Fabri Fibra: Cultura o “Controcultura”?

di Monica Ferrero
La tentazione di classificare un artista di successo, come Fabri Fibra (vero nome Fabrizio Tarducci ndr) viene un po’ a tutti, ma – dopo un rapido sguardo alla sua carriera ed ai suoi testi – risulta veramente difficile farlo.
Un rapper, un moderno predicatore, un trascinatore di folle o forse più semplicemente un “narratore” della nostra realtà, che ama raccontare i fatti, i sentimenti, le persone dal suo personale punto di vista.
Ecco Fabri Fibra è tutto questo… e molto di più, come lui stesso lascia intendere in occasione della sua partecipazione agli Mtv Days di giugno a Torino, dove – in una puntata speciale di Storytellers – parla della sua vita, del suo successo, dei suoi pensieri e dei suoi progetti, attraverso le sue canzoni.

Partendo dagli esordi, ricorda quando: “Mi telefonò la mia manager e mi disse: “Siamo primi in classifica”. Ecco, allora ho capito che qualcosa era cambiato”. Perché – continua – per un artista è bello avere un consenso, anche se molti lo negano. Ma sono consapevole che più è grande il tuo successo, maggiore sarà il numero di persone che ascolteranno le tue parole, il tuo messaggio. Le rime devono essere facili, per questa ragione è nato il mio nome d’arte: un gioco di parole, veloce da ricordare”.
Da dove nascono le sue canzoni ed i suoi testi lo spiega parlando di quando scrisse la frase “guarda tua madre che piange e non vedi le lacrime …”, pensando alla sua personale situazione famigliare (difficile dopo la separazione dei genitori, durante le scuole medie, ndr) simile a quella di molti giovani suoi ascoltatori. Un immedesimarsi continuo tra l’artista ed il suo pubblico, che – confortato dalla sua sincerità – lo premia sostenendo i suoi dischi e le sue opinioni. “Molti mi chiedono come nasce una canzone – prosegue – una canzone nasce da esperienze di vita personali, tue e degli altri”. Poi ancora: “Non c’è una regola secondo me, puoi prendere qualunque cosa vuoi, basta che riesci a intrattenere. Secondo me, lo scopo del rap è ipnotizzare. Se io riesco ad ipnotizzare qualcuno per 30 secondi, con il rap, sono un bravo rapper. All’inizio per cercare di ipnotizzare, feci un testo che seguiva tutte le lettere dell’alfabeto, il pezzo si chiamava dalla A alla Z”.
Poi è la volta del suo personale pensiero sulla recessione con la canzone “Dieci euro in tasca”, la somma che più o meno tutti i giovani hanno in tasca, con cui però non si può scialare.
Parla anche del suo cambiamento in termini musicali: “Chi è vivo deve cambiare, non cambia chi è morto” e per spiegare che la passione – la sua per la musica – è sempre la stessa, intona “Sempre io”.
Del suo personaggio colpiscono soprattutto i testi, che – come molti suoi fan sostengono – sembrano rime banali, ma che se attentamente riascoltate, nascondono profonde verità. Così una frase come: “Chi più pensa meno fa, chi più fa meno pensa”, facile-facile, ma vera, diventa uno slogan per gli aggiornamenti di status sui social-network. Strumenti che lo stesso Fibra usa largamente per arrivare al suo pubblico, e proprio lo scorso mese, vengono pubblicate nel suo profilo ufficiale di Facebook, le sue parole per la presentazione del nuovo album “Controcultura” in uscita il 7 settembre.
Sempre dal palco degli Mtv Days è lo stesso rapper a spiegare che il suo nuovo lavoro non consisterà solamente in “Controcultura”, ma – “essendo talmente tanti i brani da non poter essere contenuti in un album solo” – a partire dal 20 luglio è stato pubblicato sul sito ufficiale in free-download “Quorum”, un web album contenente altri inediti. Ma ecco le parole del rapper: “Che cos’è “Quorum”? Ci tengo a precisare che i brani che contiene non sono “scarti” del disco in uscita a settembre. Si tratta di un vero e proprio album che ho deciso di mettere in esclusiva-web per tutti quelli che seguono il mio percorso musicale. Considero questo web album un’anteprima di “Controcultura”. In politica il “Quorum” è il numero minimo di voti, necessario per rendere valido un referendum. Nella musica, secondo me, esiste lo stesso meccanismo, il numero minimo di ascoltatori che permette a un artista di continuare la propria carriera, come nel mio caso, voi siete il mio “Quorum”. Il 7 settembre 2010 invece, uscirà in tutti i negozi di dischi e digital store “Controcultura”, il mio ultimo lavoro, il disco che mi sto ascoltando ininterrottamente da un mese.
La sessione musicale di Storytellers prosegue successivamente con duetti di Fabri con il famoso rapper Dargen D’Amico, tra cui il tormentone “Festa Festa” e con il torinese Pula +.
Ora non resta che ascoltare il primo singolo tratto da “Controcultura” intitolato “Vip In Trip” uscito su iTunes lo scorso 27 luglio, per vedere se questo moderno “cantastorie” farà ancora parlare di sé per i suoi testi ricchi di verità o per le controversie montate da lui stesso, come la più recente, sull’ultimo vincitore di X-Factor, Marco Mengoni, dove lo stesso Fibra lo accuserebbe di non voler fare outing per non perdere consensi tra i suoi sostenitori. Le sue sono “solo” scomode verità o progetti costruiti a tavolino per far parlare di sé e raggiungere il successo? A voi l’ardua sentenza …

 
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