"Questo esercizio ha preteso coraggio da parte degli studenti - commenta Carlo Morra, docente di Industrial design presso lo iaad -, ma realizzare un prototipo scala 1:1 significa oggi, esercitarsi su come ci si deve muovere nel mercato del lavoro". I prototipi presentati dagli studenti dello Iaad, sono creazioni che, se da un lato catturano per l’audacia delle loro forme, dall’altro impongono una riflessione, perché si basano su acute osservazioni dello stile di vita in città . E perciò sorprende l’idea della bici pieghevole che si trasforma in trolley o quella da donna con borse laterali a soffietto in stile noir, oppure quelle che hanno un vero e proprio portabagagli all’interno della ruota anteriore. E poi montain bike con due ruote davanti e bici costruite in legno, che grazie alla sua flessibilità , permette di fare a meno di ammortizzatori e forcelle. "I risultati sono a mio parere ottimi - continua Morra -. Ciò che sorprende è che anche le aziende contattate hanno mostrato interesse per i progetti dei ragazzi; questo serve a dimostrare che troppo presto in Italia si è deciso di affidare i progetti sempre ai medesimi studi, firme conosciute e affermate, dando poco ascolto alle scuole o ai laboratori più piccoli e indipendenti". Lo stimolo a inventare, per i giovani studenti, nasce dai nuovi confini dell’utilizzo della bici. Si deve poter portare con sé comodamente, può essere pieghevole, smontabile, ma allo stesso tempo deve essere capiante, deve poter trasportare almeno un passeggero e deve essere fornita di ruote interscambiabili, per poter affrontare percorsi diversi: dallo sterrato alla città . In più si sono studiati almeno cinque modi diversi, per copertoni capaci di evitare il classico incoveniente "dell'infilzata dei binari". Insomma le belle idee camminano da sole e quelle dei giovani studenti dello Iaad sembrano avere un paio di "ped-ali". Una risorsa in più per Torino: città dell’ingegno e nel 2008, capitale mondiale del Design. |
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