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Elenoire Casalegno La bellissima buongustaia torinese

di: Alberto Mauro
Duecentoventisette mila euro e spiccioli. Non è il prezzo di un’auto sportiva, è la cifra record a cui sono stati battuti i 12 tartufi bianchi alla XIII edizione dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’ Alba. Come ogni anno i proventi della serata sono stati destinati a enti e istituti filantropici. L’Asta è stata presentata e battuta dal giornalista di Radio 24 Davide Paolini, al suo fianco un poker d’eccezione: l’attrice e conduttrice Mara Venier, i conduttori Massimo Giletti ed Enzo Iacchetti e la showgirl Elenoire Casalegno. “Un giorno di festa – l’augurio di Mara Venier -, ma non fine a se stesso. Il tartufo bianco è una meraviglia culinaria, ma diventa ancora più buono quando è usato a fin di bene. Buon appetito a tutti!”. Pronti, via: si va in ordine crescente. L’antipasto è il primo tartufo che pesa 220 grammi, giusto per scaldarsi, si parte da una base di 1000 euro, si finisce a 4.500. Il secondo se lo aggiudica Giovanni Rana: 5.000 euro per 230 grammi, poi si sale a 8.500 euro per 320 grammi, e via dicendo, fino al gran finale. I tartufi gemelli salperanno presto per Hong Kong. “Là non c’è crisi – sussurra qualcuno – se lo possono anche permettere”. Oltre al generoso e fortunato Jim Thompson, in video-collegamento dalla Cina c’erano lo chef Umberto Bombana, l’assessore al Turismo della Regione Piemonte Alberto Cirio, il direttore del Centro nazionale studi tartufo, Mauro Carbone, e il Console Generale per l’Italia a Hong Kong, Alessandra Schiavo. Nessuno ha voluto perdersi lo spettacolo. Ci aveva visto lungo il politico e gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin che più di due secoli fa scrisse nella “Fisiologia del Gusto”: “Chi dice tartufo pronuncia una grande parola, capace di risvegliare ricordi sensuali e gastronomici […] Il diamante della cucina può rendere le donne più tenere e gli uomini più amabili”.

