezioso in quanto ottenuto al limite nord di coltivazione dell’olivo, in una zona che, al contrario degli uliveti in prossimità del lago di Garda, non può neppure contare sulla presenza protettiva di microclimi particolari. La grappa, infine, ancora elemento di tradizione, è ottenuta dalla trasformazione delle migliori vinacce prodotte in azienda presso Vittorio Capovilla, uno dei più bravi distillatori al mondo; il nostro obiettivo di domani sarà quello di consolidare i risultati fino ad ora raggiunti e riuscire a fornire ai nostri fan quantità maggiori del loro olio e vino preferiti”. Personaggi della moda e dello spettacolo diventati clienti di Diesel Farm? “Fabio Novembre, Lapo Elkann, Francesco Facchinetti, Valerio Golino e Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Beppe Fiorello …”. Sta pensando a un’”alleanza” con altri personaggi dell’imprenditoria interessati a entrare in questo settore? “Per il momento non è nei miei programmi”.
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