Chiara Francini: bella con l’anima
di Filippo Vernetti

Ha convinto anche Spike Lee. Il cineasta statunitense l’ha voluta nel cast di “Miracolo a Sant’Anna”, il film che rievoca l’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema.
Chiara Francini si sta lentamente imponendo tra i volti emergenti del cinema di casa nostra.
Determinata, bella, intellettualmente agguerrita (nel cassetto ha una laurea, con una tesi su “L’arte del dialogo in retorica ed ermeneutica. Il dialogo nel XVI secolo”) seleziona con attenzione ogni lavoro.
Nel 2010 è passata dal ruolo di Bea in “Tutti pazzi per amore 2”, la fortunata fiction di Riccardo Milani, alla “corte” di Fausto Brizzi. Il regista l’ha chiamata accanto a Nicolas Vaporidis in “Maschi contro femmine”, il film corale, girato a Torino, in uscita nelle sale il prossimo anno. Intanto è già impegnata in un nuovo progetto...
Che ruolo giochi in “Maschi contro femmine”? “Sono tra le protagoniste, assieme a Paola Cortellesi, Carla Signoris, Lucia Ocone, Sarah Felberbaum. Nella pellicola l’amore, il lavoro, l’amicizia vengono descritti attraverso le peculiarità dell’universo maschile e di quello femminile, toccando stereotipi e “nervi scoperti” dei due sessi. Faccio una piccola parte anche nel sequel”.
Il prossimo impegno è con “Amici miei... Come tutto ebbe inizio”. “Stiamo già girando. Sono iperfelice di far parte del cast, quasi tutto al maschile. Il prequel è ambientato nel Quattrocento. Accanto a me ho Michele Placido, Massimo Ghini, Christian De Sica, mostri sacri del cinema, e poi c’è lui, Neri Parenti, un vero signore e maestro”.
Quante volte hai visto il film di Monicelli? “Da toscana sono cresciuta recitandone le battute: ormai termini come la supercazzola sono entrati nel gergo comune”.
Ti senti più attrice comica o drammatica? “A teatro ho recitato diversi testi drammatici ma nelle mie corde mi sento più portata per ruoli brillanti: i tempi comici non si imparano, si hanno e basta. E poi è più difficile far ridere che piangere. All’orizzonte ho comunque un progetto di film noir con Stefano Tummolini. Non vedo l’ora di girarlo: ero la co-protagonista di “Un altro pianeta”, la sua opera prima, costata appena 900 euro. Nonostante il budget ridottissimo ha vinto il premio come miglior film al Festival di Bolzano del 2009 e al Festival Opere Prime di Gallio. È stato in concorso al Sundance Film Festival, la rassegna presieduta da Robert Redford”.
Con Spike Lee continuerai a collaborare? “Quest’estate andrò da lui a New York. Ho instaurato un buon rapporto, non stato facile guadagnare la sua fiducia, è taciturno, ombroso, un po’ orso...”.
Vuoi tentare la strada di Hollywood? “Why not? Fisicamente incarno la donna mediterranea, potrei lanciarmi”.
Un ruolo che vorresti interpretare? “Amo i film in costume e avendo un viso non “moderno” mi vedrei bene come Maria Antonietta. Ma ho anche un animo pop e non mi spiacerebbe rifare Amélie o Marylin”.
Meglio una solida carriera come attrice di fiction o puntare tutto sul cinema?“Scelgo sempre la qualità, in televisione, ad esempio, è stato bello lavorare in “Tutti pazzi per amore 2” con Neri Marcorè e Alessio Boni. Ma il cinema resta il mio primo amore”.
Da quale regista ti piacerebbe essere diretta? “Da Juan Josè Campanella (il regista di Dr. House, ndr), Carlo Verdone, Paolo Sorrentino, Daniele Lucchetti”.
È stato difficile farsi largo nel cinema italiano? “Sì, non sono figlia d’arte e non sono mai stata raccomandata. Ho contato solo sulle mie forze, senza mai cedere ai compromessi o piegarmi intellettualmente. È stato faticoso, so che la strada è ancora lunga”.
Cosa cambieresti del sistema cinema? “Vorrei una selezione basata sul talento, durante i provini si dovrebbero scegliere gli attori più adatti per quel dato ruolo mentre sembrano già assegnati a priori. Puoi essere perfetta per quella parte ma vieni inesorabilmente scartata”.
L’Italia è un paese per giovani? “No, per furbi”.
Dove hai imparato la disciplina per non mollare? “I tre anni di accademia e il background di studi classici mi hanno insegnato il rigore e la determinazione nel raggiungere ogni obiettivo”.
La prossima sfida da accettare? “Continuare questo lavoro, mettendomi in gioco, continuamente. E poi ho un sogno da raggiungere: vincere l’Oscar”. life style In “Una moglie bellissima” di Leonardo Pieraccioni hai sfoderato anche doti canore, incidendo due canzoni della colonna sonora. Ci sarà un seguito? “Sto studiando, sono un soprano leggero, sono molto intonata. Per ora resta un hobby”. Canzoni nell’iPod? “Barbra Streisand, Liza Minnelli, Blur”. Un libro per le vacanze? “Leggerò Carlo Emilio Gadda, autore che amo. Ma farò spazio anche a Peter Cameron, Truman Capote, Francis Scott Fitzgerald...”. Tempo libero? “Tantissimo cinema, teatro e poi lunghe chiacchierate con i miei amici: il compositore Francesco Maddaloni e lo scrittore Massimiliano Palmese, mi ha dedicato il suo ultimo libro, “Pop life”. Senza i loro consigli non muovo neanche un dito...”. In cucina: surgelati o chef provetta? “Sono specializzata in Quattro salti in padella, nessuno li riscalda meglio di me...”. Pollice verde? “Abitando in un loft ho poco spazio per il verde ma ho qualche pianta grassa”. Il segreto per restare in forma? “Sono iper-pigra, raramente vado in palestra ma ho uno stile di vita sano: non bevo e non fumo”. Appassionata di tecnologia? “Ho un rapporto basico, non sono certo una nerd”.

 
Ulti Clocks content

PT event

PT event
Find us on Facebook

Il Punto di luglio/agosto

copertina il punto numero 51

Gli Speciali

Gli Speciali

Pubblicità

RocketTheme Joomla Templates