Elenoire Casalegno ha sempre avuto le idee chiare, fin da ragazzina. Voleva fare il magistrato e molto probabilmente ci sarebbe riuscita, se lungo la strada non si fosse lasciata tentare dalle passerelle e dalla tv. Bellissima (si vede), simpatica (si intuisce), e mai banale. Nella vita professionale e nel tempo libero ha sempre mantenuto quel carattere un po’ ribelle che la distingueva ai tempi del liceo. “Quando ero giovanissima andava di moda la Juve e Platini – ricorda Elenoire – in più mio padre era un gran tifoso bianconero. Ma io dovevo andare controcorrente, e allora decisi di tifare Inter”. Il 22 novembre 1999 è diventata mamma felice di Swami, nome indiano che significa “maestro di sé stesso”, e ne va fiera. “Anche se è abbastanza impegnativo tenere testa ad una figlia che sta entrando nell’adolescenza”. Insieme a Mara Venier, Enzo Iacchetti e Massimo Giletti ha animato la XIII° edizione dell’ Asta Mondiale del tartufo bianco d’Alba, al Castello Grinzane di Cavour. Torino è una città che porta nel cuore.
Elenoire, avevi mai partecipato ad un’asta del tartufo? “Non è un’esperienza comune, per me era la prima volta. È stata una bella giornata, mi sono divertita moltissimo e ho potuto contare su un compagno d’eccezione: Enzo Iacchetti. Simpatico, ironico ma anche professionale. Avevamo il compito di convincere gli ospiti a fare le offerte più alte per i tartufi che venivano battuti: trattandosi di un evento benefico ce l’abbiamo messa tutta, più di una volta ho letteralmente obbligato il pubblico a fare un’offerta adeguata. La platea si è dimostrata disponibilissima e sensibile. Abbiamo raccolto tanti soldi da destinare ad opere di bene e ringrazio tutti quelli che hanno partecipato”.
Alla fine l’hai anche assaggiato il famoso tartufo bianco? “Certamente. Ho un brutto rapporto con il tartufo, nel senso che mi piace moltissimo ed è molto costoso, per cui cerco di non esagerare. È una prelibatezza, non capita spesso di vederlo sui menu. Mi pare che in passato fosse considerato un cibo povero, un semplice tubero, simile in tutto e per tutto alla patata. Oggi è una patata ma d’oro, difficile da scovare e venduto a peso d’oro”.
Che impressione ti hanno fatto le Langhe? “Il Piemonte in generale, le Langhe in particolare ti viziano. Si mangia e si beve alla grande, c’è grande qualità nei cibi e nei vini. In questi giorni ho assaggiato tutto quello che ho potuto, una vera e proprio scorpacciata di prodotti tipici. Questo è il bello dell’Italia: ci sono antiche tradizioni che rivivono nei piatti tipici di ogni regione, basta spostarsi di pochi chilometri e cambiano i piatti e le usanze. In questo credo che l’Italia abbia da insegnare a tutto il Mondo, siamo fortunati”.
E Torino? “Il mio cognome non mente. “Casalegno” è tipicamente piemontese, e infatti mio padre è proprio di Torino. La città la conosco bene, anche se non ci ho mai vissuto. Ma ci capito spesso, ho molti parenti, zii e cugini sotto la Mole, Torino è una città sempre presente nella mia vita, fin da piccola. Rivederla mi fa sempre una bella impressione, dopo le Olimpiadi del 2006 sembra rinata. Prima sonnecchiava, forse si era un po’seduta, ma gli investimenti per le Olimpiadi le hanno tolto un po’ di “polvere” di dosso. Ora la vedo sotto un’altra luce, è come se avessero acceso dei riflettori su alcuni punti della città. Torino ha sempre avuto un grandissimo potenziale artistico, architettonico e culturale. Per fortuna l’abbiamo riscoperta, sarebbe stato un peccato altrimenti”.
Hai un buon rapporto con la cucina? “Decisamente, mi piace tutto cio’ che ha a che fare con il cibo e la sua preparazione. Ho una gran fortuna, riesco a mangiare praticamente di tutto senza ingrassare. E ne approfitto: a casa ho una cucina industriale e mi piace cucinare. Ma è bello anche quando qualcuno cucina per te, e in questo il mio compagno è incredibilmente bravo. È un chirurgo plastico, ma credo che non avrebbe problemi a sfondare come chef. Per una buona cucina sono fondamentali le materie prime. Anche una semplice pasta al pomodoro può diventare un piatto eccellente se si usano alimenti di prima qualità”.
In tv proliferano programmi di cucina, in ogni salsa si può dire… “Negli ultimi anni la cucina è stata rivalutata, c’è più attenzione ai prodotti di enogastronomia, parallelamente sono nati programmi di ogni genere, e mi piacciono quasi tutti. La cucina è importante, non solo per riempirsi lo stomaco: attraverso il cibo si possono capire le origini e gli usi di un popolo”. Come fai a mantenerti in forma? “Con un po’ di sano esercizio fisico, almeno due volte alla settimana. Senza esagerare: trovo che la vita sedentaria faccia male, ma anche troppo sport può fare danni. Ci vuole equilibrio anche nel tenersi in forma. Seguo il calcio, anche se ultimamente più di uno sport è diventato un business, e tifo Inter”.
Ti seguiremo in tv allora. “Grazie, mi vedrete sul palco del Saturday Night Live insieme al simpaticissimo Beppe Braida, un compagno meraviglioso. Poi l’anno prossimo forse mi vedrete anche altrove, ma è ancora presto, ne parleremo poi”.
 
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